Canoa Velocità, Bronzo per l’Italia

E’ la canadese italiana a tornare sul podio nella seconda giornata dei Campionati Europei assoluti di canoa velocità di Plovdiv. L’Italia porta a casa la medaglia di bronzo nella specialità olimpica del C2 1000m con Nicolae e Sergio Craciun, mentre Carlo Tacchini rimane ai piedi del podio nel C1 1000m, ma è pronto a rifarsi domani nella giornata dei 500m. Il K2 1000m di Dressino e Ripamonti termina l’avventura europea in settima piazza mentre il K4 500m di Ricchetti, Ripamonti, Crenna e Pra Floriani chiude ottavo.

Applausi e soddisfazioni con Sergiu e Nicolae Craciun, i fratelli della canadese azzurra, che riescono a portare sul podio il loro sogno, conquistando la medaglia di bronzo nella rassegna continentale di Plovdiv, nella specialità olimpica del C2 1000m.

Sergiu e Nicolae partono in corsia tre, conducono una gara lineare e costante, fin dalla partenza nel gruppo di testa, conclusa poi sul crono di 03:38.312, valevole la terza posizione ed il bronzo continentale. A vincere il titolo europeo sono i tedeschi Peter Kretschmer e Yul Oeltze in 03:36.232; l’argento invece va al collo della russia di Viktor Melantyev e Vladislav Chebotar, a 03:37.300. I fratelli azzurri hanno, invece, la meglio per 56 centesimi sull’Ungheria di Dávid Korisanszky e Robert Mike, che si accontenta della quarta piazza.

Sergiu, moldavo d’origine naturalizzato italiano, nasce il 30/06/84 e pagaia per la Polizia di Stato sotto il vessillo delle Fiamme Oro. Gareggia con la maglia azzurra dal 2011 e vanta in palmares diverse partecipazioni a mondiali, coppe del mondo ed europei. Ha acquisito la cittadinanza italiana per meriti sportivi nel 2014. Nicolae nasce in Moldavia il 14/06/94 e dal 2011 gareggia per i colori italiani e per il CC Aniene. E’ il fratello minore di Sergiu Craciun. Si affaccia in azzurro ed inizia a conquistate prestigiose medaglie nelle categorie Junior e Under 23. La prima medaglia insieme risale allo scorso anno, quando in coppa del mondo a Racice vinsero l’oro nel C2 200mt.

Per Nicolae, il più piccolo dei due, è un’emozione fortissima: “Quando salii in barca la prima volta nel 2005, accompagnato proprio da mio fratello Sergiu non avrei mai immaginato di arrivare fin qui. Invece eccoci, insieme nella stessa canoa, 12 anni dopo con una medaglia al collo. Siamo partiti consapevoli della forza derivante in gran parte dal nostro legame, ma soprattutto pronti a divertirci insieme… e siamo riusciti a prenderci ciò che ci meritavamo! Ringrazio la mia fidanzata, la mia famiglia, il mio circolo e la Federazione che dal 2011 mi permette di gareggiare sotto il tricolore. Questa medaglia è anche vostra!”

La seconda miglior prestazione della giornata odierna arriva da Carlo Tacchini, che non riesce a salire sul podio per solo cinque decimi, beffato dal russo Shamshurin. Il suo C1 chiude in 03:55.663, subito a ridosso del podio in quarta posizione. Una gara tiratissima e al cospetto dei migliori di specialità, dove a confermare la leadership, indiscussa dal 2014, è Stebastian Brendel (due volte campione olimpico tedesco), che con il crono di archivia l’oro, lasciando alle spalle l’argento ceco Martin Fuksa di il bronzo russo Kirilli Shamshurin. “Ancora una medaglia di legno sul C1 1000m, – commenta Carlo sui social – ma sempre con il sorriso, positivo e concentrato per le finali di domani sui 500m.”

