BANDA LARGA E CRESCITA DIGITALE: CGIL, PER LA SICILIA PIU’ DI 436 MILIONI DI EURO DISPONIBIL

Palermo, 30 gennaio-  Con la programmazione europea 2014/2020 la Sicilia
potrà disporre di oltre 282 milioni di euro (già inseriti del Fesr)  e
di 8,5 milioni del Psr (piano sviluppo rurale) per la realizzazione di
reti a banda larga e ultralarga e per la crescita digitale, sul totale
di finanziamenti per il Paese di 11 miliardi.  Questi si aggiungeranno
ai 75 milioni della vecchia programmazione, destinati a portare la Banda
larga in 60 comuni dell’isola; ad altri 35 milioni per il superamento
del digital divide e a 36 milioni  per la rete a servizio della pubblica
amministrazione (Ran), come da accordo di programma Regione- Mise, per
un totale di oltre 436 milioni di euro. E’ emerso nel corso di un
convegno organizzato dalla Cgil regionale “finalizzato ad accendere i
riflettori su una grande opportunità che si apre per la Sicilia- ha
detto Ferruccio Donato, della Cgil Sicilia-  ma anche a lanciare un
allarme: occorrerà non perdere battute e avere le idee chiare sulla
direzione verso cui procedere, altrimenti si rischia che questi fondi,
come è già avvenuto con la dotazione del Pac, vengano dirottati altrove.
Noi invece chiediamo che vengano implementati”. Per quanto riguarda la
banda larga e la crescita digitale l’Italia è oggi all’ultimo posto nel
panorama europeo, ma la Sicilia tra le regioni parte in vantaggio,
avendo  l’opportunità di utilizzare  i fondi 2007/ 2014. “Da ora al 2016
– ha rilevato Donato-  secondo Infratel, il 57 % della popolazione sarà
raggiunta dalla Banda larga. Con la nuova programmazione- ha aggiunto-
la rete a 30Mbps potrà raggiungere il 100% della popolazione e quella a
100Mbps il 100%”. Dopo l’impasse su una nomina, l’iter della vecchia
programmazione si è sbloccata, il 4 agosto sono stati pubblicati i bandi
per i primi due obiettivi,  il 18 dicembre sono state aperte le buste
delle offerte e si attende di sapere quale gestore si è aggiudicato
l’appalto. Per la Ran si aspetta invece ancora il bando. “Completato
l’iter della vecchia programmazione, che chiediamo venga accelerato– ha
sottolineato Donato-  bisognerà essere tempestivi anche rispetto alla
nuova programmazione. Ecco perché come Cgil sollecitiamo l’immediato
insediamento di una task force, che consenta di andare più velocemente
rispetto ai tempi della politica”. Il governo italiano a giorni
trasmetterà  a Bruxelles il proprio piano che entro settembre diventerà
operativo, ed entro quella data la Sicilia dovrà avere chiaro come e
dove dislocare le risorse e su quali obiettivi”. “La regione – ha
rilevato Alfio La Rosa, della Cgil Sicilia-  dovrà in pratica definire i
propri piani nei vari ambiti: dalla salute, alla scuola, dalla giustizia
al complesso della pubblica amministrazione. Il salto determinerà
vantaggi non solo sul piano dei servizi ma per l’’intera economia e per
il sistema delle imprese”. Dopo avere stabilito dove portare la banda
larga  si dovranno cioè concretizzare gli obiettivi di crescita
digitale, nell’ambito del piano nazionale e delle deliberazioni
dell’ultima conferenza Stato- regioni, che si parli di identità digitale
o di diffusione delle Lim e delle tecnologie informatiche nella scuola,
di informatizzazione delle procedure nella sanità ( dalle prenotazioni
ai referti) o nella giustizia. “Esiste già una bozza di programmazione-
ha rilevato La Rosa – ma su questa deve essere ancora avviato il
confronto con il partneriato sociale”. In sintesi la situazione è
questa: “Per una volta- ha osservato Donato- la nostra regione non è in
ritardo rispetto al resto del paese, che tuttavia è indietro rispetto
all’Europa. Il governo sta lavorando alacremente per superare il gap- ha
aggiunto- e non ci possiamo permettere di restare indietro o di perdere
questa importante opportunità”. Che è poi opportunità di andare oltre la
marginalità geografica, attraverso il web, superando il digital divide.
Ma esiste anche un digital divide sociale che andrà superato. In quanti,
infatti, potranno accedere ai nuovi servizi telematici in una regione
dove 320 mila famiglie versano in povertà assoluta? La proposta della
Cgil è che “tutti gli uffici pubblici e le imprese mettano a
disposizione l’hotspot libero con accesso gratuito attraverso una
password.

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