Centuripe, un successo la mostra “Migranti la sfida dell’incontro”

Si è chiusa venerdì scorso a Centuripe la mostra “Migranti, la sfida dell’incontro” dopo una settimana di esposizione negli splendidi locali dell’Oratorio di Maria SS. della Consolazione.
Proviamo a trarre alcune valutazioni conclusive con Gaetano Scornavacche che, insieme agli amici del Centro Culturale “Solidarietà”, ha curato l’arrivo della mostra a Centuripe e il suo allestimento.
Scornavacche, perché questa mostra a Centuripe? Il tema dell’accoglienza ai migranti è così rilevante in paese?
Anche se ancora a Centuripe non abbiamo immigrati da ospitare, il tema ci riguarda. Io, inoltre, l’avevo vista al Meeting di Rimini ed ero rimasto molto colpito per il modo come il tema è affrontato. Per questo ho pensato che sarebbe stato bello farla conoscere ai miei concittadini. Una serie di circostanze e di contributi favorevoli ci hanno indotto a parlarne sia a Centuripe che in Diocesi. Il consenso subito riscontrato ci ha indotto a provare questa nuova esperienza. Ma bisogna subito aggiungere una cosa.
Che cosa?
In occasione della presentazione della mostra il Sindaco ha anticipato che anche nel nostro paese sono in arrivo un certo numero di minori stranieri non accompagnati. Sarà una importante sfida per tutti noi e credo che la mostra possa essere stata in tal senso di aiuto.
E allora come è andata?
Molto bene. Di mattina sono venute numerose le scolaresche e di pomeriggio abbiamo fissato una serie di appuntamenti anche con vari ospiti presenti in paese.
Cosa ha colpito di più i visitatori?
Premesso che la mostra non ha soluzioni da offrire, aggiungo che ciò che più ha colpito, grandi e piccoli, sono state le testimonianze di quelli che in qualche modo “c’è l’hanno fatta”. Le testimonianze di alcuni video sono emblematiche perché dimostrano come solo un’amicizia, un rapporto, una mano tesa nel momento del bisogno, sono in grado di uscir fuori dal tunnel della disperazione e della fatica.
Ci sono esempi di avvenimenti significativi accaduti nel corso della settimana?
Sì, per esempio l’incontro con il Presidente Nazionale del Forum delle Associazioni familiari Gigi De Palo, che si trovava i Sicilia per motivi di lavoro, e con il Presidente del Forum della provincia di Enna, Pinella Crimì. Hanno molto apprezzato la mostra. Gigi ha sottolineato il primo aspetto riguardo ai numeri che aiutano a capire di più e meglio come noi siamo stati in passato emigranti. E poi aiuta a comprendere come sia necessario e indispensabile l’immedesimazione. Senza questo impegno è quasi impossibile capire il fenomeno. Mentre Pinella ha evidenziato quanto sia fondamentale comprendere quello che il Papa e la mostra dicono: “siamo di fronte a persone e non a numeri”. Spesso infatti ci facciamo impressionare dai numeri, dimenticando che dietro ogni numero c’è una storia, spesso drammatica. Riflettiamo solo su alcuni aspetti ormai noti. Ogni famiglia che lascia il proprio paese non sa se riuscirà mai a raggiungere la meta del viaggio. Ogni minore non accompagnato che parte non sa mai se riuscirà a sopravvivere alle difficoltà e alle violenze che potrà subire.
E poi?
Quello con alcuni tedeschi, Anna Chiara, Lina e Lena, presenti in Sicilia per motivi di studio: hanno affermato che il giudizio della Mostra, su quello che sta accadendo, è chiaro, buono e giusto. Sono rimaste impressionate dai video che l’accompagnano perché le immagini che per loro sono molto lontane, fanno capire che si tratta di persone. Spesso ci dimentichiamo che hanno dei volti, nomi con una loro storia. Ricordare questo è molto importante.
Che impatto ha avuto con il paese? Il suo messaggio è stato compreso e recepito dai cittadini?
A visitare la Mostra sono state circa 400 persone. Molti sono rimasti colpiti dalla concretezza delle testimonianze e dalla chiarezza di alcuni pannelli. Questo si capiva dalle impressioni che durante la visita o alla fine qualcuno desiderava condividere. Per esempio una signora diceva: “Bella e interessante, lo devo dire a mio figlio” e un giovane mentre andava via: “Non immaginavo che fosse così concreta!” …
Che impatto ha avuto con gli studenti?
Fondamentale è stato il patto formativo di alternanza scuola – lavoro con la classe 3^ A. T. dell’Istituto Alberghiero “Don Pino Puglisi” di Centuripe. Sono stati formati per fare da guida alla mostra ed è stato interessante vedere il cambiamento di questi ragazzi man mano che si procedeva, da annoiati ad interessati e poi capaci di coinvolgere i loro coetanei durante le visite. Alla fine, contenti, ci hanno ringraziato per questa opportunità. Vito, un allievo, ci diceva che “quello che è detto per i migranti vale per ogni uomo in generale”. Far visitare la mostra agli studenti è stato un momento davvero bello. Lo si è visto dalle domande che ponevano, dalla serietà con cui seguivano quanto veniva detto, dalle riflessioni lasciate sul book del visitatore o da quello che hanno scritto, per esempio, alcuni alunni: “L’integrazione è difficile ma non impossibile” – “Non immaginavo tanta sofferenza.” – “La mostra mi ha aiutato a capire che facciamo veramente parte della grande famiglia umana.” – “E’ bello sentirsi voluti bene e accolti. E’ quello che desidero per me.” – “Il pannello che mi è piaciuto di più è Nati per Vivere, perché siamo nati per vivere veramente, io sono nato per essere felice.” …
Come può continuare il rapporto che si è avviato?
La mostra ha lanciato una sfida, una provocazione o come ha detto una mia collega, dei “bagliori di luce”. Occorre tenere viva questa luce continuando i rapporti e le provocazioni lanciate. Vedremo cosa accadrà nella realtà di ognuno e poi di fronte anche a quanto anticipato dal Sindaco rispetto all’accoglienza dei minori che dovranno arrivare, tra qualche mese, a Centuripe.
Che rapporto è nato con le associazioni che sono impegnate nello stesso campo?
Sono rimaste contente del coinvolgimento e sorprese dai contenuti della mostra. Con diversi membri delle Associazioni/Confraternite c’è un bel rapporto di amicizia e collaborazione che penso servirà e ci vedrà protagonisti in altre iniziative.
Che rapporto c’è stato con la chiesa locale? La mostra è stata apprezzata, snobbata, ignorata?
La mostra è stata molto apprezzata, tanto che il nostro parroco, don Pietro Damiano Scardilli (Vicario per la Pastorale della Diocesi di Nicosia) ci ha subito incoraggiati ed ha voluto rivolgere il suo saluto durante l’inaugurazione. Il suo lavoro e quello della Caritas cittadina con il Banco Alimentare sono un tentativo di risposta ai tanti bisogni che la nostra piccola realtà vive.
Tutto questo lavoro come può continuare?
Questo lavoro può certamente continuare. Il nostro Centro Culturale ha sempre lavorato, in questi anni, mettendo in evidenza tematiche e iniziative per far conoscere e sensibilizzare alle realtà di bisogno presenti nel nostro territorio e non solo. Occorre continuare un lavoro, come diceva un nostro amico, occorre “cambiare passo”, cioè cambiare anche il modo di pensare.

Francesco Inguanti

Visite: 412

Condividi questo Articolo

GUARINO-ASSICURAZIONI