Calcio e Sociale le “Mamme calciatrici” dell’Azzurra di Calascibetta sotto i riflettori nazionali dell’Uisp

Calcio e sociale: le “Mamme calciatrici” dell’Azzurra di Calascibetta sotto i riflettori nazionali dell’Uisp.
Un fenomeno sociale sempre più attenzionato. E’ quello che sta prendendo piede a Enna e nel suo comprensorio e riguarda le mamme sportive ovvero di quelle che iniziando ad accompagnare i propri figli a svolgere attività sportive finisce poi che anche loro iniziano a praticare attività e tra l’altro in modo impegnativo. E iniziato a Enna con le Mamme Goal, per proseguire a Calascibetta con le “Mamme atlete” di Calascibetta ancora a Enna con la squadra Happy Calcetto e per diffondersi anche in altre discipline come le mamme ginnaste della Consolini Enna di Ginnastica Artistica. Ed il fenomeno non poteva passare inosservato tanto che l’Uisp nazionale sul proprio sito ha dato ampio spazio alla storia della squadra delle mamme xibetane con un servizio che riportiamo integralmente.

Dalle Finali Nazionali della Riviera di Rimini l’appassionato racconto di Achille Lo Cascio, dirigente e Arbitro UISP. La sua esperienza coi bambini e le loro mamme.

Finali Nazionali della Riviera di Rimini come momento di incontro dello sportpertutti. Nelle ultime Finali Nazionali, che si sono appena disputate nella Riviera di Rimini abbiamo incontrato tanti soci UISP che hanno fatto del calcio amatoriale una parte della propria vita. Abbiamo sentito e raccontato un po’ di quella passione e di quel sacrificio che ciascuno di loro trasmette quotidianamente. Abbiamo riportato le emozioni dal vivo dei ragazzi speciali laziali del Dipartimento di Salute Mentale, dei ragazzi migranti che hanno trovato una famiglia sportiva di adozione in un paesino accogliente piemontese che li fa giocare a pallone, abbiamo raccontato tanto calcio femminile, dove alcune mamme atlete davano un calcio al pallone e buttavano un occhio al loro piccino fuori dal rettangolo di gioco.

Fra queste tante storie non potevano mancare quelle che raccontavo un po’ la vita degli Arbitri, il loro percorso di formazione, le loro motivazioni, i dirigenti che gli hanno insegnato i segreti del mondo del fischietto, i loro aneddoti, le loro esperienze nei tanti comitati UISP del Bel Paese. In mezzo a questi racconti ce ne sta uno di un ragazzo particolare che viene dalla Sicilia, una regione del profondo sud d’Italia.

Lui è Achille Lo Cascio, vigile urbano di Calascibetta, piccolo centro della provincia di Enna, la più alta d’Italia, con lui abbiamo trascorso parecchio tempo insieme, quanto basta per tracciarne il classico profilo del bravo ragazzo legato allo sport da una vita. Tra i suoi racconti emerge l’aspetto prettamente educativo del suo impegno sociale nel calcio: “Faccio l’allenatore dei bambini, non mi interessa che vincano, il mio obbiettivo è vederli divertirsi in campo, punto molto sull’educazione e il rispetto verso i compagni avversari.” Un allenatore e un arbitro Uispino doc, come tanti altri che mirano alla passione e al divertimento, in mezzo a molti che prediligono, invece, solo ed esclusivamente la prestazione.

Ma dal proseguo del racconto appassionato di Achille, vecchia gloria del San Sebastiano degli anni ’90 del calcio xibetano, esce fuori il suo meraviglioso lato sportivo “Lo sai qual’è la mia più grande soddisfazione?” In realtà non lo sappiamo, ma in quel momento notiamo che i suoi occhi, color mare cristallino, si illuminano quando ci fa vedere una foto di alcune mamme vestite da calciatrici. E lì comincia la sua storia più importante, quella di cui va altamente fiero, perché si tratta di uno spaccato di quello sportpertutti che la UISP ha nel suo DNA, che da più valore all’impegno già importante coi bambini del paese.

Sono mamme come tante altre in Italia che accompagnano al pomeriggio i bambini alle scuole calcio, si raggruppano sugli spalti, fanno salotto, tra i racconti di una ricetta e l’altra, dei soliti problemi quotidiani, dei loro piccini della scuola Azzurra di Calascibetta, del presidente Angela Ballaera. Durante la festa di fine anno sportivo dei bambini, ci racconta Achille, organizzano un po’ di sporpertutti insieme alle mamme e ai papà dei giovani calciatori. E a queste mamme gol la cosa è piaciuta assai, talmente tanto che gli hanno chiesto di riprovarci un altro giorno. E poi un altro , e un altro ancora. E da 5 sono diventate una vera squadra, un gruppo di appassionate di questo sport che fino a quel momento avevano visto forse solo alla TV.

