Ato Idrico, scaduto il comando per 13 lavoratori

ATO idrico scaduto il comando per i 13lavoratori. Riunione all’assessorato regionale all’Energia.

Una cosa su tutte,bisogna tutelare i lavoratori che sono in comando ad Acquaenna,ma secondo una sentenza di primo grado dovrebbero essere assunti dall’ Ato idrico.
Attualmente si aspetta l’ appello, anche se Acquaenna ha offerto ad alcuni dipendenti di transitare nella società con contratto privatistico, cosa che non converrebbe alle maestranze,interessati ad un contratto pubblico.
La discussione si sposta sul tavolo della Regione,su indicazione del commissario straordinario, Salvatore Caccamo,il quale ha evidenziato la necessità di spalmare la spesa ai fini di transito all’Ato,sia nel bilancio della ex Provincia, che in quello dei comuni soci dell’Ato idrico e in particolare in quello del Consorzio acquedotto intercomunale di Regalbuto, Leonforte, Centuripe e Maletto.
La  proposta viene stoppata,perche i sindaci non hanno risposto al commissario.
Un confronto serrato che vede i dirigenti dell ‘assessorato chiedere tra le righe,una proroga del comando.
Da parte del sindaco di Regalbuto, presente all’incontro, ravvede la impossibilita di stanziare ulteriore somme per il personale oggetto della discussione,visti i magri bilanci degli enti locali Un appello dai vertici dell Assessorato ai sindaci:dovete intervenire economicamente.
La riunione finisce con questo appello,ma le parti non trovano l ‘accordo. L ‘incontro si sposta ad Enna, nel pomeriggio, negli uffici dell’Ato.
Il commissario Caccamo ricorda la data del prossimo giugno 2015, quando la causa dei 13 lavoratori andrà in appello.
In questo arco di tempo le maestranze transiteranno all’Ato, anche se così, come paventato dai vertici dell’ Assessorato, nell`ambito della legge di riordino del comparto, che a breve sarà approvata dall`Ars, è prevista la soppressione degli Ato. Questo significa che per il personale in forza agli ambiti territoriali possa essere previsto l’istituto della mobilità.
Il condizionale è d`obbligo, poichè fino ad oggi non si conoscono gli orientamenti del Governo, in merito alla collocazione del personale di enti soppressi.

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