ANCORA SULL’ALITALIA – di Angiolo Alerci

ANCORA SULL’ALITALIA

I grossi problemi di sopravvivenza dell’Alitalia mi hanno spinto più volte ad esprimere il mio pensiero al riguardo.
Purtroppo passano gli anni e la crisi di questa società continua ad aggravarsi con costi rilevanti.
Da un Ente che era tra i più gettonati del mondo ad una società che, a causa della disinvolta gestione, si trova sull’orlo del fallimento.
Fallimento scongiurato due anni fa con un prestito di 800/milioni di euro fatto dal nostro governo, aggirando tutte le norme che non ne avrebbero consentito la erogazione.
Fallimento che si tenta di rinviare oggi con l’erogazione di un ulteriore prestito, senza tener conto che in questi due anni la situazione è notevolmente peggiorata.
In una delle diverse occasioni ho pubblicato su facebook la seguente nota:

ANCORA SULL’ALITALIA

Ripropongo il confronto tra due preventivi del costo del volo Catania -Napoli e ritorno. Il primo utilizzato da me esattamente quattro anni fa, per quattro “adulti” da altro gestore e un secondo, per un confronto, elaborato oggi per la stessa percorrenza e lo stesso numero di passeggeri,
Il primo è costato soltanto eu 115,20, il secondo dell’Alitalia costerebbe da un minimo di eu 667,48 ad un massimo di eu 1.027,48.
L’allegra gestione della compagnia aerea è stata la causa del grave disastro finanziario che ha compromesso quel nome che, un tempo, era sinonimo di efficienza e di ottimi servizi.
Mentre il Governo sta cercando di tentarne il salvataggio, con iniziative contrarie a tutte le norme in vigore, parte del personale si pavoneggia in scioperi che continuano ad aggravarne la situazione, sia per la cancellazione di centinaia di voli che per l’immagine data ai possibili “salvatori”, in fuga da una società sostanzialmente irrecuperabile.
Nell’ultimo biennio lo Stato ha concesso alla Società prestiti per circa un miliardo di euro e sta studiando come concedere altri prestiti che saranno dalla società pagati a “babbo morto”.
Le difficoltà incontrate nelle trattative sono moltissime.
Dall’abbandono di molte rotte alla disinvolta gestione del personale, sia per il numero che per i particolari trattamenti economici.
Una storia senza fine che io so come finirà.
angioloalerci

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