Beato De Angelis presto santo? Gli ennesi lo affidano nelle mani del papa

Un gesuita, un martire, un esempio per i giovani. Il destino del beato Girolamo de Angelis, ennese e compatrono della città di Enna, è stato messo nelle mani di papa Francesco.

Letteralmente, visto che durante la sua visita nella diocesi di Piazza Armerina il vescovo Rosario Gisana ha citato il suo nome nel discorso di benvenuto al pontefice e gli sono stati donati scritti del beato, un opuscolo sulla sua vita e l’iter di beatificazione e un’immagine artistica del suo martirio. Ma anche in senso più ampio: da anni i parrocchiani di San Bartolomeo e i devoti ennesi tutti aspettano che Girolamo venga proclamato santo e la speranza è che proprio sotto il pontificato del confratello gesuita Bergoglio questo delicato passaggio possa concretizzarsi. Non a caso la parrocchia guidata da don Sebastiano Rossignolo sta per istituire un comitato pro canonizzazione del beato De Angelis.

Il sacerdote ennese, perseguitato e arso vivo per la sua opera di evangelizzazione nel 1623 e beatificato nel 1867, è passato alla storia anche per la sua relazione scritta sul Regno di Yezo, l’odierna Hokkaido: fu il primo cittadino occidentale a mettere piede in quelle terre e a descriverne la geografia e gli usi e i costumi degli abitanti.
E una fortuita coincidenza vuole che proprio qualche giorno fa il Pontefice abbia pubblicamente dichiarato la volontà di visitare il Giappone nel 2019. Proprio quel Giappone che Girolamo percorse per lo più a piedi o su mezzi di fortuna, per molti anni in clandestinità, parlando di Cristo e della sua “buona novella” agli abitanti di quegli estremi confini del mondo che sconoscevano il vangelo.

Entrando nel dettaglio, la parrocchia di San Bartolomeo di Enna ha donato al papa la “Relazione e mappa del Regno di Yezo” scritta da Girolamo De Angelis, assieme a un opuscolo sul beato appositamente redatto per l’occasione e una mattonella in ceramica con riproduzione artistica del martirio dell’ennese gesuita realizzata dal rinomato ceramista Gaetano Mirisciotti.
L’opuscolo, fortemente voluto dal parroco don Rossignolo e dallo scrittore Francesco Gatto, è curato dalla studiosa Venera Petralia (che nel 2014 presentò una tesi di laurea sul beato), ha l’impaginazione grafica dell’architetto Luca Renato Fauzia e l’immagine di copertina del giovane pittore Samuel Campisi. Le cartine a colori dei viaggi di Girolamo e delle zone dove operò in Giappone sono opera del compianto Lillo Zarba messe a disposizione da Francesco Gatto. Le foto sono di Luigi Nicotra. La docente di Teologia sistematica Giuseppina Sansone ha collaborato al progetto.

Interessante lavoro quello prodotto per il papa che naturalmente si spera non rimanga a uso esclusivo delle sale vaticane, ma venga divulgato tra i fedeli della diocesi piazzese, sia per far conoscere la storia di Girolamo, che per dare il giusto merito al prezioso lavoro di chi ha collaborato allo scritto.
Particolarmente avvincente è la narrazione di come la città Enna, dopo anni di oblio, abbia riscoperto in tempi recenti di avere tra i suoi cittadini un beato martire in Giappone. Nel 1994 il nome del De Angelis viene nuovamente pronunciato in città grazie alle appassionate ricerche di cultura popolare di una mamma casalinga (ma anche scrittrice e poetessa), Lina Greca. Lei rimane colpita da un simpatico litigio tra due anziane del quartiere di Fundrisi, zona tra le più antiche e periferiche di Enna. Una di queste cita in dialetto “il monaco bruciato vivo”. Così, in una delle vanedde più strette dell’entroterra siciliano, parte la ricerca di un presunto martire ennese. E così Girolamo, per bocca di una funnurisana (termine adoperato dagli ennesi per i residenti di quel rione, di fatto ritenuti stranieri dentro la città), ha scelto di tornare a farsi amare dagli ennesi e ad attirare il loro fervoroso culto popolare.

Mariangela Vacanti

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