Barrafranca, perizia psichiatrica per Salvatore Spataro

Josè Trovato
fonte: Giornale di Sicilia
BARRAFRANCA. Chiamò suo padre che era al piano terra, chiedendogli di raggiungerlo sopra, nella casa di famiglia. E non appena il genitore, il sessantanovenne Salvatore Spataro, salì l’ultimo gradino, gli sparò un colpo di fucile al torace, che lo uccise sul colpo. Poi rivolse l’arma contro sé stesso e provò, non riuscendoci, a togliersi la vita, facendo fuoco altre due volte e centrandosi con entrambi i colpi, all’addome e alla mandibola. Adesso il Pm Daniela Rapisarda ha chiesto e ottenuto dal gip che si svolga una perizia psichiatrica, nelle forme dell’incidente probatorio, su Giuseppe Spataro, 34 anni, che si trova agli arresti ai domiciliari. I fatti risalgono al 7 ottobre e forse il giovane avrebbe agito perché non tollerava l’eccessiva dedizione al lavoro del genitore, con cui operava nell’azienda agricola di famiglia, che l’avrebbe indotto a pretendere troppo da lui. Il gip Luisa Maria Bruno ha conferito incarico allo psichiatra Salvatore Bruno, collaborato dallo psicologo clinico forense Cristian Tinebra. La perizia è già in corso.
Il giovane Spataro, si ricorda, nelle fasi convulse che seguirono l’omicidio, fu portato d’urgenza all’ospedale Civico di Palermo, dove i medici riuscirono a salvargli la vita. Poi due mesi fa, quando lasciò l’ospedale, i carabinieri della stazione di Barrafranca, diretti dal maggiore Vincenzo Bulla della compagnia di Piazza Armerina, lo hanno arrestato, ai domiciliari, su disposizione del Gip di Enna. Dopo il delitto gli era stato trovato in tasca un biglietto, con cui si rammaricava di non aver ascoltato suo padre e compiva un’ammissione totale di colpa. Ma questo lasciò aperti tutti i dubbi sul movente di quello che doveva essere un omicidio-suicidio, ma che si è compiuto solo in parte. L’accusa è omicidio volontario aggravato. Il giovane è difeso dall’avvocato Maria Concetta Bevilacqua. Nel giorno del delitto, i carabinieri intervennero alle 12,45 in via Grazia Ferreri, nel cuore del centro abitato di Barrafranca. In casa era stato segnalato un omicidio e il ferimento di una persona. Già da una prima ricostruzione dei fatti, sottolineano oggi gli investigatori, si era compreso che l’autore del delitto era stato il figlio, il quale aveva poi tentato di togliersi la vita. Le indagini, coordinate dal pool del procuratore Massimo Palmeri, avrebbero prodotto varie prove, dai reperti biologici e balistici prelevati durante il sopralluogo nella scena del delitto alle dichiarazioni dei testimoni, fino all’esito dell’autopsia.

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