Alzheimer; l’Aima; in provincia di Enna la patologia non trattata in modo adeguato

L’Aima, (il cui presidente della sezione di Enna è Ivano Chiarenza) conferma le lamentele del signor D’Angelo sul fatto che la struttura pubblica non eroga servizi adeguati non solo per i pazienti affetti da Alzheimer ma neanche per gli stessi parenti o persone in genere che li assistono.

L’affermazione della ASP che la demenza rientri nelle patologie croniche e che  come tali , queste patologie sono da anni prese in carico dall’assistenza territoriale a livello distrettuale, dimostra che i vertici aziendali continuano a confondere le polipatologie croniche dell’anziano con la demenza , dove questo livello viene raggiunto nella fase terminale della malattia , e cioè dopo circa 10 , 15 anni. Quello che è stato denunciato è la mancanza di una assistenza specifica in questi 10,15 anni dove l’ammalato e la sua famiglia vengono lasciati soli, nella mancanza di una azione di prevenzione , informazione e formazione di personale specialistico. La denuncia non era solo rivolta alla mancanza della parola Alzheimer all’interno dell’atto aziendale,  ma all’assenza di una mancata individuazione ” di chi fa cosa “, di chi si deve occupare di questa tremenda malattia , organizzare servizi , formare personale , verificare i risultati ottenuti, per un problema che a breve diventerà una emergenza socio sanitaria a livello mondiale. Continuare ad affermare che una anziano con poliproblematiche internistiche sia la stessa cosa di un soggetto affetto da demenza è  affermare di disconoscere di cosa stiamo parlando.  La mancanza di una specifica organizzazione da parte della ASP ha consentito che l’assistenza erogata a livello territoriale a volte sia stata difforme a livello dei singoli distretti non garantendo una appropriatezza nella fase di diagnosi , di terapia e di riabilitazione. Tutto ciò è stato ripetutamente denunciato ai vertici aziendali da parte di AIMA con un unico risultato il più totale silenzio. Basta verificare l’attuale  funzionalità delle singole Unità di Valutazione Azheimer istituite per legge dal progetto Cronos del Ministero alla Salute già nel 2000 e realizzate con apposi atti deliberative da parte dell’ASP di Enna , anche queste strutture risultano essere disconosciute all’interno del Piano Aziendale, illustri sconosciuti . I vertici aziendali sono a conoscenza che tutta la funzione del sistema delegato alle U.V.A. che operano a livello aziendale, in atto gravano sulle spalle di un solo sanitario ? Dove è la continuità assistenziale intra ed extra ospedaliera se ad esempio l’attività del Centro Diurno Alzheimer operante a Piazza Armerina non è coordinata con l’attività erogata dal nucleo Alzheimer che opera presso la RSA Villa Maria di Leonforte , dove i soggetti dementi erano ospitati assieme ai soggetti anziani con polipatologia senza alcuna differenziazione e quindi approccio assistenziale? Ci fa piacere apprendere della realizzazione del Centro Diurno Alzheimer operante a Piazza Armerina e che accoglie numerosi pazienti, anche da fuori azienda. Ma il personale previsto nell’atto deliberativo costitutivo dove è ? il progetto che vedeva il Centro Diurno Alzheimer come primo atto nella costituzione di un centro di eccellenza per la diagnosi , la cura e la riabilitazione delle patologie cronico degenerative che fine ha fatto ?  perché non si riesce a trovare del personale specifico da dedicare a questa attività che nulla ha a che fare con l’assistenza erogata a livello territoriale distrettuale? Come mai l’azienda ha la difficoltà a fare sviluppare e potenziare questo servizio che  sicuramente rappresenterebbe un punto di eccellenza per  il territorio provinciale e per l’intero centro Sicilia ? Come mai la ASP ha la difficoltà a spendere le risorse vincolate in modo specifico per l’assistenza ai soggetti affetti da demenza ? Il fatto che sia la Comunità Europea, sia il Ministero alla Salute con il Nuovo Piano Nazionale per le Demenze , sia l ‘Assessorato Regionale alla salute con il nuovo PSR prevedono interventi specifici sia per le malattie cronico degenerative che per la demenza in modo particolare, dimostrano quanto meno che la ASP è stata poco attenta a non attenzionare adeguatamente questo settore a tutela del diritto alla salute di questi malati e delle loro famiglie secondo quanto previsto dalla Costituzione e come sopra riportato dalle vigenti normative. Ritengo che l’affermazione del sig. D’Angelo dipenda purtroppo dalla amara constatazione che appunto i vertici aziendali ad oggi non ritengono di adeguare a specifiche richieste di salute, specifiche risposte in termini sanitari ed assistenziali , che superino quella fase  iniziata nel 2000 con il progetto Cronos e le cui finalità erano quelle solo diagnostiche e terapeutiche di tipo farmacologico. Oggi la conoscenza e la  coscienza della malattia è diversa e necessita di interventi sanitari adeguati alla gravità della malattia , questo chiedono i malati tramite i loro familiari non potendolo fare direttamente, ed è per questo che riteniamo di poter confermare ad oggi l’affermazione del sig. D’Angelo che Enna è fuori dall’Europa.

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