Alkantara Fest 2018 International folk and world music festival – XIV edition Pisano di Zafferana Etnea, Linguaglossa, Sant’Alfio, Bronte, Catania, Mascali, Mascalucia

Alkantara Fest 2018
International folk and world music festival – XIV edition
Pisano di Zafferana Etnea, Linguaglossa, Sant’Alfio, Bronte, Catania, Mascali, Mascalucia

Alkantara Fest
La Sicilia è l’ombelico europeo del folk
Arrivano dall’Australia, dal Belgio, dalla Danimarca, dall’Ungheria, dal Cile e dall’Italia i musicisti della XIV edizione della rassegna internazionale di musica folk e world organizzata da Darshan e diretta da Mario Gulisano
La novità è che Alkantara Fest quest’anno trova la sua forza vincente nella sinergica collaborazione con alcune realtà del territorio etneo vocate al turismo e ad un’offerta qualitativamente alta del territorio siciliano
Dal 26 luglio al 5 agosto 2018
www.alkantarafest.it

Pisano di Zafferana Etnea, Linguaglossa, Sant’Alfio, Bronte, Catania, Mascali, Mascalucia. Sono queste le sedi della XIV edizione dell’Alkantara Fest, festival internazionale di folk e world music, la rassegna itinerante che ha fatto della world music la sua cifra stilistica, ma anche l’ingrediente principale di una ricetta culturale vincente. Il Festival, organizzato dall’Associazione Culturale Darshan e diretto artisticamente da Mario Gulisano, si propone di far conoscere e diffondere una cultura musicale “altra”, attraverso il coinvolgimento di artisti internazionali che quest’anno spaziano dal folk contemporaneo e tradizionale ai ritmi berberi, dalle sonorità mediterranee alle melodie balcaniche.
Come il fiume da cui deriva il suo nome, la fonte di Alkantara proviene dal cuore stesso dell’Etna e guarda verso il Mediterraneo e anche oltre il nord e l’est dell’Europa. La realizzazione del Festival Alkantara è come un viaggio immaginario attraverso la storia, la natura e le diverse tradizioni. L’obiettivo è dimostrare come la Sicilia, un così grande melting pot di stili, influenze, razze e culture, possa essere profondamente e intimamente connessa a un filo ideale per ogni diversa tradizione popolare europea. Rispetto alle edizioni precedenti, che avevano nella festa musicale di piazza il loro momento di clou, Alkantara Fest quest’anno trova la sua forza vincente nella sinergica collaborazione con alcune realtà del territorio etneo vocate al turismo e ad un’offerta qualitativamente alta del territorio siciliano. Perché la musica di radice, quando trova partner nelle radici del territorio, ha vinto la sua scommessa.
«Siamo contenti di aver fatto questa scelta (sinergia tra privati) – spiega il direttore artistico Mario Gulisano -, per dimostrare che il privato che si organizza ce la può fare anche senza i soldi pubblici, ma ovviamente è necessario l’appoggio del pubblico. Per noi si tratta di una sfida, vogliamo convincere il pubblico che l’evento di qualità non è solo il grande concerto pop. Musica e turismo possono avere obiettivi comuni, e il nostro obiettivo è rilanciare il turismo coniugando la musica alle escursioni sull’Etna, al cibo (ogni appuntamento prevede un evento enogastronomico), ai laboratori musicali e di danza, allo yoga. Abbiamo pensato al festival come a un’offerta culturale differenziata e integrata che pone al centro la Sicilia, declinata in tutti i suoi aspetti migliori».
Ecco perché il festival privilegia l’Etna, e si snoderà in più luoghi, spesso vicini tra di loro, in tutto quel versante Nord, Nord-Est del Vulcano che guarda al mare. L’obiettivo di Alkantara Fest è creare una base in Sicilia per fare una produzione paneuropea che ottenga credito in Europa lavorando sulla creatività e sulla produzione residenziale.
«Dal punto di vista artistico il festival quest’anno tiene conto delle tradizioni europee – spiega Gulisano -, un’Europa anche in senso lato, emigrata verso continenti apparentemente lontani come l’Australia, complice anche una recente esperienza che abbiamo fatto anche come musicisti. Ed ecco Wild Marmalade o ancora Si Mullumby e il suo didgeridoo, ma il caso più eclatante è quello di Santa Taranta, gruppo pugliese-australiano che rappresenta una italianità che, trapiantata all’estero, è fiorita in una nuova identità che raccoglie numerose influenze. E questo gruppo è l’emblema di questo festival che ovviamente accoglie molta Europa: danesi, belgi, oltre agli italiani e siciliani, perché Alkantara festival respira europeismo».
Ed ecco i belgi WÖR, o i danesi Fromseier Hockings o gli ungheresi Kerekes Band o il progetto ungarico-spagnolo Maria Keck & De Cobre, ma Alkantara, come già lo scorso anno, ospita quest’anno un gruppo cileno, i Golosa La Orquesta. In un festival come Alkantara, nato in Sicilia, la sicilianità non può certo mancare. E non è un caso che il ritmo ancestrale dei tamburi suonati dal percussionista ennese Davide Campisi sia il protagonista del video promozionale del festival il cui slogan è: “In Sicilia trovi tutto il mondo ai tuoi piedi”. E con il ritmo non può mancare la danza, ed ecco che i palermitani Le Matrioske rappresentano un nuovo tassello che Alkantara fest vuole coltivare e far decollare: la danza. «Ultimamente c’è la riscoperta della danza attraverso il Bal Folk – commenta Gulisano – una tradizione europea che nasce in Francia ma si diffonde in tutta Europa, si tratta di un modo estemporaneo di ballare le danze popolari. Grazie alla collaborazione con Balfolk Catania, durante il festival anche i neofiti avranno la possibilità di imparare a danzare durante i workshop e poi sbizzarrirsi durante il live delle Matrioske».
L’incontro fra Calabria e Sicilia è la felice genesi dei progetti di body percussion Patuncha o il progetto Sangumit che all’estremo sud italiano associa le antiche tradizioni musicali persiane. Le contaminazioni sono invece alla base dei progetti catanesi di world music Oi Dipnoi e di folk rock Lomb.

