Calcio lo stadio Gaeta di Enna ritrova il pubblico dei vecchi tempi

All’esordio casalingo nel torneo di Promozione la dirigenza dell’Enna calcio ha notato numeri importanti sugli spalti dello storico stadio “Generale Gaeta”, uno stadio gremito di gente come non si vede neanche in categorie superiori.

Un grande entusiasmo che vive la città, che sembra quasi quello dei tempi della promozione in Serie C. Una città che sta ritrovando grazie anche all’Enna Calcio la voglia di ripartire, la speranza e l’ottimismo, mettendo da parte la rassegnazione. La squadra giallo verde, in pratica, sta facendo vedere che quando si vuole raggiungere un obiettivo, se si ha costanza e ostinazione, ma sopratutto competenza, si può riuscire nell’impresa. Ed anche che se si vuol difendere con i denti qualcosa che è tuo. Un esempio è il salvataggio del titolo di C1 di calcio a 5.

“Nel giro di quattro anni – chiosa il DG giallo verde Riccardo Caccamo -, questa dirigenza è riuscita nell’impresa di ricostruire dalle macerie un progetto che oggi viene guardato da tutti con tanto ottimismo. Si è passati dalle tribune vuote ai mille spettatori dello scorso anno nelle ultime tre gare casalinghe anche se però l’ingresso era gratuito. E quest’anno malgrado si paghi un biglietto d’ingresso di 5 euro, sia per la Coppa Italia che in Campionato, siamo riusciti lo stesso a quasi riempire nuovamente le due tribune. Ed inoltre possiamo pregiarci di essere riusciti a sottoscrivere quasi 350 abbonamenti. Ritengo che questi siano importanti vittorie da un punto di vista societario con numeri che probabilmente in altri centri anche in serie superiori ci invidiano. E per questo motivo a nome della società non smetterò mai di ringraziare la comunità ennese nella sua interezza ed in tutte le sue componenti sociali per il forte sostegno che sta dando alla società sia da un punto di vista economico che morale. Il nostro augurio che attorno all’Enna calcio che ricordo è anche calcio a 5 maschile e femminile, possa iniziare un percorso virtuoso anche in altre sfere sociali che possano ridare fiducia, ottimismo ma soprattutto dignità alla nostra comunità.”

Addetto Pubbliche Relazioni
Paolo Interlando

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