Assessore Beni Culturali Tusa visita Parco Minerario Floristella

L’Assessore dei Beni culturali Sebastiano Tusa ha visitato il Parco Minerario di Floristella. Incontrando il personale e raccogliendo le criticità manifestate, ha assicurato un pronto interessamento coinvolgendo le amministrazioni del territorio che compongono la struttura del Parco. “Risolvere innanzitutto la situazione di precarietà che vive il personale – ha dichiarato Tusa – è il primo passo da compiere. Il completamento del restauro di Palazzo Pennisi e la fruibilità del Parco, l’obiettivo che entro breve tempo bisogna raggiungere”.
Il Parco Minerario Floristella Grottacalda si estende su una vasta area situata sulla confluenza delle superstrade che collegano Enna, Valguarnera, Aidone e Piazza Armerina, ad una manciata di chilometri dagli svincoli autostradali di Mulinello ed Enna. In un contesto paesaggistico pregevole, la zona del Parco forma un triangolo equilatero con, agli altri due vertici, il lago di Pergusa e la riserva faunistico-forestale della Ronza. Inoltre il sito minerario si colloca in un bacino che comprende la Villa Romana del Casale a Piazza Armerina e gli scavi archeologici di Morgantina ad Aidone. Il Parco accorpa due miniere di zolfo dismesse, risultando uno dei più espressivi insediamenti d’archeologia industriale esistenti nel sud d’Italia. Alla stregua di un grande museo a cielo aperto, il vasto complesso estrattivo fornisce una vera e propria “stratigrafia” delle diverse epoche e dei relativi sistemi e tecniche d’estrazione e di fusione dello zolfo. Ancora ben visibili e drammaticamente evocativi, appaiono i calcaroni (forni circolari per la fusione e separazione dello zolfo dal materiale inerte), le discenderie (cunicoli semiverticali utilizzati in epoca preindustriale per raggiungere il giacimento), i castelletti e gli impianti dei pozzi verticali (utilizzati in epoca recente per la discesa in sotterraneo), i forni Gill (sistema più moderno per la fusione dello zolfo). Su un’altura si erge il Palazzo Pennisi, antica residenza della famiglia proprietaria, che domina il complesso minerario di Floristella.
La particolare disposizione territoriale, la ricchezza di opportunità, la disponibilità già apprezzabile di servizi, rendono l’area un sito di straordianaria valenza culturale.
“Il Parco di Floristella, così come altri siti di interesse culturale – ha concluso Tusa – ha in questi anni sofferto del disinteresse e della superficialità nella valorizzazione di un patrimonio di conoscenza e di memoria che non può essere disperso. L’Amministrazione dei Beni culturali metterà in campo tutte le azioni per creare un tavolo di lavoro che possa analizzare le criticità e porre rimedio alla situazione in cui versa la struttura”.
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