Camera di commercio Enna, ormai virtualmente accorpata con quella di Palermo

Una struttura camerale di quasi 120 mila imprese. E’ quella che nascerà a breve dall’accorpamento delle Camere di commercio di Enna con quella di Palermo. Il provvedimento in linea con quanto voluto a livello nazionale di Unioncamere tanto che già nei prossimi giorni sarà sancita definitivamente quella tra Venezia e Rovigo e che chiamerà Camera di commercio del Delta Lagunare. In tutta Italia sono già 25 le realtà camerali il cui iter di accorpamento è in avanzata fase di realizzazione. Undici le nuove Camere che nasceranno nei prossimi mesi. Oltre a quella del Delta lagunare, le fusioni già deliberate interesseranno le strutture di Biella-Vercelli, Imperia-La Spezia-Savona, Treviso-Belluno, Trieste-Gorizia, Grosseto-Livorno, Chieti-Pescara, Campobasso-Isernia, Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, Agrigento-Caltanissetta-Trapani ed appunto Enna e Palermo. Nelle altre regioni, si stanno definendo ulteriori integrazioni derivanti dall’analisi delle specificità economiche e imprenditoriali locali. Esse avverranno in modo naturale e nei tempi previsti anche dalla legge delega di riforma della pubblica amministrazione. Ma su questo accorpamento tra l’ente camerale ennese e quello palermitano (con un commissario nominato Vincenzo Genco che sta portando avanti questo percorso) lo scetticismo regna sovrano. Se è vero che nascerà un “colosso” di quasi 120 mila aziende, è anche vero che il numero è assolutamente sperequato a favore della camera di commercio palermitana che conta poco meno di 100 mila imprese iscritte contro le circa 15 mila di Enna. E poiché sulla composizione dell’assemblea camerale rappresentata dai vari comparti produttivi pesa la “legge dei numeri”, è molto probabile che alla rappresentanza ennese a prescindere dal comparto produttivo andranno le briciole e quindi un peso nelle scelte decisionali per il territorio ennese nelle politiche economiche sarà marginale. A meno che si riescano a definire delle alleanze e strategie già all’interno delle stesse organizzazioni professionali di categoria in modo da dare un peso anche al territorio ennese. Altrimenti si corre il rischio che anche in questo settore la provincia di Enna diventi sempre più periferia della Sicilia.

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