Il programma di Alkantara Fest

Giovedì 26 luglio

Pisano, frazione di Zafferana Etnea – Sotto i Pini: h. 19.30 Lomb (Sicilia); h. 20 Food & drinks: spaghetti house. Biglietto € 10,00; h. 23.00 Jam session – Session bar. Ingresso libero
Pisano, frazione di Zafferana Etnea – Il Pigno: h. 21.30 Wild Marmalade (Australia). Biglietto € 8,00
Prezzo integrato per la giornata € 15,00

Venerdì 27 luglio
Mascali – Il Bagolaro: h. 19.30 Si Mullumby (Australia); 20.00 Food & drinks: cucina biologica siciliana e vini dell’Etna; h. 21.30 Santa Taranta (Puglia/Australia). Biglietto € 8,00
Prezzo integrato per la giornata € 20,00

Sabato 28 luglio
Pisano, frazione di Zafferana Etnea – Sotto i pini: h. 9.00 Yoga con Fabio Satyavan. Ingresso libero; h. 17.30 Workshop di Didjeridoo Pranayama con Si Mullumby. Biglietto € 30,00
Pisano, frazione di Zafferana Etnea – Il Pigno: h. 21.00 Wor (Belgio). Biglietto € 8,00
Mascalucia – Zona 3: h. 22.30 Fromseier Hockings (Danimarca). Biglietto € 5,00

Domenica 29 luglio
h. 9.00 Escursione Mount Etna. Quota a persona € 35,00
Pisano, frazione di Zafferana Etnea – Sotto i pini: h. 17.30 Workshop di pizzica con Hayley Egan. Biglietto € 5,00
Catania – Gammazita: h. 21.30 Santa Taranta (Puglia/Australia). Ingresso libero

Lunedì 30 luglio
Pisano, frazione di Zafferana Etnea – Il Pigno: h. 11.00 Workshop di percussioni africane con Carlo Condarelli. Quota personale € 5,00; Sant’Alfio – Felcerossa: h. 21.00 Fromseier Hockings (Danimarca). Biglietto € 8,00; Pisano, frazione di Zafferana Etnea – Sotto i pini: h. 23.00 Jam session Session bar. Ingresso libero

Martedì 31 luglio
h. 9:00 escursione sull’Etna con Anima Munti. Quota personale € 25,00
Linguaglossa – Clan dei Ragazzi: h. 13:30 Food and drinks: il pranzo del Clan dei Ragazzi €15,00
h. 15.00 Oi Dipnoi e Davide Campisi (Sicilia). Biglietto € 8,00

Mercoledì 1 agosto
Pisano, frazione di Zafferana Etnea – Sotto ai pini: h. 20.00 Food & drinks: un assaggio di cucina persiana; h. 22.00 Sangumit (Sicilia/Calabria/Iran); h. 23.00 Jam session Session bar.
Biglietto integrato € 20,00

Giovedì 2 agosto
Pisano, frazione di Zafferana Etnea – piazza: h. 18.00 workshop di balfolk con Le Matrioske. Quota individuale € 15,00
Pisano, frazione di Zafferana Etnea – Il Pigno: h. 20.00 – Food & drinks: pizza e birra € 5,00
h. 21.00 Le Matrioske (Sicilia). Biglietto € 8,00
Biglietto integrato per la giornata € 25,00

