Canoa, la paracanoa italiana inizia a pensare a Rio 2016

La Paracanoa inaugura l’anno con il caldo sole invernale di Cagliari, sede del primo raduno del 2016 in vista dell’importante primo anno paralimpico. La rotta su Rio è già impostata e preparazione ed allenamenti si mostrano già intensi e proiettati alla gara paralimpica.

In terra sarda approderanno le canoe di Salvatore Ravalli e Andrea Biagi (C.C. Catania), Federico Mancarella (C.C. Bologna), Marius Bodgan Ciustea e Simone Giannini (AISA Sport) per il kayak maschile, Ngamada Ngol Ndara (C.C. Mestre) e Andrea Pistritto (CUS Torino) per il V1 maschile, Veronica Yoko Plebani (K.C.C. Palazzo Sull’Oglio) e Juliet Kaine (C. Mutina) in rappresentanza del kayak femminile.

Tre le carte paralimpiche, già conquistate in seguito ai prestigiosi risultati ottenuti nel Mondiale 2015 andato in scena nelle acque dell’Idroscalo di Milano, con la qualifica del KL1 e KL2 maschile e del KL3 femminile. A queste l’obiettivo, sottolineato dal DT Stefano Porcu, di riuscire a qualificare nella stagione 2016 altre due imbarcazioni.

Quale sarà la pianificazione di massima per l’anno 2016?
L’attività paralimpica della nazionale azzurra per il 2016 è stata pianificata in base all’evento di punta che ci aspetta, ovvero le Paralimpiadi di Rio de Janeiro. Naturalmente la preparazione dei tre atleti che hanno qualificato le barche, ovvero Veronica Yoko Plebani nel KL3 donne, Federico Mancarella nel KL2 uomini e Salvatore Ravalli nel KL1 uomini, sarà differenziata da quella del resto della squadra. Una particolare attenzione sarà rivolta al KL2 femminile ed al KL3 maschile, poiché abbiamo atleti che potrebbero giocarsi le due carte paralimpiche vacanti nel Campionato del Mondo di Duisburg a Maggio. In questo primo appuntamento dell’anno effettueremo delle valutazioni tecniche attraverso delle batterie di test, per valutare le condizioni attuali e ipotizzare una programmazione di medio-lungo periodo. Effettueremo più o meno un raduno al mese in attesa della prima prova selettiva di Marzo a Castel Gandolfo, dove raccoglieremo i frutti del lavoro invernale. Una delle novità di quest’anno sarà l’organizzazione, a metà aprile, del primo stage di paracanoa dedicato ai giovani, aprendo così le porte anche alla mappatura e all’incoraggiamento dell’attività giovanile.

Come procede la preparazione dei tre ragazzi che potrebbero prendere parte al primo evento paralimpico?
Veronica Yoko Plebani si sta allenando a Milano, nel funzionale campo dell’Idroscalo, dove si è stabilita da ottobre per motivi di studio; Salvo Ravalli sta continuando la sua preparazione nella calda Sicilia, aiutato e supportato dal Circolo Canottieri Catania e agevolato delle temperature miti dell’isola; Federico Mancarella, invece, dopo la laurea triennale ottenuta a luglio ha deciso di passare quattro mesi in Sardegna, a Cagliari, dove lo seguirò personalmente nella preparazione invernale. Ovviamente nessuno è mai sicuro emotivamente davanti ad una sfida olimpica, soprattutto perché rappresenta la loro prima Olimpiade e la prima nella storia della paracanoa. Tutti e tre hanno forte personalità e caratteristiche distintive, ed ognuno dovrà riuscire a gestire e controllare la pressione e la responsabilità nel modo migliore; per questo effettueremo anche lavori mirati ad un supporto emotivo e psicologico.

Federico Mancarella è il primo paracanoista entrato nel Club Paralimpico del CIP. Quali prospettive di crescita vedi in lui?
Federico Mancarella si è messo in gioco, decidendo in questo 2016 di dedicarsi al massimo nell’avventura che lo vedrà protagonista a Rio. Rappresenta, ad oggiAggiungi un appuntamento per oggi, una delle punte di diamante della specialità; con lui abbiamo studiato un apposito modello di lavoro facendo forza sulle sue qualità e migliorando le sue debolezze. Una volta a settimana abbiamo deciso di integrare l’allenamento standard con una seduta in surfsky, per affiancare la preparazione tecnica con lavori specifici dedicati alla stabilità.

La Sardegna, ed in particolare Cagliari, è la prima volta che ospita una squadra nazionale di paracanoa. Come mai questa scelta?
Le condizioni meteo-marine in questo periodo dell’anno sono molto più vantaggiose rispetto al resto d’Italia. La temperatura mite, senza freddo e senza vento, aiuta molto una preparazione come quella che stiamo seguendo. Ci sono spazi, servizi e infrastrutture prive di barriere architettoniche e spero che questa prima esperienza possa rappresentare l’anticamera per ulteriori raduni di canoa e paracanoa.

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