Ance Enna su Patto per la Sicilia

E’ come se fossimo stati colpiti territorialmente da iattura, una sorta di punizione da cui non riusciamo a smarcarci  perche piu’ deboli degli altri e mal rappresentati.”

Così Pirrone – Presidente dell’ANCE – commenta la lettura degli interventi del Patto per la Sicilia previsti nel territorio ennese, “poco meno di 200 milioni di interventi da anni inseriti nei vari strumenti di programmazione finanziaria e che non si sono ancora realizzati per l’indifferenza burocratica e politica degli enti locali regionali.”

Questo Patto per la Provincia di Enna   non lo avrei firmato e  idealmente non lo firmeremo:

– perché fondato sul nulla;

– perché  al ribasso rispetto alle  pregresse programmazioni  (nelle quali  gli investimenti sul territorio erano al 23%);

– perché  le somme finanziabili previste sono insufficienti,  anzi insussistenti,  se raffrontate con le necessità  infrastrutturali che emergono dalle note denuncie fatte negli anni dagli Organi  locali  dello Stato  , per la manutenzione delle strade e degli edifici, Provinciali, Comunali e  Statali, senza le quali , qualsiasi sviluppo e qualsiasi sicurezza vengono negati;

-perché  il lotto C1 della Nord-Sud  (€. 400.000.000,00) è stato definitivamente  cannibalizzato , nonostante il progetto definitivo pagato e  gli  espropri pubblicati, e nonostante i tanti annunci di prossime aperture di cantieri;

– perché il problema viabilità  che è sotto gli occhi di tutti resta, anzi si aggrava e ci condanna  per ragion di Stato (e di clientela) ad un sottosviluppo permanente, con strade chiuse al traffico (panoramica e non solo) pericolose e fuori norma;

– perché continua lo smantellamento e i relativi  disinvestimenti dei presidi dello Stato dal territorio (tribunali, carceri, ospedali, agenzie, camere di commercio, uffici provinciali,etc.),  senza  che vi siano piani , programmazione e motivazioni e senza prevedere alcuna compensazione.

Avevamo ben sperato leggendo un passaggio del patto ove si concordava : “ che gli interventi infrastrutturali, sono considerati prioritari anche quelli necessari a risolvere situazioni di pericolo connesse alla viabilità provinciale e comunque, ai collegamenti tra le aree interne, anche a bassa densità  di popolazione ed ai presidi di protezione civile ( vie di fuga)”, salvo scorrere poi  l’elenco ufficioso , per scoprire invece un intento  clientelare  ed elettorale  sulle spalle dei più deboli (noi) che non si concilia con lo sviluppo invocato e necessario.

Nel buio una sola piccola luce, la solita, ed è rappresentata dal Comune di Troina che riesce a proporre progetti degni di attenzione anche in un contesto non favorevole.

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