Canoa Velocità; strada in salita verso Rio 2016

 

“L’appuntamento principale per la prima parte della stagione è ovviamente la qualifica olimpica in occasione della gara in programma a metà maggio a Duisburg. Lì – spiega il vicepresidente federale Andrea Argiolas – andremo con i migliori kayak maschili e femminili e i migliori specialisti della specialità canadese per staccare i pass per Rio de Janeiro 2016. Quei pass che purtroppo, al mondiale 2015 di Milano, non siamo riusciti a conquistare.”

L’obiettivo della canoa velocità italiana per il 2016 è quindi ben chiaro.

Se slalom e paracanoa sono infatti riusciti a qualificare ai giochi di Rio 2016 parte delle barche in gara (nello slalom il K1 maschile e il K1 femminile con Daniele Molmenti e Clara Giai Pron, mentre mancano C1 e C2 che affronteranno la qualifica il prossimo anno; tre invece i qualificati nella paracanoa con Salvo Ravalli, Veronica Yoko Plebani e Federico Mancarella) è la canoa velocità, al momento a quota zero barche qualificate (con il K2 1000 in sospeso con ricorso in atto), a dover lavorare con decisione per raggiungere l’obiettivo di andare alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016.

E per raggiungerlo gli azzurri sono già al lavoro da tempo: “Rispetto alla scorsa stagione durante la quale ai raduni aveva preso parte un gruppo piuttosto ampio, quest’anno ci concentriamo su un numero più ristretto di atleti – prosegue il vicepresidente Argiolas – su quelli, in sostanza, che hanno mostrato potenzialità e saputo arrivare il più vicino possibile alla qualifica olimpica.”

 

Tra Livigno e Roma, dove si fermeranno all’incirca due mesi, sono impegnati in queste settimane gli azzurri del kayak Giulio Dressino, Nicola Ripamonti, Matteo Torneo (Fiamme Gialle) e Matteo Florio (Aeronautica Militare), con quest’ultimo che si dividerà tra la capitale e la sua Mantova. A Pavia invece è in azione il gruppo degli altri velocisti guidati dal tecnico Stefano Loddo mentre a Castelgandolfo si stanno allenando i “canadesi” Luca Incollingo, Sergiu Craciun, Daniele Santini e Carlo Tacchini sotto lo sguardo vigile di Antonio Cannone. Al femminile, e sempre a Castelgandolfo, è Ezio Caldognetto a guidare le azzurre Susanna Cicali, Francesca Capodimonte, Agnese Celestino, Giuliana Di Bartolo, Cristina Petracca, Agata Fantini, Francesca Genzo, Federica Nolè, Gaia Piazza e Beatrice Scartezzini. Sono invece seguite dai rispettivi staff di società Irene Burgo, Sofia Campana e Norma Murabito

 

“Con tutti i settori puntiamo ad arrivare al meglio alla prova continentale di maggio a Duisburg – prosegue Argiolas – il percorso è fissato con precisione e sarà ufficializzato a fine mese nel corso del prossimo consiglio federale. In vista dell’appuntamento con la qualifica olimpica, risulteranno fondamentali i risultati della prima prova selettiva in programma a Mantova il 9 e 10 aprile prossimi. In tutto ciò – aggiunge – rimaniamo in attesa di conoscere il verdetto in merito al ricorso che abbiamo presentato sulla qualifica del K2 1000 risalente agli ultimi mondiali di Milano. Molte nazioni, Italia compresa, si sono lamentate di ciò che è accaduto e di come sono stati distribuiti i posti barca; speriamo la vicenda si possa risolvere positivamente per noi anche se, indipendentemente da ciò che sarà deciso, il nostro impegno continua ad essere totale, consapevoli che daremo comunque il massimo per conquistare sul campo gara tedesco quanti più pass olimpici possibili.”

 

Obiettivi chiari, con gli azzurri che dopo il periodo di allenamento in Italia si sposteranno all’estero (Spagna (Siviglia) o Portogallo le due opzioni) per proseguire il lavoro. Non solo senior però nel programma federale per la canoa velocità ma anche e ovviamente programmazione e attenzione ai giovani sul lungo periodo:

 

“Abbiamo sei campioni del mondo junior che sono passati, o passeranno a breve nella categoria senior. Sono tutti ragazzi che frequentano la quinta superiore e che quindi, avendo la maturità, per quest’anno saranno limitati nella possibilità di prendere parte a raduni e gare. E’positivo sapere che, oltre ad essere ottimi atleti, sono anche bravi studenti. Con loro, e con l’ampio gruppo di giovani che si stanno mettendo in mostra a livello internazionale, abbiamo intenzione di attivarci per un raduno di circa 4-5 giorni al mese, così da tenere sempre costante la loro presenza senza per questo distoglierli troppo dalle incombenze scolastiche; il tutto, ovviamente, affiancato al quotidiano lavoro che svolgono egregiamente, ciascuno nelle rispettive società.”

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