Catania, presentata la Giornata nazionale della Colletta Alimentare

«Vi invito a fare posto nel vostro cuore a questa urgenza, rispettando questo diritto dato da Dio a tutti di poter avere accesso ad una alimentazione adeguata. Condividiamo quel che abbiamo nella carità cristiana con chi è costretto ad affrontare numerosi ostacoli per soddisfare un bisogno così primario. Invito tutti noi a smettere di pensare che le nostre azioni quotidiane non abbiano un impatto sulle vite di chi la fame la soffre sulla propria pelle». (Papa Francesco, 9 dicembre 2013)

Partendo da un contesto di 6 milioni di persone in povertà estrema il dato preoccupante non è solo il numero – sei milioni – di persone che in Italia non hanno nulla da mangiare, ma rilevare che in tre anni questo numero è quasi raddoppiato. Erano 3.415.000 nel 2011. Eppure il diritto al cibo è una cosa fondamentale per la quale tutti possiamo fare qualcosa. E non esiste gesto, per quanto piccolo, compiuto da ognuno di noi, che non possa fare la differenza. Su questo concetto pratico, prima ancora di essere filosofia, si basa lo spirito della 18° Giornata Nazionale della Colletta Alimentare che si terrà sabato 29 novembre: un atto singolo che diventa atto di popolo attraverso quel gesto familiare che è fare la spesa.

«Esiste un bisogno più originario e profondo che accomuna chi ha il cibo e chi non ce l’ha – ha dichiarato Federico Bassi, segretario nazionale della Colletta Alimentare – ed è quello di essere felici, accettati e voluti così come siamo. Non è un modo di dire, ma una realtà che tocchiamo con mano a ogni Colletta, a ogni raccolta. E di storie se ne potrebbero raccontare a centinaia, come quella dei due fidanzati che hanno partecipato alla Colletta del 2013 spinti dalla voglia di condividere insieme questa emozione di gratuità. Per conservarne il sapore per tutta la vita, dopo sei anni di fidanzamento, hanno deciso di sposarsi scegliendo come data il 14 giugno 2014 non sapendo ancora che sarebbe stato quello il giorno della Colletta Straordinaria. Eppure quel giorno – pur vestiti da sposi – si sono presentati al supermercato, hanno indossato la pettorina gialla e hanno fatto i volontari».

Anche i detenuti di piazza Lanza partecipano alla Colletta

La storia non la fa solo chi può scegliere di donare liberamente il proprio tempo. C’è chi, pur etichettato come «“brutto, sporco e cattivo” sceglie di donare ciò che può a chi è svantaggiato. Sono i detenuti del carcere di piazza Lanza – dichiara il dott. Giuseppe Avelli, funzionario del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria che si occupa di rieducazione dei detenuti – che da più di tre anni ormai aderiscono alla giornata della Colletta donando i generi alimentari consentiti dal carcere».

Un’iniziativa quasi singolare, ma di certo inedita, che è stata proposta al carcere dai 14 volontari del Banco Alimentare coordinati dall’ing. Francesco Valora e che riscontra un grande successo tra i detenuti per due finalità, una concreta e l’altra comportamentale.

La prima dà loro la possibilità di offrire aiuto a chi vive una condizione di disagio sociale, la seconda è una ricaduta positiva verso se stessi come soggetto di iniziative meritorie verso la società che lui per primo ha colpito.

Abbiamo iniziato questa attività con i detenuti nel 2012 – afferma Valora – come gesto educativo per noi e per loro: una corrispondenza tra ciò che si è compiuto e ciò che ognuno si porta dentro. Allo stesso tempo però rappresenta una risposta al bisogno che emerge all’interno del carcere. Questi poveri uomini, che sanno di essere esclusi dal contesto sociale, hanno anche loro un cuore e un desiderio di bene verso l’esterno e la Colletta è risultato un gesto fortemente educativo.

