Ance Enna, “L’appalto pubblico è scomparso”

In provincia di Enna l’appalto pubblico non esiste più. Lo confermano i dati divulgati dall’Ance e che dicono che nei primi 8 mesi del 2015 in provincia di Enna sono stati appaltati solo due lavori per complessivamente circa 1 milione 533 mila euro, con un calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno del 71 per cento del numero di appalti (erano state 7) e del 92,6 del volume degli importi complessivi visto che la cifra totale era stata di oltre 20 milioni di euro. In questi primi 8 mesi in Sicilia sono state bandite 155 gare a fronte delle 172 dello stesso periodo 2014 per un importo complessivo nel 2015 di 189 milioni contro i 211, 5 dello stesso periodo dell’anno precedente. Ed il dato ennese è di gran lunga il peggiore di tutte e 9 le province siciliane e della media regionale che già di per se è negativa e purtroppo in controtendenza al resto d’Italia dove invece il comparto dell’edilizia fa segnare timidi segnali di ripresa. Una performance negativa che si ripercuote anche sul piano occupazionale visto che i lavoratori arrivi iscritti alla Cassa Edile sono passati dai 2682 del 2014 ai 2213 di quest’anno. Per quanto riguarda il numero degli appalti dopo Enna in negativo c’è Caltanissetta con il 50 per cento, Palermo 27, e Messina 13. In positivo invece nelle province di Ragusa del 62,5 Catania 37,5, Trapani 20, Agrigento 6,25, mentre invariato a Siracusa. Sugli importi in euro invece dopo Enna il dato maggiormente negativo è quello sempre di Caltanissetta dell’81,5 per cento, di Messina del 22, Palermo del 10. In aumento invece Ragusa 142, 40, Agrigento, Catania 93,37, 68,97, Trapani 41,36, e Siracusa del 10, 29 per cento. “I dati che abbiamo rilevato segnano la definitiva scomparsa degli enti locali dell’ennese – commenta il presidente provinciale dell’Ance Vincenzo Pirrone – il monte delle gare bandite nel 2015 dagli enti dell’ennese è lo stesso di quanto bandiva solo 10 anni fa un piccolo comune e quasi la metà di quanto gli stessi enti spendono per il personale degli uffici tecnici. Questi dati ci dicono che i nostri enti locali sono falliti, con uffici tecnici in coma irreversibile. Ma le conseguenze le patiscono solo imprese e lavoratori dell’edilizia.” Le scuse sono sempre le stesse e legate principalmente ai vincoli dettati dal Patto di Stabilità. Ma per Pirrone non è affatto così “Nel 2015 di una decina di progetti presentati dagli enti locali ennesi solo 3 sono stati finanziati – continua – e poi in altri territori come Ragusa o Catania gli appalti banditi sono raddoppiati e triplicati o forse per loro non vale il patto di stabilità? La verità è che gli uffici tecnici non progettano e non si affidano a progettisti esterni neanche piccoli interventi. Solo quest’anno abbiamo inviato almeno 15 note alle amministrazioni locali per attenzionare programmi di finanziamento ma senza nessun risultato.” Sulla drammaticità del momento interviene anche il presidente dell’Ordine degli architetti Leonardo Russo. “La crisi degli appalti pubblici conferma le paure espresse a suo tempo dal nostro Ordine e dalla Consulta Regionale degli Architetti – conferma – siamo più volte intervenuti presso l’Assessorato infrastrutture chiedendo una accelerazione delle procedure di spesa dei fondi europei , anche con una norma ad hoc che è ferma in IV Commissione all’ARS. Abbiamo anche sollecitato più volte la attivazione del fondo di rotazione per la progettazione in modo da garantire un parco progetti delle amministrazioni in grado poi di conseguire finanziamenti. Occorre poi trovare un modo per poter far accedere ai finanziamenti anche interventi provvisti di sola progettazione preliminare.”

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