Ance Enna su Legge di Stabilità

“La Legge di Stabilità per il 2016 (Legge n. 208 del 28 dicembre 2015) esprime la volontà del Governo di basare la ripresa dell’economia italiana anche sul rilancio degli investimenti pubblici. Da questo punto di vista, la manovra di finanza pubblica offre le condizioni per sostenere una decisa ripresa del comparto delle opere pubbliche.” così Pirrone Presidente ANCE Enna

Le misure riguardano principalmente la cancellazione del Patto di stabilità interno, l’accelerazione della spesa da realizzare nel 2016, grazie all’utilizzo della clausola europea per gli investimenti, e l’interruzione dei continui tagli agli stanziamenti per nuove infrastrutture. Inoltre, allargando l’analisi ad un orizzonte temporale più ampio, emerge l’intenzione di offrire una maggiore stabilità finanziaria ad alcuni importanti programmi di spesa come l’edilizia scolastica, il rischio idrogeologico, il Piano pluriennale Anas 2015-2019, il Contratto di programma delle Ferrovie dello Stato.
Secondo la stima dell’Ance, la Legge di Stabilità per il 2016, registra un incremento di circa l’8% in termini reali delle risorse per nuove infrastrutture iscritte nel Bilancio dello Stato per il 2016 rispetto all’anno precedente, interrompendo il trend decrescente delle risorse per le opere pubbliche, che dal 2008 al 2015 hanno subito un taglio complessivo del 42,6%.

Ora, attraverso la soppressione del Patto di stabilità interno e il contestuale passaggio al cosiddetto “pareggio di bilancio”, previsti nella Legge di Stabilità, gli enti territoriali potranno finalmente liberare i pagamenti pregressi alle imprese, superando un problema che ha creato enormi difficoltà alle imprese negli ultimi otto anni. Allo stesso tempo, il superamento del Patto consentirà di superare tutte le distorsioni sulla spesa in conto capitale provocate in questi anni dalle regole di finanza pubblica a livello territoriale. Ciò dovrebbe permettere di rilanciare l’attività di investimento attraverso interventi utili al territorio e al benessere dei cittadini, come quelli di manutenzione e messa in sicurezza del territorio, in grado, inoltre, di sostenere il sistema economico a livello locale.
L’attuazione di questi interventi e l’accelerazione di altri già avviati nel 2016 sarà possibile grazie alla clausola europea per gli investimenti che potrebbe aumentare di 3,5 miliardi di euro la spesa del 2016 in infrastrutture e quindi liberare importanti risorse rimaste finora bloccate.
“Naturalmente, gli enti territoriali dovranno dimostrare di saper sfruttare lo spazio concesso per fare investimenti e non per alimentare ulteriormente la spese corrente improduttiva. Le amministrazioni dovranno spendere bene e in maniera efficace le risorse liberate grazie alla clausola europea per gli investimenti, concentrando la propria azione su interventi realmente in grado di innescare la crescita e rimuovendo le incrostazioni che hanno bloccato la spesa in questi anni.” prosegue Pirrone.

“I dati anche nel 2015 dimostrano una sostanziale incapacità degli enti locali ennesi a ricercare finanziamenti. Si pensi che la sola città di Enna ha ben due strade di acesso chiuse e non si hanno notizie sui passi che si stanno facendo per reperire le risorse necessarie. Infatti il secondo crollo della “Panoramica” imporrà un ulteriore stanziamento ripetto a quello previsto e di viale Savoca non si hanno notizie di nessun tipo.”

L’allarme appare giustificato anche dai numeri. Nel 2015 tutti gli enti locali della ex provincia di Enna hanno bandito appena 6 gare (era state 14 nel 2014 e oltre 35 nel 2008) per un importo di poco superiore a 10 milioni (contro i quesi 30milioni del 2014 e oltre 50 nel 2008). Recordo per la città di Enna che nel 2014 e nel 2015 non ha pubblicato nessuna gara.
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