Venerdì 3 agosto
Pisano, frazione di Zafferana Etnea – Il Pigno: h. 18.00 Workshop di body percussion con Yosonu. Quota individuale € 15,00; h. 19.30 Food & drinks: spaghetti e degustazioni di vini dell’Etna € 5,00; h. 21:00 Patuncha (Calabria/Sicilia); h. 21:30 Golosa La Orquesta (Cile). Biglietto € 8,00
Biglietto integrato per la giornata € 25,00

Sabato 4 agosto
Pisano, frazione di Zafferana Etnea – Sotto i pini: h. 9.00 Yoga con Fabio Satyavan. Ingresso libero; h. 18.00 Workshop di flamenco con Maria Keck. Quota personale € 15,00
Pisano, frazione di Zafferana Etnea – Il Pigno: h. 20.00 Food & drinks: pizza e birra € 5,00; h. 21:30 Kerekes Band (Ungheria). Biglietto € 8,00
Prezzo integrato per la giornata € 25,00

Domenica 5 agosto
h. 9.00 escursione sull’Etna. Quota personale € 35,00
Bronte – Musa Azienda Agricola: h. 20.00 Maria Keck & De Cobre. Ingresso libero

Prezzo integrato 1° week end, da giovedì 26 a domenica 29 luglio: € 100 per tutti i concerti, i workshop, food & drinks, escursione esclusa.
Prezzo integrato 2° week end, da giovedì 2 a domenica 5 agosto: € 80 comprensivo di tutti i concerts, i workshop, food & drinks, escursione esclusa.

Davide Campisi (Sicilia)
Per quindici anni Davide Campisi ha dedicato i suoi studi agli stili e alle tecniche dei tamburi a cornice e ai molti strumenti tradizionali popolari del sud Italia. Dall’inizio della sua carriera ha collaborato con artisti importanti come Alfio Antico e il percussionista tunisino Brahim Bahloul, Asteriskos, Massimo La Guardia e Rita Botto creando insieme memorabili performance. Continua la sua ricerca per i ritmi ancestrali testando nuovi suoni e tecniche contemporanee con la sua batteria. Il suo nuovo album “Democratica” è pubblicato dall’etichetta discografica “CNI Unite”.

Fromseier Hockings (Danimaca)
Fromseier Hockings è uno dei pochi duo fiddle / chitarristi danesi che viaggiano con radici originali e musica folk. Il duo è composto da due dei più famosi musicisti folk danesi , Ditte Fromseier al violino e al canto, e Sigurd Hockings alla chitarra. Questa formazione è recente, ma entrambi i musicisti sono ben noti per il loro lavoro con altre band, come Habbadám, Himmerland, Fiolministeriet, THG e Basco. Ditte Fromseier e Sigurd Hockings si sono incontrati nella scena della musica popolare di Copenaghen all’inizio di questo secolo mentre erano ancora entrambi studenti e la loro intesa musicale e personale è stata immediata. Poco dopo hanno fondato la loro prima band e da allora hanno suonato insieme in numerose formazioni. Nel 2010 sono stati invitati a suonare al North Atlantic Fiddle convention in Scozia come coppia e da quel momento Fromseier Hockings ha costituito una realtà di fatto, rendendosi conto che il formato duo era un modo eccezionale per mettersi alla prova e creare nuova musica originale. Da allora hanno fatto tournée in tutto il mondo e hanno sviluppato una intimità estrema e naturale nella loro musica. La coppia danese esplora ogni aspetto del formato duo e con le loro performance invitano il pubblico nel loro mondo musicale con grande sensibilità e calore. Fromseier Hockings ha ricevuto numerosi premi. Tra questi un Danish Music Award 2015 e il prestigioso “Live Act of the Year 2015” dalla Musicians Union.

Golosa la Orquesta (Cile)
Con una miscela di ritmi bohémien degli anni ’50 latinoamericani, Golosa La Orquesta ha una versatilità di repertorio che ha permesso di vederli in vari contesti nazionali ed internazionali. Sei musicisti che includono una molteplicità di origini da diverse regioni del Cile e aggiungono elementi e ritmi del loro immaginario musicale cileno alle loro composizioni. Con un album pubblicato fino ad oggi, un EP “La vida enloquece”; spettacoli in diverse regioni del Cile, a Djangofest Colombia, International Fair IMESUR e alcune delle tappe più importanti di Santiago come La Batuta, SCD Room, National Music Day, Life Teacher, Live Scene Radio Usach, ecc. La band ha pubblicato il suo primo videoclip “La vida enloquece” nel marzo 2016 e attualmente sta promuovendo il secondo, con nuove composizioni che includono alcune miscele e fusioni musicali come swing, jazz, folk, milonga, tango, world music. La loro proposta di esibizione fonde senza confini i vecchi ritmi della musica cilena, ma disposti in modo contemporaneo. Uno spettacolo con una messa in scena potente, creata per rompere il quarto muro, generando un dialogo diretto con il pubblico, soprattutto vivendo la festa! Con violini d’ottava, chitarre con delay e riverbero sperimentali, tastiere midi, tutte fonde con la purezza della fisarmonica e del violino acustico, il contrabbasso e il virtuosismo nell’improvvisazione jazz nella loro musica, che li ha portati a famosi festival in Colombia, Argentina, Danimarca, Germania, Ungheria e, naturalmente, Cile.

