Cgil, Cisl e Uil, Patrimonio Archeologico ed artistico della provincia una grande risorsa economica per il territorio

Un grande tesoro che però rimane per la maggior parte “chiuso” dentro un forziere. E’ il comparto archeologico, artistico e monumentale della provincia che dovrebbe rappresentare uno dei principali volani di sviluppo economico ma che rimane rimane di gran lunga sottodimensionato per le sue reali potenzialità. Ma non è così per i segretari provinciali generali di Cgil, Cisl e Uil Rita Magnano, Tommaso Guarino e Vincenzo Mudaro, che lo hanno inserito tra le priorità del documento programmatico di sviluppo economico chiedendo un imponente campagna di risorse volte alla, scoperta, recupero, valorizzazione, manutenzione e fruizione. Uno dei maggiori handicap è di non poter raggiungere questi siti. E per questo motivo oltre agli interventi specifici le parti sociali chiedono interventi nel campo del ripristino e potenziamento della rete viaria. Un territorio quello provinciale che come viene confermato da Siciliantica, si può vantare non solo di avere siti “internazionali” come la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, sotto tutela dell’Unesco, la Venere di Morgantina, e l’omonima area archeologica. Ma anche tanti altri di non minore importanza ma che non vengono adeguatamente valorizzati. Tra tutti il castello di Lombardia e la Torre di Federico a Enna e il castello di Sperlinga, dell’XI secolo scavato nella roccia, e tanti altri ancora che potrebbero fare arrivare importanti flussi turistici. Ed a questi se ne possono aggiungere tanti altri, dai musei di Enna, Aidone e Centuripe; l’incantevole centro storico di Piazza Armerina; a Enna anche l’area del culto di Demetra/Cerere con la Rocca di Cerere e le testimonianze della “via sacra”, il Duomo, le grotte rupestri e l’area della porta di Janiscuru. Ed ancora l’area archeologica di Cozzo Matrice, del VI-V sec a.C. su una altura sul lago di Pergusa; la Villa Romana di contrada Gerace ancora quasi tutta da scavare. Ma non meno potenzialità hanno altri come il villaggio bizantino di Canalotto, risalente tra il VI e il IX secolo dopo Cristo e la Necropoli Realmese di un periodo dal IX al VI sec a.C in territorio di Calascibetta, gli scavi di Casa Bastone nel comune di Villarosa. Anche Centuripe è fra i luoghi di interesse storico del periodo romano e dove negli anni si sono tenute delle campagne di scavi. E non si può dimenticare Troina prima capitale normanna in Sicilia nel 1601, e Gagliano Castelferrato con il suo castello che alcune fonti farebbero risalire all’epoca romana. Ma il territorio è anche ricco di insediamenti naturalistici per un turismo alternativo e sostenibile con numerose riserve naturali tra cui il Geopark Rocca di Cerere da alcuni mesi “battezzato” dall’Unesco patrimonio dell’umanità. E la lista potrebbe ulteriormente arricchirsi con altri territorio da Assoro a Leonforte, da Pietraperzia ad Agira. “E’ un settore che deve rappresentare un importante volano di sviluppo per il territorio – commenta Vincenzo Mudaro – ma necessità però una adeguata programmazione. Innanzi tutto un potenziamento delle infrastrutture come appunto la rete viaria. Ma ancor di più un coordinamento complessivo di tutti gli attori presenti sul territorio interessati. Noi non dobbiamo puntare ai flussi del turismo di massa bensì a quello culturale e sostenibile. Quindi oltre ai beni archeologici e monumentali che abbiamo a disposizione in particolare gli enti locali dovrebbero programmare tutta una serie di eventi ed iniziative che portino il turista a rimanere sul territorio oltre alla visita del sito e quindi che non rimanga un turismo solamente “mordi e fuggi”.

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