Calcio il neo tecnico dell’Enna Totò Brucculeri “Enna una piazza importante”

Intervista al nuovo tecnico dell’Enna Calcio SCSD, mister Brucculeri

Incontriamo Salvatore Brucculeri, il nuovo tecnico dell’Enna Calcio alla vigilia del suo esor-dio in campionato.

Mister Brucculeri, ci racconti com’è andata quella telefonata quando è stato contat-tato dai vertici della società

Non me l’aspettavo, ma non mi ha sorpreso. Non ho l’abitudine di seguire le partite delle squadre che non alleno, mi limito a farmi vedere nel rettangolo di gioco solo quando siedo in panchina di una squadra, perché mi concentro sempre e solo sul lavoro che c’è da fare, e faccio il meglio per fare andare le cose nel verso giusto. Sono un gran lavoratore e an-che i miei ragazzi lo sanno. Il tempo dell’allenamento, della gara non ci sono altri pensieri che tengono, nessun cellulare, solo tanto lavoro e concentrazione. Fuori dal campo poi la vita è altra.

Dunque non l’ha sorpresa questa chiamata?

Certo – lo ammetto – non è stata una chiamata facile da fare, né da valutare, anche per-ché avevo richieste a livello di serie superiori, ma sul piano motivazionale Enna per me è molto importante e ho accettato anche per una questione di affetto nei confronti di una persona della società a cui sono legato e con cui ho fatto grandi cose, calcisticamente parlando. Non dimentichiamo che Enna è un bacino di utenza non indifferente, un capo-luogo di provincia, che ha avuto un passato calcistico di un certo peso anche in serie C e D.

Lei ha dichiarato che “bisogna dare un ritocco a tutto”, che non c’è quindi un’area specifica da potenziare, anche se il problema dell’Enna Calcio SCSD non è eviden-temente il centrocampo. Cosa intende potenziare per prima, l’attacco o la difesa?

Un allenatore non deve cercare degli alibi, deve avere le idee chiare. Come è migliorato il centrocampo negli anni può migliorare la difesa. Questo gruppo deve crescere anche nell’autostima, nella convinzione dei propri mezzi. Il lavoro da fare quindi non è solo atleti-co, ma anche e soprattutto psicologico.

Ritorniamo alla parte tecnica.
Poche parole, molti fatti, come dice lei. Quali? Da dove intende partire e quali sono i suoi obiettivi? Potenziare la tattica e la preparazione atletica senza stravolgere molto nella squadra?

Qui c’è un gruppo di ragazzi disponibili e motivati, ma certo l’impatto con il cambio di alle-natore non è mai semplice, anche perché io sono un tecnico molto esigente, un perso-naggio, per certi versi. E poi, vivo di questo, quindi devo farlo in modo assoluto, ma i nu-meri della mia storia calcistica finora mi hanno dato ragione.

Com’è lo spogliatoio dell’Enna, che aria tira?

Diversamente dal clima atmosferico, le temperature sono molto alte!

Un’ultima domanda. Quale Enna vedremo nel match in casa di domani con il Santa Croce?

Una squadra motivata certamente, pronta a ricominciare. Inseguiremo il risultato, ma non in maniera ossessiva. Voglio una squadra coesa, che sappia creare buon gioco. Siamo ancora all’inizio del campionato e il nostro obiettivo non è la zona-salvezza. I risultati arri-veranno da sé, con tanto lavoro e spirito di abnegazione.

Giuliana Maria Amata

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