Calascibetta – Villaggio Bizantino oggi – Da altro fuoco accesi – pensieri per il bosco, contro il fuoco, la distruzione e l’abbandono

Da altro fuoco accesi – pensieri per il bosco, contro il fuoco, la distruzione e l’abbandono

Aperitivo + reading a cura di Elisa Di Dio

22 Settembre, ore: 17.30

Ingresso +consumazione € 3

“Da altro fuoco accesi” è una performance curata da Elisa Di Dio della Compagnia dell’Arpa e ospitata dal Villaggio Bizantino all’interno del progetto “collezione canalotto”, promosso da Hisn al-giran associazione culturale no-profit.

L’azione proposta dall’Arpa consiste in una “reading session” che coinvolge non solo artisti e realtà associative vicine alla compagnia, ma vuole diventare un momento di confronto vero tra pubblico e performers nel tentativo di azzerare la distanza fra spazio scenico e platea, e avviare una transizione dal puro momento di spettacolo a dibattito pubblico, luogo dell’esercizio del pensiero creativo e critico. Chiunque può partecipare attivamente all’evento (con una citazione, un pensiero spontaneo, una canzone, un gesto fisico etc..)

Tutto l’evento si terrà il 22 settembre nel bosco di Vallone Canalotto per ritornare a pensare la natura come spazio da vivere e proteggere contro la minaccia del fuoco e dell’abbandono.

Prendono parte alla performance gruppi di cittadini, associazioni culturali e ambientaliste, artisti di varia estrazione e provenienza per una mobilitazione consapevole e permanente, capace di risvegliare l’attenzione delle comunità intorno alla questione ambientale e per sollecitare le nuove generazioni a una maggiore attenzione e tutela del patrimonio ambientale e archeologico, di cui è ricchissimo il nostro territorio.

Line-up principale (L’invito è rivolto a tutti) > Legambiente Enna-Circolo degli Erei, Casa D’Europa delegazione Enna, FAI delegazione Enna, Bedda Radio, Avis Enna, Federazione degli studenti Enna, Istituto comprensivo “De Amicis”, Gruppo 360, Gruppo 2.0, Associazione Teatro Contoli Di Dio, gli architetti di MutAzioni, Giuseppe Maria Amato, Franz Scavuzzo, Fabrizio Trentacoste, Serena Raffiotta, Giuseppe Rugolo, Carla Brugugnone, Adelia Martorana, Giovanni Di Dio, Giovanni Quattrocchi, Lina La Porta, Laura Patti, Maria Renna, Andrea Greco, Emanuela Castaldo, Paola Buscemi, Ginevra Pia Camarda, Elisa Di Dio, Mariangela Vacanti, Filippa Ilardo, Angelo Di Dio, Michele Di Leonardo aka MiDiLe, Antonio Morgano, Livia Perricone, Filippo Gervasi, Fabio Fazzi, Martina Gioveni, Veronica Arena

Sinossi

Lo abbiamo dimenticato, rimosso, seppellito in un angolo remoto della nostra memoria ancestrale.

Noi siamo natura: come le piante, come le foglie, come il vento e gli animali, come la terra, e l’acqua del mare. Ma siamo infettati di società, sovrastrutture, elaborazioni e postconcetti, ridondanze, artifici, ipertecnologie.

Un tempo era semplice sintonizzare il respiro sull’onda delle maree, il ciclo delle stagioni, il crescere nel cielo della Luna, oggi abbiamo perso il contatto con la forza saggia e possente della Terra, che è Madre e Guida, Grembo e Nutrimento.

Siamo diventati osceni predatori.

Poi capitano cose terribili che ci riportano ai primordi, alla nuda necessità di cui è costituito il nostro essere, spogliato dal superfluo.

E immediatamente percepiamo che il distacco, voluto, perseguito, spesso come ossequio alla Forma Progresso, ha compromesso irrimediabilmente il futuro nostro e delle generazioni che verranno.

Non abbiamo più né tempo, né spazi, né terra, né verde, né acqua, né aria.

Il tempo della Terra è contato.

Siamo noi ad avere fatto partire il timer del disastro e della fine della specie umana.

Gli incendi dell’estate appena trascorsa sono un segno tangibile di questa incapacità di rispetto dell’uomo verso quella parte di sé stesso chiamata Natura.

Gli incendi di questa estate hanno segnato il punto di non ritorno e lo sterminio di innumerevoli forme di vita, ma anche la percezione netta e amarissima che il degrado abbia assunto le forme di una immorale incapacità di progetto sociale. Gesto omicida e suicida insieme.

Perché allora questo reading: perché era urgente uscire dalle nostre case, che in molti casi sono state assediate materialmente dalle fiamme, e tornare nel grembo di Gea. E’ l’ultima chiamata per venire a vedere non cosa, ma chi ci hanno ammazzato, è un invito di parola, arte, musica, poesia, per esorcizzare e allontanare dal sacro dei boschi le mani delle belve che li hanno violati.

Dentro la confusione e la pochezza di uno Stato e una Regione che non tutelano come dovrebbero il loro patrimonio, bisogna ritrovarsi, guardarsi negli occhi e provare a far partire un incendio diverso: quello del pensiero, della forza della ragione, del presidio della legalità, un’allegria di mani allacciate insieme. Nessuna parola più grande, di quella della poesia, per spiegare perché siamo qui e perché è vitale ripartire da qui.

A cura di Elisa Di Dio

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