Butera, revoca locali Comunità terapeutica, Mancuso (FI): “Al Sindaco consiglio di alienare strutture inutilizzate, non quelle che creano reddito al Comune e assicurano benessere alla comunità”

Butera, revoca locali Comunità terapeutica, Mancuso (FI): “Al Sindaco consiglio di alienare strutture inutilizzate, non quelle che creano reddito al Comune e assicurano benessere alla comunità”

Palermo, 28/09/2018: “Avendo letto la replica del sig. Sindaco di Butera, dr. Filippo Balbo, in ordine alle mie dichiarazioni rilasciate nel solo ed esclusivo interesse della comunità buterese, credo che sia doveroso fare delle precisazioni. Per quanto mi riguarda, da politico attento alle questioni della mia provincia, confermo che ritengo delirante che un’Amministrazione comunale, nel cui territorio esiste un’iniziativa che funziona, produce occupazione, distribuisce reddito ed acquista beni e servizi da fornitori locali, dando slancio all’economia del territorio, venga messa in crisi da scelte che solo formalmente appaiono ammantate di legittime motivazioni, ma che rischiano di rivelarsi molto fragili. Contrariamente a quanto il sig. Sindaco auspica, piuttosto che chiedere ai maggiorenti locali le motivazioni di ordine politico che hanno ispirato le iniziative dell’Amministrazione comunale di Butera, ho ritenuto più utile, preventivamente alle mie dichiarazioni, approfondire il tema e leggere le carte, evitando possibili condizionamenti di parte. Così il Coordinatore di Forza Italia per la provincia di Caltanissetta, on. Michele Mancuso”.

“Proprio lo studio delle stesse – aggiunge il Parlamentare – mi induce ad affermare ancora con più forza che l’iniziativa presa dal Comune di Butera è infausta, ingiustificata e rischia di danneggiare gravemente l’economia locale, arrecando altresì pregiudizio ai pazienti accolti ed agli operatori impiegati. Il giudizio negativo che mi sento di confermare è ulteriormente corroborato dal fatto che, in atto presso l’immobile, viene svolto un servizio sanitario essenziale per la nostra provincia – un servizio proprio del SSR – , che non può essere indebitamente interrotto solamente per soddisfare ‘presunte’ esigenze finanziarie del Comune di Butera. Tanto più che mi risulta che la società che gestisce la CTA versa regolarmente un canone e corrisponde al comune tutte le imposte e tasse di propria competenza”.

“Tornando alla conoscenza delle carte – continua Mancuso – emerge che la convenzione tra il comune di Butera e la società che gestisce la CTA, nasce da un avviso pubblico del 2004 e da una convenzione sottoscritta da una amministrazione comunale di cui l’attuale Sindaco era Assessore e Vice Sindaco. La convenzione ed il connesso rinnovo tacito di sei anni in sei anni, solo oggi curiosamente contestato da uno dei soggetti che l’ha approvata, è stato puntualmente onorato dalla controparte ed il Comune a sua volta ne ha confermato la validità con numerosi atti formali e sostanziali”.

“In ordine al primo punto, mi corre l’obbligo di ricordare all’Amministrazione comunale di Butera che l’immobile è stato realizzato col contributo di fondi regionali per la realizzazione di una casa protetta per soggetti, quali sono i disabili psichici. La sdemanializzazione oltre che inopportuna presenta dunque profili che rischiano di sconfinare in una zona d’ombra. In ordine al secondo punto, le norme richiamate a supporto della presunta irregolarità del rinnovo tacito, ulteriormente e sommariamente richiamate dal sig. Sindaco nelle sue ultime dichiarazioni, fanno riferimento alla fornitura dei beni e servizi all’ente pubblico”.

“La C.T.A. di Butera e la società che la gestisce, non mi sembra che fornisca beni e servizi al comune di Butera, ma è solamente il conduttore di un immobile di proprietà comunale affidato alla stessa società. Il conduttore ha pagato e paga puntualmente il corrispettivo economico, incrementato della rivalutazione ISTAT applicata e, conseguentemente la convenzione/contratto è valida e vigente fino alla scadenza naturale, che se non erro, è novembre 2022, e non il 2010 come impropriamente affermato dal Sindaco”.

“Mi spiace constatare la consistenza dei problemi finanziari del Comune ma, se veramente si intende alienare una parte del patrimonio immobiliare pubblico si comincia con immobili non utilizzati e non utilizzabili per fini pubblici e non con quelli utilizzati per lo scopo per cui sono stati realizzati, che danno un reddito al comune, assicurando benessere alle comunità locali”.

“In ordine poi alla preoccupazione su possibili ‘linciaggi’ mediatici – conclude il Deputato nisseno – faccio presente che il modo migliore per evitarli è quello di assumere iniziative di buon senso e adottare atti che vanno nella direzione più opportuna, tutelando gli interessi dell’intera comunità, creando aggregazione piuttosto che divisione della comunità che si rappresenta. Auspico dunque una rivisitazione delle determinazioni del Comune di Butera al fine di evitare di coinvolgere lo stesso in spiacevoli contenziosi che non farebbero altro che aggravare le precarie finanze comunali. A tal proprosito, lancio un appello al Sig. Prefetto per aprire quanto prima un tavolo di crisi per affrontare compiutamente la questione e trovare soluzioni che salvaguardino servizi ed occupazione connessi all’iniziativa in argomento”.

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