Nicola Ripamonti e Giulio Dressino chiudono in settima posizione la finalissima del K2 1000m. La barca di Rio parte bene ma al traguardo, a confermarsi, sono i tedeschi già detentori dei titoli iridati ed europei 2016, Max Hoff e Marcus Gross, campioni anche in questo 2017 davanti ad Serbia e Spagna con il tempo di 03:12.724. Italia che invece ferma il cronometro sul 03:19.876.

Ottavo posto in finale anche per l’equipaggio azzurro del K4 500 (che sarà specialità olimpica da Tokyo 2020) con Mauro Pra Floriani, Alessandro Gnecchi, Mauro Crenna e Alberto Ricchetti. 01:20.100 il tempo dell’Italia, che sembra essere positivo sia agli occhi dei ragazzi che della media di gara, con l’Ungheria che è oro in 01:18.556 davanti a Serbia (01:18.640) e Bielorussia (01:19.112). “Ottima prestazione, una conferma di quanto abbiamo fatto ieri in semifinale – esordisce Mauro Pra Floriani su Facebook – Peccato per il piazzamento, ma la prestazione era l’obiettivo di questa gara.”

Risultati Live: http://europecanoeevents.com/live-results?gmt=2&gmt2=-120

Seguiranno i risultati delle semifinali pomeridiane sui 200m.

APPROFONDIMENTO: IL SOGNO AZZURRO. LA STORIA DI NICOLAE E SERGIU CRACIUN.

Quella di Sergiu e Nicolae Craciun è stata una storia di talento, passione e coraggio. Sergiu ha messo per la prima volta “il ginocchio” in canoa all’età di dieci anni nell’ancora extraeuropea Moldavia sulle acque del fiume, a pochi metri da casa, sotto gli occhi brillanti e pieni di orgoglio del padre. Le barche erano ancora quelle di legno, niente super bolidi colorati ed in carbonio, si macinavano chilometri al freddo con pagaie e canoe che il padre verniciava accuratamente e talvolta rattoppava perché non poteva permettersi una canoa nuova. In una Moldavia segnata e spezzata dalla crisi del 1992, con l’economia a picco e la mancanza di lavoro, un bacio sulla guancia ed una lacrima in silenzio segnano inevitabilmente una fredda mattina del 1999, quando la mamma dei due ragazzi, per garantire un futuro alla sua famiglia, decise di abbandonare il lavoro di infermiera in ambulatorio con il sogno di una Italia ancora nel fiore dello sviluppo e con concrete possibilità di vita migliore. Nicolae, il più piccolo, aveva solo cinque anni e a causa della mancanza della figura materna si legò molto al fratello Sergiu di dieci anni più grande di lui. Ammirazione ed emulazione portarono anche lui a seguire le orme sportive di Sergiu. Nicolae ha iniziato in kayak, da seduto, ma non appena ricevette il primo C1, regalato con anni di sacrifici dai risparmi accumulati dalla mamma, fu amore a prima vista. Il loro destino, così come la tradizione di famiglia, era la canoa canadese. Una mamma costretta a vivere lontano dai figli ma con il cuore in gola e gli occhi colmi di gioia ogni qual volta vedeva la canoa dei due ragazzi scivolare sull’acqua. Due fratelli che non avevano voglia di arrendersi. Al sogno della mamma di portare i due figli in Italia con lei dopo la separazione dal marito e le gravi difficoltà economiche, Sergiu risponde consegnandole il numero di telefono di un allenatore italiano conosciuto per caso durante degli allenamenti in Romania. E’ così che il tecnico Antonio Canone decide di far partire un progetto di integrazione che potesse essere utile alla crescita dei due ragazzi ed a quella di tutta la squadra azzurra. Oggi Nicolae è perfettamente integrato nella realtà italiana, vive con sua madre e ha vinto numerose medaglie con il tricolore sulle spalle. Sergiu oggi ha ottenuto la cittadinanza italiana per meriti sportivi ed è arruolato per la Polizia di Stato. Lo sport ed il progetto d’integrazione costruito dalla Federazione Italiana Canoa Kayak, l’aiuto dei club di appartenenza, della famiglia e di tutti gli affetti, gli ha dato la forza di resistere e gli ha regalato un futuro tricolore.

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