Cgil, Cisl e Uil Sicilia su manifestazione regionale Forestali

“A Palermo, oggi, migliaia di lavoratrici e lavoratori hanno fatto sentire la voce dei dipendenti di serie C della Regione Sicilia. Quelli che operano per tutelare e valorizzare l’ambiente e il mondo della produzione agricola, ma sono eterni precari sedotti e abbandonati dalla politica. Il presidente Nello Musumeci ascolti le ragioni di questo popolo. Finalmente, ascolti!”. Lo hanno dichiarato i segretari generali di Flai Cgil e Uila Uil Sicilia, Alfio Mannino e Nino Marino, insieme al commissario regionale Fai Cisl Pierluigi Manca, oggi a Palermo per la grande manifestazione unitaria di lavoratori forestali, della bonifica, dell’Esa e dell’Aras.
Le organizzazioni sindacali, dopo il comizio in piazza, si sono incontrate con il capo di gabinetto della Presidenza della Regione e con l’assessore all’Agricoltura Edy Bandiera: “Avevamo sollecitato – commentano Manca, Mannino e Marino – un confronto con il presidente Musumeci. Lui era assente ma dai suoi rappresentanti abbiamo sentito molti no alle nostre richieste di interventi concreti, dopo mesi di annunci e fantasie varie. Il governo regionale, su nostra segnalazione, e dopo che nell’ incontro di giorno 4 abbiamo evidenziato la mancanza della dovuta copertura finanziaria per le garanzie occupazionale per i forestali e la mobilitazione di oggi ha apportato emendamenti alla finanziaria in cui vi è la copertura per le giornate di legge. Inoltre, ha previsto in Finanziaria 6 milioni di euro a copertura del nuovo contratto di lavoro dei forestali ma paradossalmente, malgrado sia stato firmato, non vuole dare attuazione all’intesa e rinvia strumentalmente tutto al varo di una riforma di settore che non si vede all’orizzonte, benché noi la rivendichiamo inutilmente da anni”. Gli esponenti di Fai-Flai-Uila aggiungono: “Per la sopravvivenza dei Consorzi di Bonifica, non solo mancano 10 milioni di euro per il pagamento degli stipendi mentre non è stata individuata alcuna soluzione al pesantissimo contenzioso in corso con centinaia di dipendenti. Sull’Esa, zero aperture nei confronti degli stagionali che rischiano di essere i soli a pagare il prezzo della soppressione dell’ente. Non si governa ignorando i lavoratori, non si rende un servizio ai siciliani penalizzando un settore fondamentale per il presente e il futuro di questa terra. Siamo sempre in attesa dell’incontro con il presidente Musumeci, la vertenza resta inevitabilmente aperta. Lo stato di agitazione rimase e, dopo il confronto con Musumeci, siamo pronti a nuove iniziative su Esa e Consorzi. Già da lunedì, intanto, verranno promosse iniziative territoriali di protesta”.

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