Nel 2009 i reclusi a piazza Lanza erano più di 640 in condizioni davvero proibitive. Oggi – continua Valora – siamo arrivati a 363 di cui un terzo non sono italiani e 22 donne. Nel 2012 siamo riusciti a raccogliere 130 kg di derrate alimentari, 85 kg nel 2013. Può sembrare una goccia nel mare ma per molti di loro donare mezzo chilo di pasta o di zucchero è un vero sacrificio. E sono molti quelli che si scusano di non poter offrire di più perché comprendono – conclude Valora – veramente il senso della fame che vive in questo momento la nostra società”.

Piazza Lanza al momento è l’unico carcere a Catania che partecipa alla giornata della Colletta Alimentare. In tutta Italia sono 27 le carceri che partecipano grazie a un’iniziativa promossa nel 2010 e inaugurata con un carcere di Milano.

L’opera di padre Orazio Bonaccorsi al Villaggio Dusmet

C’è un quartiere a Catania che sa bene cos’è il disagio sociale e il suo parroco, padre Orazio Bonaccorsi della Parrocchia San Giovanni Apostolo ed Evangelista, lo tocca con mano da tre anni, da quando è arrivato a Catania dopo aver servito a Roma. La parrocchia opera in un quartiere che comprende il Villaggio Dusmet e una parte di Picanello che ricade nella parte sud della Circonvallazione. Sono 240 le famiglie aiutate da padre Orazio, quasi 900 persone e 85 bambini sotto i 5 anni, con problematiche sociali e materiali non di poco conto. Famiglie con almeno tre figli e spesso con l’impossibilità di mandarli a scuola. «Non al liceo che questi ragazzi non frequenteranno mai, se si eccettua qualche sporadico professionale – racconta padre Orazio – ma la scuola dell’obbligo. E noi per lenire questo disagio da tre anni abbiamo aperto un centro Caritas e un centro ascolto che offre servizi una volta la settimana di pomeriggio e una volta al mese anche di mattina. Abbiamo 46 volontari dispiegati tra il centro ascolto e il nostro magazzino che riceve il cibo dal Banco Alimentare e che consegniamo sia in parrocchia sia a domicilio».

Ma in parrocchia si fa anche di più. Grazie all’aiuto di professionisti volontari vengono offerti servizi di medici, consulenti del lavoro, commercialisti, avvocati e farmacisti e almeno due volte l’anno, in collaborazione con i Lions, organizzati quattro screening sanitari preventivi (moc, cardiologo, dermatologo, pediatra, oculista, otorino, diabetologo, dentista e neuropsichiatra) dei quali usufruiscono circa cento famiglie ogni volta.

Grazie all’attività di padre Orazio e dei due responsabili del centro Caritas (Marilisa Pogliese e Franco Fazio) è stato attivato anche uno sportello per il Microcredito diocesano che viene utilizzato anche – e soprattutto – per spese sanitarie impreviste.

Poveri in aumento anche in Sicilia

In tre anni il numero dei poveri è praticamente raddoppiato e il dato disponibile, offerto dall’Istat, è quello del 2013. Le previsioni per il 2014 non sono lusinghiere e sapere che «è la classe media quella che inizia ad aver bisogno di aiuto – afferma Domenico Messina, direttore del Banco Alimentare della Sicilia onlus – non tranquillizza ma fa comprendere quanto è importante il senso della carità e della gratuità nei confronti di chi ha fame. In Sicilia, tramite le 990 strutture accreditate con il Banco, diamo aiuto a 370mila persone e a 37.300 bambini al di sotto dei 5 anni di età».

In provincia di Catania sono 201 i supermercati che hanno aderito alla Giornata della Colletta Alimentare e oltre 2.000 i volontari con la pettorina gialla che inviteranno a donare prodotti a lunga conservazione che verranno distribuiti alle strutture caritative (mense per i poveri, comunità per minori, banchi di solidarietà, centri d’accoglienza ecc).

In tutto il territorio nazionale è stato attivato il numero verde 45504 per gli SMS solidali che sarà attivo fino al prossimo 4 dicembre. È possibile donare € 2 chiamando da cellulare. A scelta, 2 oppure 5 euro, chiamando da numero fisso.

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