Arriva un gruppo di migranti a Centuripe: lettera aperta del Sindaco Elio Galvagno ai suoi concittadini

In una nazione come la nostra dove si cerca di scaricare tutti i problemi e le incertezze economiche, politiche e sociali che da oltre un decennio vive il paese sugli altri e quindi nel caso specifico sugli stranieri ed in particolare su chi arriva sui barconi della speranza o disperazione dipende i punti di vista, c’è chi invece e tra l’altro dal ruolo istituzionale di Sindaco di un piccolo centro del profondo Sud dove i problemi sono di gran lunga superiori rispetto ad altre aree del paese, riesce vedere il fenomeno per quello che effettivamente è ovvero una tragedia. E per questo motivo apre le porte della sua Comunità cittadina ad un gruppo di migranti composto da donne e bambini che fuggono da guerre, persecuzioni etniche e razziali, carestie ed altro ancora. E lo fa prima di tutto con una lettera rivolta ai suoi stessi concittadini che merita di essere resa pubblica. Un approccio del problema in modo “umano” un esempio da prendere da parte di tanti suoi colleghi anche del “pronfodo Nord”. Il sindaco è Elio Galvagno primo cittadino di Centuripe, comune di circa 6 mila anime nella Sicilia interna ai pedi dell’Etna in provincia di Enna.
LETTERA APERTA Al CENTURIPINI
Care concittadine, cari concittadini,
il Servizio centrale di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) ci ha appena comunicato che domani, martedì 03 aprile, arriveranno a Centuripe Sophia con suo figlio Destiny, di un anno, Aisha con sua figlia Nura, di quasi un anno, Doress con il figlioletto Destiny, di quasi un anno, Naomi con la piccola Christ, anche lei di quasi un anno, Ernest, Rosette Diane e Francesca, di appena due mesi, Nfondouo con la moglie Amina e la piccola Khalisah, di quattro mesi, la famiglia formata da Jeffry, Happiness ed Helena, di un anno e mezzo e quella formata da Gift e Mohamed. E poi tredici donnhttp://ennapress.it/wp-admin/post.php?post=160250&action=edit#edit_timestampe sole: Beauty, Annefortune, Cyntia, Marie, Amida, Aicha, Amina, Faith, Gift, Omorodion, Zainab, Eguigui e Blessing Ngozi.
Ho voluto citarli uno ad uno e non parlare genericamente di “migranti” perché sono, prima di tutto, PERSONE.
Uomini, donne, bambini molto piccoli, che fuggono da guerra, fame, persecuzioni politiche, razziali e religiose, devastazioni ambientali, siccità, epidemie.
Noi, nei loro panni, avremmo fatto lo stesso, nonostante la sofferenza che produce abbandonare la propria terra e la propria casa.
E dentro quella che può essere considerata un’emergenza europea ed internazionale, figlia di crisi umanitarie e delle grandi migrazioni che stanno sconvolgendo gli equilibri mondiali, abbiamo deciso di fare la nostra parte.
E abbiamo deciso di farlo giocando un ruolo attivo nel processo di accoglienza anziché subirlo passivamente, in modo da condividere condizioni e modello gestionale.
Per questo la nostra adesione al sistema SPRAR, costituito da una rete di centri di “seconda” accoglienza, che ospita migranti presenti da tempo sul territorio italiano e, quindi, in parte già ambientati.
Sono fermamente convinto, infatti, che l’integrazione di queste persone passi da attività di volontariato di utilità sociale, da realizzare con progetti mirati alle esigenze dei singoli territori, mettendo in rete Prefettura, Comuni e organizzazioni di volontariato.
Preciso con assoluta chiarezza che l’accoglienza dei rifugiati non sottrae alcuna risorsa ai centuripini. Le spese legate all’accoglienza sono a carico dello Stato e sono finanziate da fondi europei e l’organizzazione materiale degli ospiti non ricade sul bilancio del Comune di Centuripe ma è a cura della cooperativa che si è aggiudicata la gara per la gestione del progetto.
Immagino e comprendo le perplessità che stanno affiorando in molti di voi e, d’altra parte, fenomeni come quello delle migrazioni in atto non consentono risposte rapide e semplici, perché complesse sono le domande che pongono.
Quello che so con certezza è che accogliere queste PERSONE è un nostro dovere civile e morale.
Non solo perché ce lo dice la Costituzione, che all’art. 10 recita testualmente: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge”.
Ma anche e soprattutto perchè è inscritto nel nostro patrimonio di umanità, nella “millenaria civiltà cristiana”, così connaturata al nostro Paese, in quei principi e in quei valori che sono stati storicamente codificati nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, oltre che in numerose convenzioni e patti internazionali.
Quel “dovere di restare umani” nonostante le difficoltà che, purtroppo, riguardano anche il nostro Paese, il nostro piccolo comune e le vite quotidiane di molti di noi.
Per questo sono certo che, nello stesso momento in cui arriveranno, li faremo sentire centuripini, praticando, come abbiamo dimostrato in tante occasioni, accoglienza, dialogo, integrazione.
Nella consapevolezza che questa opportunità può diventare una risorsa per la crescita culturale e sociale della nostra comunità, sperimentando un modello virtuoso di convivenza che, in tanti casi, ha dato buoni frutti.
Conto sulla collaborazione di tutti e di tutte e vi ringrazio anticipatamente.
Il Sindaco
Elio Galvagno

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