Beni Culturali, la Testa di Ade dagli Stati Uniti fa ritorno alla sua “casa” Morgantina

“La testa era verosimilmente parte di un busto o di una statua. Internamente è cava e presenta una frattura alla base del collo. L’azione dei tombaroli non è dannosa e pericolosa solamente per l’asportazione dei beni, ma anche per il loro danneggiamento”. Lo ha detto il maggiore dei carabinieri Luigi Mancuso, comandante del Nucleo di tutela del patrimonio culturale di Palermo, ieri in occasione della prima presentazione in Italia della testa di Ade, il Dio degli inferi, detto anche “Barbablù”, un’opera d’arte che fu trafugata dai tombaroli a Morgantina e restituita, pochi giorni fa, all’Italia dal Paul Getty Museum di Malibù, che l’aveva comprata per 530 mila dollari nel 1985. “E’ un’opera di particolare pregio – ha aggiunto il maggiore Mancuso –. La particolare capigliatura e la barba e il rivestimento policromo la rendono unica nel panorama dell’arte ‘sicilota’ e dell’arte greca”. Secondo il procuratore Massimo Francesco Palmeri, il rientro rappresenta un evento straordinario, ma non il primo del suo genere, perché “forse la Procura di Enna ha una sorta di primato nazionale: una delle poche che ha già portato a felice compimento operazioni di questo tipo”. Il rientro segue quello degli “Acroliti” di Morgantina, che risale al 2009; degli “Argenti”, nel 2010; e della “Dea”, meglio nota come “Venere di Morgantina”, nel 2011. Il Pm Francesco Rio, che con le sue rogatorie ha ottenuto il via libera alla restituzione ed è poi andato personalmente, con un sottufficiale del Nucleo di tutela, a recuperare l’opera, una “responsabilità – ha detto – incredibile e insopportabile”; ha ricostruito l’iter partito dalla denuncia, ai carabinieri di Aidone, del 6 dicembre ’78, all’indomani del saccheggio di San Francesco Bisconti. “Nel 2007 la dottoressa Serena Raffiotta pubblicava uno studio, ove analizza i materiali raccolti – ha ricostruito – e poi l’archeologa Maria Lucia Ferruzza effettuò una prima comparazione tra il ricciolo rinvenuto a Morgantina e la testa di Ade”. Così si è giunti al rientro, per cui ha ringraziato, fra gli altri, Stephen Clarke, vicepresidente del Getty trust, colui che ha accettato la restituzione. Il sindaco di Aidone Vincenzo Lacchiana ha parlato di Morgantina come “uno dei bacini culturali più importanti del mondo”. Al Palazzo di Giustizia, ieri mattina, in una conferenza a cui hanno assistito anche i ragazzi del Liceo Scientifico di Enna, è intervenuto il Dirigente del Dipartimento beni culturali della Regione Gaetano Pennino, secondo cui la storia della statua e del suo recupero è “degna di una sceneggiatura”. Pennino ha auspicato che queste operazioni portino “la fruizione di un pubblico quanto più vasto possibile”. Il futuro della statua è al museo di Aidone. “Già prima dell’arrivo della testa di Ade – ha detto la direttrice Laura Maniscalco – il museo ha una grandissima fruizione. Presenta materiale proveniente da 60 anni di scavo e, ovviamente, reperti recuperati negli ultimi anni: la Dea, gli Acroliti e gli Argenti. Inoltre il museo è aperto 7 giorni su 7”. Il Sovrintendente ai Beni culturali di Enna Salvatore Gueli, infine, ha sollecitato una sinergia tra i Dipartimenti Beni culturali e quelli alle Infrastrutture e al Turismo. “Ci inorgoglisce – ha detto – il rientro in Patria dei beni trafugati. Questo territorio è ricco di testimonianze che purtroppo sono abbandonate e sconosciute”.

Josè Trovato

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