ALLA KORE DI ENNA RADICALI E AVVOCATI PER UNA GIORNATA DI FORMAZIONE

ALLA KORE DI ENNA RADICALI E AVVOCATI PER UNA GIORNATA DI FORMAZIONE
Di Alice Garofalo
Il 24 ottobre si è svolto alla Kore di Enna il convegno “Diritto è Giustizia?” al quale ha partecipato il presidente dell’Università Cataldo Salerno, l’ombudsman Salvatore Cardinale e il presidente dell’ordine degli avvocati Giuseppe Spampianto.
La proiezione del docufilm “Spes contro Spem” ha introdotto gli interventi: il docente di sociologia Sergio Severino ha esposto una disamina sociologica sulle istituzioni chiuse, focalizzando l’attenzione sulle carceri; la docente di Giurisprudenza Agata Ciavola è intervenuta in merito all’ergastolo ostativo e alle possibili pene alternative; il segretario di Nessuno tocchi Caino e della presidenza del Partito Radicale Sergio D’Elia ha espresso la posizione dei radicali a proposito dell’istituzione carceraria e sulle loro proposte di legge contro l’ergastolo ostativo.
Al dibattito hanno partecipato il criminologo e docente della Kore Nicola Malizia e il dottor Cardinale, nonché già presidente della Corte d’appello di Caltanissetta, il quale ha definito l’ergastolo espressione della volontà del legislatore e, pertanto, popolare. La riposta è stata data da Giuseppe Rossodivita della presidenza del Partito Radicale, il quale ha ribadito l’incostituzionalità dell’ergastolo.
La mattina di formazione si è conclusa con l’intervento di Rita Bernardini della presidenza del Partito Radicale, la quale ha ricordato che la Corte Europea dei diritti umani ha condannato ripetutamente l’Italia per condotte disumane nelle carceri.
La sessione pomeridiana si è aperta con i saluti istituzionali del presidente della Camera penale, l’avvocato Spinello. L’avvocato penalista Rossodivita ha aperto i lavori introducendo l’attività politica legata al tema trattato alla tavola rotonda, ricordando la presentazione dei progetti di legge che prevedono anche la modifica di leggi che gravano sia sulla vita personale che su quella patrimoniale e sociale senza salvaguardare i diritti dei cittadini. Di seguito, l’avvocato Caruso ribadisce l’azione controproduttiva che si innesca privando del patrimonio un nucleo familiare spingendolo a rivolgersi alle organizzazioni criminali contro le quali si lotta, generando di fatto una profezia che si autoavvera.
L’intervento conclusivo della Bernardini ha ripreso il concetto della prevenzione, asserendo che essa sia con evidenza una sanzione preventiva e che lo stesso concetto è applicabile ai comuni sciolti per infiltrazione mafiosa spesso senza alcuna prova a supporto.
Studenti e avvocati sono stati presenti alla giornata di informazione e formazione.

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