Archeologia dei Nebrodi Indagini nella Rocca di Cerere a Enna.

Indagini nella Rocca di Cerere a Enna.
Nel 2008 è stata svolta una campagna di scavi archeologici in contrada S. Ninfa, nel breve pianoro sottostante il Castello di Lombardia. I nuovi dati si sono aggiunti a quelli di ricerche svolte nel secolo scorso ed hanno accertato una continuità di frequentazione dalla piena età greca ad epoca tardomedievale, prima come luogo di culto, poi come area cimiteriale, poi ancora a scopi militari e infine per lo svolgimento di attività produttive. Qui fu realizzato in età ellenistica un santuario caratterizzato dalla presenza di edicole intagliate nella roccia. Le strutture messe in luce lungo le pendici sottostanti il Castello, costituite tra l’altro da una grande sala per banchetti intagliata nella roccia, circondata da pozzetti e fosse utilizzate nei rituali, da un ipogeo posto sotto tale sala, forse allora utilizzato come tomba a camera, al cui fianco si trova una parete rocciosa decorata da numerose edicole votive, costituiscono uno dei santuari citati dalle fonti antiche legato ai culti demetriaci. L’uso religioso e funerario del santuario e di tutta la valletta di S. Ninfa deve essere continuato anche in età romana, come testimoniato dalla presenza delle tombe ad arcosolio e sub-divo, destinazione mantenuta anche in età paleocristiana. In età bizantina il sito venne destinato a funzioni militari e viene realizzato un possente muro di difesa; al suo interno vengono costruite capanne, di cui rimangono resti di buche per palizzate sul piano roccioso. L’ipogeo del santuario viene ora trasformato: nell’area antistante l’ingresso viene costruito un edificio rettangolare che in parte taglia e distrugge i resti di un edificio di culto di età tardo-antica, mentre sul pavimento dell’ipogeo stesso vengono scavati una serie di pozzetti. Quella che una volta era una tomba diventa ora un palmento, o comunque una struttura utilizzata nella trasformazione dei prodotti agricoli, come testimoniato dal rinvenimento di una serie di macine circolari in pietra lavica. I livelli di frequentazione bizantina vengono tagliati dall’escavazione del banco roccioso per la realizzazione di un complesso sistema di canalizzazione delle acque e di una cisterna, complessa struttura probabilmente utilizzata a scopi artigianali. Tali strutture restano in funzione tra il X e il XIII secolo, come dimostrato dai numerosi frammenti ceramici di tale periodo. Alla fine del XIII secolo, per ragioni ancora poco chiare, la cisterna viene chiusa e saldamente sigillata, mentre l’area viene definitivamente abbandonata.

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