Catania si presenta il libro di Salvatore Fiore

Fiore… tutto a posto?”, alle 17 al Centro ZO di Catania

un incontro per parlare di usura e racket delle estorsioni

 

Al centro del dibattito la testimonianza di Salvatore Fiore, imprenditore

che ha denunciato i propri usurai, raccolta nel libro scritto da Anna Milazzo

 

 

Catania, 18 marzo 2016 – «Denunciare rende liberi, avrei dovuto farlo molto prima. Per quasi vent’anni sono stato un imprenditore solo sulla carta: avevo più di 120 operai, ma tutto quello che guadagnavo finiva direttamente nelle mani dei miei usurai. La mia vita era una corsa per racimolare i soldi per pagare loro gli interessi, una lotta impari. Quando non trovavo il denaro che mi chiedevano, mi nascondevo, stavo per ore in macchina fuori dal paese. Ero un burattino nelle loro mani. Adesso sono finalmente un vero imprenditore, una persona che si è riappropriata della propria dignità di uomo libero».

A parlare è Salvatore Fiore, imprenditore di Belpasso che, dopo più di dieci anni di vessazioni e minacce, ha denunciato i propri usurai ed estorsori. La sua vicenda, raccolta nel libro “Fiore… tutto a posto?” scritto da Anna Milazzo, sarà al centro del dibattito che si svolgerà questo pomeriggio alle 17 a Catania da Zo Centro Culture Contemporanee (piazzale Rocco Chinnici 6, ex piazzale Asia).

Interverranno Giovannella Scaminaci, Procuratore aggiunto presso la Procura di Messina; Nello Musumeci, presidente della Commissione regionale Antimafia; Sonia Alfano, già presidente della Commissione Antimafia europea; Alessandro Drago, vice dirigente della Squadra Mobile di Catania; Enzo Guarnera, avvocato penalista. A moderare il dibattito il giornalista Luciano Mirone.

L’appuntamento è inserito nel cartellone di eventiI 100 passi verso il 21 marzo 2016, data in cui a Messina – e in contemporanea in vari luoghi d’Italia – si terrà la XXI Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie organizzata da “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”.

“Fiore… tutto a posto?” (Ilmiolibro, 2015) ripercorre tutta la vicenda di Salvatore Fiore, cominciata a metà degli anni Novanta quando, in un momento di difficoltà economica, l’uomo è caduto nelle mani di usurai legati alla criminalità organizzata. Una storia di disperazione, che racconta un uomo che vede distruggere giorno dopo giorno ogni aspetto della propria vita, comprese le relazioni personali; fino al 17 giugno 2009, giorno in cui Fiore ha deciso di entrare negli uffici della Questura di Catania e sporgere denuncia.

«Questo incontro per me – dice Salvatore Fiore – vuole essere una testimonianza per incoraggiare gli altri imprenditori ad alzare la testa, a denunciare. Se tutti denunciamo, se uniamo le nostre forze, possiamo mettere in minoranza questi criminali. E’ importante rendercene conto, ed è importante dire che a Catania possiamo contare su un Antiracket che funziona benissimo e di cui possiamo fidarci senza riserve. Dal momento in cui sono entrato alla Questura di Catania per denunciare i miei usurai, gli agenti sono diventati i miei amici ed angeli custodi, mi hanno sostenuto in un percorso che diversamente sarebbe stato difficile da portare avanti. A loro va tutto il mio ringraziamento e a loro è dedicato il libro che ho voluto scrivere con Anna Milazzo».

Le dichiarazioni di Salvatore Fiore – andato avanti con il sostegno delle forze dell’ordine, dei suoi legali e dell’Asaae (Associazione antiracket antiusura etnea) – hanno contribuito a far partire alcune inchieste e a dare nuovi elementi a indagini già avviate, come quelle che hanno portato, a febbraio 2014, all’operazione Money Lender, che ha scoperchiato quello che il pm Scaminaci ha definito “il giro di usura e di estorsioni più ingente mai scoperto a Catania”. Prestiti per un milione e mezzo di euro a imprenditori, commercianti e artigiani a tassi d’usura che arrivavano anche al 140 per cento annui. Ventisette gli arrestati, tra i quali diversi componenti della famiglia Bosco, noti imprenditori nel settore del catering e della ristorazione, il cui processo avrà inizio a settembre 2016.

Un reato antico, quello dell’usura, che resta in gran parte sommerso, e che è riuscito a trasformarsi, diventando sempre più un reato di tipo associativo, crocevia di altri reati economici, dalla truffa al riciclaggio. Ma soprattutto un reato poco rischioso per la mafia, perché l’usura – caratterizzata da un rapporto vittima-usuraio che segue le dinamiche della dipendenza psicologica – è ancora un tabù, un argomento di cui si parla poco e che si denuncia ancora meno.

 

«Mentre Fiore mi raccontava la sua vicenda – sottolinea Anna Milazzo– mi sono chiesta più volte perché per anni non avesse trovato la forza di denunciare. All’inizio mi sembrava tutto senza senso. Pian piano, però, ho capito: ho vissuto con lui, settimana dopo settimana, le sue emozioni, la paura che provava per sé e per i suoi affetti più cari, la solitudine, l’incertezza, il vuoto che aveva dentro. Solo quando ha superato questi sentimenti, quando si è ritrovato accanto una compagna forte e ha trovato dentro se stesso la forza per rinascere a nuova vita, ha potuto scegliere di iniziare un percorso di legalità».  «Ciò che oggiAggiungi un appuntamento per oggi mi colpisce di più di quest’uomo – conclude Milazzo – è la sua forza di volontà, la sua voglia, anche attraverso questo libro, di diventare punto di riferimento per chi ancora non si sente pronto

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