Area Industriale di Dittaino; per Cgil, Cisl e Uil ennesima opportunità di sviluppo economico

Da esempio di fallimentare modello di sviluppo industriale a ennesima opportunità di riscatto economico del territorio. E’ così che Cgil, Cisl e Uil ennesi con i rispettivi segretari generali, Rita Magnano, Tommaso Guarino e Vincenzo Mudaro, guardano all’area industriale di Dittaino. Nei giorni scorsi i tre sindacati hanno convocato un attivo unitario dei quadri dirigenti per stilare un documento programmatico di sviluppo socio economico del territorio con una scala di priorità. E il sito di Dittaino è uno dei punti prioritari di questa agenda. “Il nostro documento programmatico non punta solo su Dittaino ma individua altri interventi importanti – commenta Guarino – ma è fuor di dubbio che Dittaino però diventa uno dei più importanti. In particolare per la sua strategica posizione geografica può ritornare ad essere appetibile a nuovi insediamenti. Sta a tutti noi farlo accompagnandolo con provvedimenti di fiscalità di vantaggio ed agevolazioni natura finanziaria. Ma è importante che a crederci siano tutti i soggetti istituzionali e sociali sul territorio”. Infatti anche se negli ultimi 10 anni la crisi economica globale ha spazzato via come fuscelli una ventina di siti produttivi insediati nell’area, è anche vero che l’agglomerato di 310 ettari sui territori di Assoro e Enna, per la sua posizione geografica è uno dei più interessanti dell’isola. Si trova al centro della Sicilia ottimamente collegato sia con l’autostrada A19 che con la ferrovia con uno scalo ferroviario sull’asse Palermo – Catania. Inoltre nella prima decade del 2000 sono stati investiti decine e decine di milioni di euro per migliorarne le infrastrutture. Quindi un ottimo sito da utilizzare sia per insediamenti produttivi che per la logistica di merci da e per il Nord Italia. Una storia quella di Dittaino che si appresta a festeggiare il mezzo secolo. Nasce ufficialmente nel 1969 ed i primi insediamenti nei primi a anni 70. Importanti le realtà produttive che vi hanno operato. Tra tutte la fabbrica di trasformazione dello zolfo proveniente dalle miniere dell’ennese e nisseno, i tubifici Sipem, nella sua massima espansione con oltre 300 dipendenti e Hobas. Ma non meno importanti le realtà del campo farmaceutico come la Ipra, Fidia o le aziende meccaniche o di materiali plastici. Ma oggi di queste realtà non è rimasta alcuna traccia. Anche se con non poche difficoltà rimangono in attività una quarantina di aziende di piccola e media dimensione in particolare nel campo agroalimentare o piattaforme di catene della grande distribuzione organizzata. Ma le sue potenzialità rimangono enormi. Dei 310 ettari quelli utilizzati per insediamenti sono 110, altri 70 per infrastrutture mentre 35, disponibili dell’Irsap l’ente regionale che gestisce le ex Asi siciliane, per assegnarli a chi ne fa richiesta. L’area è fornita di oltre 50 km di rete idrica primaria e secondaria, poco meno di 40 di rete fognaria e 12 km di rete metanifera. Inoltre è fornita di poco meno di 900 corpi illuminanti anche se buona parte di questi oggetti di atti dolosi come il furto di rame. Alcuni anni fa con un finanziamento del ministero degli Interni è stato realizzato un impianto di video sorveglianza con una trentina di telecamere su tutta l’area. Quindi un’area che può ancora dire e dare molto. Nei primi anni del 2000 la Regione aveva finanziato uno studio di fattibilità per la realizzazione di un autoporto. Inoltre una società privata aveva tentato di realizzare una “autostrada viaggiante su ferro” ovvero sulla ferrovia per un collegamento tra Dittaino e l’Interporto di Bologna. Mai entrambi non se ne è fatto nulla. Adesso Cgil, Cisl e Uil vogliono rigiocare la “Carta Dittaino”, facendolo diventare il luogo del riscatto per l’economia provinciale.

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