Asp Enna, campagna sensibilizzazione sulle malattie infettive

Di malattie infettive, quelle patologie sommerse ma sempre più presenti nell’intero Paese, se ne deve parlare tutto l’anno e non in giornate di sensibilizzazione o in occasione di pandemie (vedi l’Ebola) per questo Mauro Sapienza, Infettivologo ed Epatologo, Direttore dell’Unità operativa di Medicina Interna e Medicina delle Migrazioni dell’Umberto I ha partecipata a Genova al più grande congresso nazionale di infettivologi organizzato dalla Simit, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali presieduta da Massimo Andreoni. “In Sicilia, da circa un anno – riferisce Sapienza, responsabile scientifico dell’ASET-ONLUS (Associazione Siciliana Epatopatie e Trapianti) – è operativa una rete, di tipo Hub & Spoke, finalizzata ad integrare un modello di comunicazione capillare per rendere più efficace ed efficiente il trattamento dell’ epatite cronica e della cirrosi da virus C”. Proprio ieri il medico di adozione ennese ha inserito in questo database quattro pazienti. “Grazie alla rete di cui fa parte anche la realtà ennese – continua – sarà possibile conoscere i percorsi diagnostici e terapeutici definiti dal documento tecnico e dalle linee guida regionali previsti dall’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana”. Il Sistema, condiviso da Epatologi, Infettivologi, Gastroenterologi ed Internisti offre uno strumento in più per meglio organizzare l’assistenza ai pazienti affetti da infezione virale cronica, oggi considerata un problema di salute pubblica rilevante in Sicilia, dove risiedono circa 20 mila cittadini con diagnosi di epatite cronica che necessitano di un trattamento adeguato. Il congresso, che conta circa mille delegati provenienti da tutta Italia, ha affrontato due tematiche: la verifica sulla situazione d’emergenza riguardante l’Ebola, e la discussione sui batteri “cattivi”, per colpa dei quali la sanità internazionale sta rischiando di perdere la sfida sul fronte degli antibiotici. Si è soffermato a lungo sullo stato dell’arte delle ricerche scientifiche e sulle nuove terapie – anche per l’epatite B – che presto dovrebbero arrivare anche in Italia. Sì è rivisitato l’elenco dei soggetti a rischio in ambito epatologico, infettivologico ed internistico come gli immigrati provenienti da paesi ad alta endemia; tossicodipendenti, detenuti; tatuati; persone con Infezione da HIV; emodializzati. Eemerge, quale importante considerazione, il forte impatto sociale che le malattie epatiche di interesse infettivologico ed internistico comportano, con un livello di “sommerso” particolarmente elevato che costituisce un serio problema per la Sanità Pubblica. Da ciò deriva che, nei Distretti Sanitari delle ASP, ed in particolare presso i Poliambulatori territoriali o PTA (Presidi Territoriali di Assistenza), sarebbe utile implementare la collaborazione con i medici di Medicina Generale, i SeRT, le Amministrazioni Penitenziarie e le altre branche specialistiche al fine di condividere percorsi assistenziali e multidisciplinari.

Angela Montalto

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