Atletica Leggera: pochi risultati di rilievo alla seconda prova dei Campionati Regionali di Società di Enna

Fonte: Atletica Live

ENNA – Se Sparta piange (la Campania) Atene non ride (la Sicilia). Due delle regioni più popolose che si trovano ad arrancare in questo sport che è l’atletica.

La situazione siciliana, di cui i c.d.s. rappresentano la più plastica immagine, non è certo rosea a livello di movimento. Molte specialità risultano quasi assenti e se non fosse per pochissime società, si potrebbe parlare di anno zero.

Naturalmente i problemi sono molto più complessi di un c.d.s. e non nascono con il c.d.s. stesso. Il campionato di società è solo un’immagine del totale, una parte del tutto. Forse bisognerebbe mettersi attorno ad un tavolo e ragionare. In un regime di risorse scarse anche la Federazione non può certo spingersi oltre certi impegni, ma di certo potrebbe essere di sprone a tutto il movimento con piccolissime cose, ma gradite: fornire un servizio di risultati puntuale ed efficace sarebbe già un buon punto di partenza. Creare il senso di appartenenza comune ad un territorio, coinvolgendo le risorse attualmente presenti, potrebbe essere un altro punto d’appoggio. Ma insomma, qualcosa bisognerà fare.

Intanto si è consumato il rito della seconda fase dei c.d.s.. Ecco quello che è successo tenendo conto che diversi atleti quotati, come avevamo anticipato su base nazionale, hanno visto bene di non partecipare alla seconda fase.

La specialità in cui la Sicilia non delude mai è lo sprint. L’ultima perla del suo repertorio è probabilmente Chiara Torrisi, che corre in 24″58 con -0,5 i 200 metri. Clara Tasca (98) vince gli 800 in 2’22″43. Considerazione: si 10 atlete al traguardo, la Tasca era la seconda più “anziana” benchè sia solo del 1998. In 8 nate dal 1999 al 2001. So che non si possono estrapolare macrotendenze da un campione così limitato di dati, ma è certamente sintomatico. L’atletica è un fenomeno soprattutto scolastico in Sicilia (come in tutte le parti d’Italia, certo). Terminato il quale è difficilissimo trovare le generazioni intermedie (a meno che abbiano avuto “successo”). Si passa direttamente ai master. Prova ne sono infatti i 5000: 5 atlete. Alessia Tuccitto (97) con 18’16″70, tre junior e una master. E solo 3 atlete nei 400hs: una junior, la vincitrice, Giorgia Di Vara (98) con 1’06″73, e due allieve al primo anno.

2 atlete nell’asta (un’allieva al primo anno e una del ’97), con la vittoria a 2,70 di Lisa Papa (2001). E un’altra allieva si è imposta nel lungo con 5,43 (0,9), ovvero Valentina Rubino (2000). Qui 3 allieve e 2 senior. Nel disco 5 atlete dal 1997 al 2000 e vittoria di Aurora Picone (98) con 38,83. Una sola 4×400 che ha terminato in 4’40”.

Situazione maschile migliore. Ai tanti sprinter (47 sui 200) purtroppo non segue una analoga diffusione nelle altre specialità. Andrea Spezzi (91) dopo la vittoria sui 100, bissa sui 200 con 21″99 con 0,4 di vento. Sugli 800 in due sotto i 2′ e vittoria di Diego Gambuzza (98) con 1’56″91. Anche qui erano in 26. 15’42″07 per il vincitore dei 5000, Antonio Giorgianni (98), e 55″68 per il proteiforme Samuele Licata (99) sui 400hs nell’unica serie disputata.

1,88 nell’alto per Ernesto Pascone (99) su Giuseppe Giarrizzo a 1,85 (99 anche lui), e 4 atleti (tutti nati dal 99 al 2001). 6,90 (1,3) nel lungo per Edward Hawkson (97). Nel peso 3 atleti, due master e un allievo del 2001 con la vittoria di Francesco Longo (73) con 12,16. Martello idem: 4 atleti, 3 master e uno junior e vittoria per Salvatore Pino (78) con 38,63. 3’42” infine nella 4×400.

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