Archeologia Nuove ricerche a Cozzo Matrice (Enna)

Nuove ricerche a Cozzo Matrice (Enna)
fonte: pagina Facebook Archeologia dei Nebrodi
Il sito di Cozzo Matrice è posto lungo la dorsale collinare che chiude a Nord il bacino del lago di Pergusa. È stato individuato negli anni ’40 del secolo scorso da Luigi Bernabò Brea, ed indagato nel corso di alcune campagne di scavo realizzate negli anni ’70-80 del secolo scorso. Un nuovo progetto di indagini, finalizzate alla valorizzazione di questo importante sito, è stato realizzato nel 2015 dalla Soprintendenza BB.CC.AA. di Enna, grazie ai fondi strutturali del PO FESR 2007-2013. Sono stati quindi realizzati i percorsi di visita, un’area di parcheggio, oltre alla riapertura al fine di rendere fruibili le aree e le relative strutture già indagate in precedenza.
Il sito è stato occupato a partire dal IV millennio a.C., come evidenziato dalla scoperta di una grande capanna attribuita all’antica età del rame. La frequentazione del sito in età preistorica è continuata fino all’inizio del II millennio a.C.; è stato quindi occupato nuovamente nel corso dell’età greca arcaica, dal VII al V sec. a.C. A tale importante fase storica per la storia degli Erei, sono infatti attribuibili una vasta necropoli con tombe a camera, a cui è annesso un santuario che sfrutta la parete rocciosa e due profonde cavità. Sulla sommità dell’altura principale, sono quindi state messe in luce le strutture murarie relative a parte dell’abitato, oltre ad un’altra area sacra, caratterizzato da una serie di vani in parte scavati nella roccia di base, tra cui un’ampia sala con banchine, interpretata come lesche utilizzata in occasione dei rituali dedicati a Demetra, principale divinità venerata in particolare nella Sicilia centrale.
Le nuove indagini archeologiche hanno avuto inizio il 16 giugno e termine il 16 dicembre 2015. Nella fase iniziale dei lavori esse si sono concentrate prevalentemente nella zona della necropoli occidentale, dove sono stati portati a compimento 6 saggi di scavo. Un secondo settore di intervento, questa volta concentrato nell’aspetto della pulitura accurata degli scavi pregressi, è quello dell’acropoli. Qui si sono individuate tre aree di lavoro: Settore A, immediatamente a nord del fronte roccioso sommitale; Settore B, ubicato lungo le balze orientali dell’acropoli, in una zona in cui gli scavi precedenti avevano posto in luce un interessante gruppo di strutture murarie; Settore C, ubicato nel tratto iniziale del pianoro che conduce da nord-ovest alla cima del monte, caratterizzato da una serie di affioramenti rocciosi in cui si evidenziavano una serie di tagli antropici. Il terzo ed ultimo settore di intervento, in cui si è concentrato il lavoro delle ultime settimane, è costituito dalla vallata ubicata a sud-ovest rispetto alla cima dell’acropoli, comunemente nota come “necropoli sud-occidentale”. Anche in questa zona sono state delimitate tre aree di intervento: La prima, lungo il versante orientale della valle, dove affiorava una serie di tagli circolari; la seconda, lungo il versante occidentale della valle, in cui si apre una serie di tombe a grotticella più o meno conservate; la terza area è quella comunemente identificata come “il santuario”, consistente in un gruppo di strutture murarie ubicato a nord rispetto alle tombe a grotticella.

Una prima relazione degli scavi a cura di F. Valbruzzi e E. Canzonieri, assieme all’intera documentazione di scavo, da cui sono tratte le immagini, è disponibile on line nel sito: http://mappaproject.arch.unipi.it

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