Achille oggi guida la scuola calcio, categorie Primi Calci, e da quel giorno ha messo in campo la propria esperienza a favore delle mamme di quei bambini, che grazie al calcio a 5 hanno trovato un modo sano per fare movimento e per divertirsi. “Sono mamme che non hanno mai giocato a calcio ma che con spirito goliardico hanno accettato di buon grado di partecipare all’iniziativa. All’inizio degli allenamenti” ci dice Achille “le mamme sentivano dolori in tutte le parti, poi poco per volta con l’allenamento continuo sono diventate sempre più sciolte. Mi ha sorpreso la loro determinazione, la passione che ci mettono in questo sport”, e così per due volte alla settimana, nella struttura polivalente di Calascibetta, in contrada Pianolonguillo, si spogliano dei panni di casalinghe a tempo pieno per vestire quelli delle calciatrici amatoriali. Prima indossano le scarpette regalate dai propri mariti, poi calzoncini e maglietta ufficiale, infine le prime partite dove provano a misurarsi con altre donne. Dagli allenamenti leggeri a quelli più impegnativi si passa a giocare qualche amichevole, prima con le ragazze della Rappresentativa Calcio a 5 femminile della UISP di Enna, poi partecipano a triangolari (come il Signuruzzu du Lacu) e ai primi tornei (come il Madonna dei Calderai) e, partita dopo partita, arrivano le prime soddisfazioni anche nei risultati, che comunque rimangono in secondo piano. Ma anche le giornate sportive contro il Femminicidio, come quella del palazzetto dello sport di Enna bassa si è svolto un torneo di calcio a 5 femminile in ricordo della giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Bisognerebbe sentirle tutte per capire il loro entusiasmo, erano 5 i primi giorni e poi sono diventate giorno dopo giorno ben 16, una bella realtà sportiva del paese. Dalla cannoniera Alda Capizzi al portiere Maria Carmela Scarlata senza nulla togliere alle altre: Melania Bongiorno, Maria Carmela Scarlata, Manuela Marchello, Pina Arengi, Antonietta Ciuro, Maria Carmela Ilardo, Alda Capizzi, Andrà Cracium, Maria Grazia Guerriero, Piera Modafferi, Maria Carmela Tiberio, Marcella Castagna, Luisa Antoci, Marina Folisi, Nadia Lo Cascio e Carolina Salerno. Il loro, ci racconta Achille Lo Cascio “E’ sano divertimento per un paio di ore alla settimana. Staccano dal solito tram tram quotidiano e vengono solamente per divertirsi.” Non smettono mai di seguire i loro bambini nel loro impegno nel calcio giovanile, ma questa esperienza rafforza in loro il messaggio educativo che questo sport deve trasmettere ai figlioli, uno sport sano, l’amicizia, la lealtà e il fair play. “Quando ora seguono i loro bambini” ci dice il mister “ora danno loro consigli tecnici, sono delle vere mamme ultras”.

Alla fine di ogni partita baci e abbracci, alla fine di ogni allenamento il terzo tempo con torte e spuntini che danno allo sport quell’importante veicolo di socializzazione.

Non solo allenamenti per Achille Lo Cascio. Nove anni di finali nazionali come Arbitro “Ho giocato a pallone sino a 41 anni e in campo non ero tanto tranquillo, poi ho avuto la possibilità di fare l’Arbitro di Calcio e mi diverto un mondo. Mi piace, mi piace, mi piace! E’ diventata la mia passione principale”. Chissa quante volte Achille si sarà pentito di questa scelta: “Assolutamente no, mi piace socializzare in campo, e gli atleti vedono in me un amico più che un arbitro, ho fatto l’uno e l’altro e questo mi ha aiutato molto.” La sua prima volta da arbitro è stata “Emozione pura, come la prima volta di qualsiasi cosa”, come la prima volta di quelle mamme gol sicuramente. Tre anni fa Achille ha arbitrato la finale nazionale del calcio a 5 femminile, un presagio per quello che ha poi dedicato al calcio femminile nel suo paese: “E’ stata la mia soddisfazione più grande da arbitro aver diretto quella gara, una partita che ho dedicato al mio presidente di allora Vincenzo Bonasera che mi ha spinto e mi ha aiutato tantissimo nel mio percorso.”

Questo è Achille Lo Cascio, un dirigente di tutto rispetto che tra i suoi valori positivi ha anche quello della riconoscenza per chi gli ha permesso di esprimere il suo lato positivo al servizio di tante persone. Una persona che fa bene allo sport, con la UISP e per la UISP. Dice di lui Adriano D’Angelo, attuale responsabile regionale del Settore Tecnico Arbitrale del Calcio Uisp in Sicilia: “Achille è un grande uomo, grande esempio di Dirigente e un buonissimo arbitro, uno dei migliori in Sicilia.”

Grazie ad Achille per quest chiacchierata, grazie alle fantastiche Mamme gol che vogliamo siano di esempio per tante altre mamme in tutti gli angolo sportivi e non d’Italia.

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