Cefalù, si parla dell’arte del Serpotta al seminario organizzato da BCsicilia

Cefalù, si parla dell’arte del Serpotta al seminario organizzato da BCsicilia

Si terrà martedì 15 maggio 2018 alle ore 17,00 il terzo incontro del Seminario su “Arte e cultura Barocca in Sicilia” organizzato dall’Associazione BCsicilia, con il patrocinio del Comune di Cefalù. Dopo la presentazione di Melina Greco, Presidente della sede BCsicilia di Cefalù e di Alfonso Lo Cascio, Presidente Regionale di BCsicilia, si terrà la conferenza di Eliana Mauro, Dirigente del Polo Museale di Arte Moderna e Contemporanea dal titolo: “L’arte del Serpotta”. L’incontro si svolgerà presso la Sala delle Capriate del Palazzo Municipale di Cefalù.
Il tema. Con Filippo Meli, per primo, magistrale “promotore” della vita e dell’attività artistica di molti protagonisti delle arti siciliane, le opere di Giacomo Serpotta assumono nel 1934, in occasione delle celebrazioni per il bicentenario della morte, carattere e forma compiuta nell’ambito della storia dell’arte isolana, ma è solo dal 1957 con Carlo Argan e, quindi, dal 1958 con Rudolf Wittkower che a Giacomo Serpotta viene riservato il ruolo di artefice geniale e irripetibile, radicato alle proprie origini e parte considerevole della storia delle arti europee, derivandone un profilo artistico del tutto originale dell’uomo e delle sue opere (il punto di vista unico, l’identità di immagine-spazio-forma, le direzioni e dimensioni multiple dello spazio, la trasformazione della luce naturale in luce universale).
Attraverso le modulazioni tridimensionali del bianco nella luce e nell’ombra, nella statuaria serpottiana la materia del rivestimento si arricchisce e le pose assolute si trasformano in movenze stabili: “Le sue figure sono spesso reminiscenze di scultura barocca romana, alcune del Raggi, altre del Ferrara, alcune sono estremamente allungate, eleganti e movimentate; altre seguono antichi prototipi così fedelmente che sembrano quasi neoclassiche. Tutte, comunque – scriveva Wittkower – sono impregnate di una delicatezza e fragilità, di un semplice fascino sensuale e una grazia ben lontani dalla forza dinamica del barocco romano. Probabilmente non c’è altro luogo in Italia dove la scultura si sia avvicinata a un vero spirito rococò”.
La relatrice. Eliana Mauro è Dirigente Storico dell’Architettura presso l’Assessorato Beni Culturali ed Ambientali e Pubblica Istruzione della Regione Siciliana.
È Dottore di Ricerca in Storia dell’architettura e Conservazione dei Beni Architettonici presso l’Università degli Studi di Palermo; diplomata in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso la Scuola annessa all’Archivio di Stato di Palermo. Ha insegnato Restauro del Giardino Storico presso la Scuola di Specializzazione in Architettura dei Giardini, Progettazione e Assetto del Paesaggio dell’Università degli Studi di Palermo, collabora con la Facoltà di Architettura di Palermo per la didattica e la ricerca scientifica nei settori della Storia dell’Architettura, della Storia dell’Arte dei Giardini e della disciplina di tutela e salvaguardia dei beni culturali. Fa parte del gruppo di lavoro che si occupa del riordino e della catalogazione dei materiali conservati presso la Dotazione Basile-Ducrot della Facoltà di Architettura di Palermo. Ha pubblicato uno studio monografico sul Villino Florio e ha avviato in questi ultimi anni uno studio critico sulla figura di Giovan Battista Filippo Basile. Ha collaborato con la Biennale di Venezia (1980), con la Triennale di Milano (1987); ha curato il settore Ricerche Storiche per la mostra Palermo 1900 (1981) e collaborato all’organizzazione della mostra Architettura e Massoneria di Firenze (1988). Dal 2000 ha curato, con Ettore Sessa, le mostre e i rispettivi cataloghi di: Giovan Battista Filippo ed Ernesto Basile. Settant’anni di architetture: i disegni restaurati della Dotazione Basile (Loggiato S. Bartolomeo, Palermo); Ernesto Basile a Montecitorio (Camera dei Deputati, Roma); la mostra e il convegno sul centenario di Casa Basile (Palermo); la mostra e il convegno sul paesaggio e sui giardini storici siciliani (Agrigento).
Nell’ambito dell’attività di restauro di edifici monumentali ha curato, fra gli altri a Palermo, quelli della Chiesa di Sant’Agostino, della Villa Malfitano (ala incendiata), della Villa Trabia (corpi bassi), degli edifici del parco della Villa Belmonte all’Acquasanta, della Casina Cinese, della Villa Napoli, del museo di Palazzo Mirto, del monumento a Carlo V in piazza Bologni, del Museo Diocesano nel Palazzo Arcivescovile. Ha diretto i lavori di restauro della Casina Cinese nel Parco della Favorita di Palermo, finanziati dalla Comunità Europea. È stata a capo dell’Unità Museografica della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis di Palermo. Già Soprintendente Reggente dei Beni Culturali ed Ambientali del Mare e responsabile dell’Unità storico-artistica e della istituzione dei musei del mare della Sicilia, oggi si occupa dell’attività di valorizzazione e ricerca scientifica del Polo museale di Arte moderna e contemporanea di Palermo. Ha pubblicato diversi studi monografici e saggi in volumi collettivi e in atti di convegni nazionali e internazionali.

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