Calcio 51 ANNI DI STORIA BUON COMPLEANNO LEONFORTESE

51 ANNI DI STORIA
BUON COMPLEANNO LEONFORTESE
La data di nascita dell’Associazione Polisportiva Leonfortese è il 14 settembre 1967 (una lunga avventura cominciata nella sartoria di Alfio Guliti); fu al termine di un torneo estivo che il vulcanico professore Salvatore Rindone fondò l’A.P. Leonfortese (il professore venne eletto per acclamazione Presidente dai numerosi presenti). Per onore di cronaca, anche se l’anno ufficiale di nascita della Polisportiva è il 1967, di fatto la Leonfortese fu fondata nell’estate del 1966 (ma non era una società vera e propria) ed aveva già disputato la Prima Coppa Città di Leonforte, che vinse battendo in finale la Under 30. A conclusione della manifestazione, promossa dall’assessore allo sport Nello Sciuto, che tra tasse e offerte ricavò un attivo di 104 mila lire, furono create le basi economiche per fondare la Polisportiva Leonfortese.
Lo Statuto fu redatto e registrato gratuitamente presso lo studio del Notaio Longo. Del primo direttivo facevano parte Placido Villari e Nello Sciuto (vice presidente), Gaetano Crimi, Rino Vasta, Alfio Guliti, Saverio Greco, Andrea Vinciprova, Nicola Vitale e Paolo Salerno (consiglieri). Il professor Rindone si dedicò anima e corpo alla Leonfortese che, guidata da Melo Pontorno, partecipò al campionato di terza categoria, classificandosi al secondo posto.
La prima partita ufficiale dei bianco-verdi (matricola Figc n. 26.130) è stata disputata a Enna allo Stadio Generale Gaeta il 26 dicembre 1967 contro l’Amal Enna che vinse 1 – 0. Per la cronaca l’incontro si disputò sotto una fitta nebbia, anche se nel referto arbitrale si scrive di una giornata di sole. I primi completini della Leonfortese, per disputare il primo incontro, furono acquistati dalla dirigenza a Catania in un negozio di abbigliamento sito in Corso Italia di proprietà dell’ex giocatore del Catania Totò Calvanese. Le magliette erano prive dei numeri – notizia che ci viene data per certa da Alfio Guliti, il quale, essendo un eccellente sarto, nei giorni 24 e 25 dicembre, lavorando anche di notte, attaccò i numeri ai completini che, come sopra raccontato, furono usati il 26 dicembre per disputare la prima partita ufficiale. La prima partita vinta dalla Leonfortese in trasferta, porta la data del 7 gennaio 1968. L’incontro fu disputato a S. Anna (oggi Enna Bassa) dove la Leonfortese sconfisse 5 – 0 il Borsi Enna.
Alcune stanze prese in affitto; situate nel fabbricato di via Torretta di proprietà del commendatore Pitanza, furono i primi spogliatoi della squadra bianco-verde.
Nella sua lunga storia la Leonfortese ha disputato quasi tutte le sue partite interne e gli allenamenti settimanali al campo sportivo “Nino Carosia, un impianto che nel corso degli anni ha subito varie ristrutturazioni. I primi spogliatoi furono allocati all’interno di un prefabbricato (già usato) che i dirigenti Giacinto Di Fazio (geometra) e Tano Crimi (costruttore) acquistarono a proprie spese, dall’ICORI, un’impresa che in contrada Tumminella aveva realizzato il depuratore delle acque reflue. Qualche anno dopo, il prefabbricato, ormai obsoleto e inagibile, fu sostituito dall’attuale spogliatoio in muratura. La struttura originaria fu realizzata (in solo sette giorni) grazie all’impegno di dirigenti (sotto la presidenza di Angelo Vitale) e giocatori (su tutti Angelo Salerno, Mico Lopes, Pino e Eugenio Pellegrino) che a titolo gratuito misero a disposizione il loro tempo libero sia per la redazione del progetto e la direzione dei lavori (il geometra e dirigente Giacinto Di Fazio), sia per la costruzione vera e propria (i calciatori). Il materiale occorrente fu offerto da alcuni imprenditori leonfortesi: i quali fornirono sabbia, cemento e un autotreno di blocchi. La struttura veniva anche utilizzata come base logistica esterna da Radio Onda Libera, che trasmetteva le radiocronache, e le interviste finali, quando la Leonfortese giocava in casa. Il compianto fotografo Carlo Romano (proprietario di Radio Remo), da parte sua, si arrampicava sul tetto, filmava le partite e poi – a partire dalla sera stessa e per diversi giorni – le “proponeva” 24 ore su 24 a uso e consumo dei tifosi e dei curiosi, trasmettendole da un grande televisore collocato dietro la vetrina del suo studio di Corso Umberto n. 232.
(Maurizio Di Fazio)

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