Kerekes Band (Ungheria)
Fuorilegge. Furono diffamati dalle autorità, ma i popolani li rispettarono come combattenti della libertà senza freni. Sebbene la loro valorosa lotta fosse contro il potere e l’oppressione, cantavano le loro canzoni sulla struggente solitudine e la prigionia. “Il pastore solleva il fuorilegge” – come dice il proverbio. Tale è l’eredità pastorale dei fratelli Fehér che fondarono la Kerekes Band. I loro antenati hanno radunato pecore per il vescovo di Eger dal 1700, e il loro bisnonno ha dato rifugio al fuorilegge più famoso la cui storia di vita ha ispirato Mátrai képek, il capolavoro sinfonico di Zoltán Kodály. Questo ricco patrimonio e la spinta illimitata per il continuo rinnovamento della musica fuorilegge ungherese è fonte di ispirazione per Kerekes Band. Il flauto del pastore, il Csángó koboz (liuto) e la viola di Mezőség in perfetta armonia hanno dato vita al suono distintivo della band. Il solco delle bassline con tamburi di guida fornisce una struttura fluida che si aggiunge a una presenza scenica marcata. Fedele allo spirito fuorilegge, è una musica dura, spericolata ma non inibita. Questa formula si dimostrò vincente: Songlines assegnò loro l’album Top of the World, più riconoscimenti di settore in Ungheria e tour in Europa da Dun Laoghaire al Sziget Festival. Per più di due decenni, la variopinta eredità di Kerekes Band è un mondo affascinante che aspetta solo di essere esplorato e gli ascoltatori possono scoprire come la storia può essere facilmente sciolta nel futuro.

Le Matrioske (Italia)
Il quartetto Le Matrioske, presente a Palermo dal 2011, ha creato un’interessante formula che unisce le musiche e le danze del Sud Italia a quelle del Bal Folkeuropeo. Le Matrioske giocano con passato e presente unendo movimenti tradizionali a suoni e arrangiamenti attuali. Il nome stesso della band è infatti una metafora del gioco di combinazioni e incastri tra popoli e culture. La danza è al centro del repertorio de Le Matrioske, accompagnate sia da composizioni originali che da rielaborazioni di ballate tradizionali.

Lomb (Sicilia)
Lomb è lo pseudonimo di Giuseppe Lombardo, un “chitarrista non chitarrista – cantante non cantante” classe 1971. Questo progetto chitarra e voce si sviluppa fra gli spazi di tempo lasciati vuoti dai suoi progetti in letargo: Baffos e Zuma. Musicista attivo dal vivo sin dall’età di 16 anni, la sua prima band, Gothic Angels (new wave) con i propri brani inediti dopo un mini tour ungherese, nel 1991 muta nome e sonorità. Gli stessi componenti sotto il nome di Nerve’s Korut per ancora sette anni continuano la propria attività di composizione e live; con il loro demo-tape ottengono consenso da parte della stampa nazionale, mentre le pubblicazioni ufficiali rimangono solamente due e si trovano nelle compilation Lapilli (Cooperativa Prospettive indigene, 1995) con il brano “Taste of money” prodotto da Don Zientara (Fugazi) e 095 Codice interattivo vol. 2 (Crossover Production ‎– 1992) con “Nonsense” prodotto da Tony Carbone (Denovo). Con i Plank debutta anche alla voce e incide un mini LP omonimo (Indigena Records, 1998) con la produzione artistica di Agostino Tilotta (Uzeda) per la Indigena Records. Successivamente allo scioglimento dei Plank forma la band Baffos, le cui registrazioni in studio (prodotte da Cesare Basile e Marcello Caudullo) non vengono mai distribuite ufficialmente: le copie vengono vendute solo durante l’intensa attività live del gruppo che si pregia di aver aperto le date di Sonic Youth, Wire, Old Time Relijun, Melt Banana e Bugo per citare i più importanti. Parallelamente suona con un progetto “free punk harcore” Apocalipstick, in seguito rinominato, a causa di una omonimia, Ute Puta, che vede il suo apice con l’apertura del concerto dei No Means No. La band si scioglie per questioni di donne. L’attività con gli Zuma invece è documentata con “Less is more” LP pubblicato con la Viceversa Records nel dicembre 2013. Le registrazioni del secondo album prodotto da Cesare Basile rimangono congelate in un cassetto la cui riapertura è un punto interrogativo. Per Giuseppe, che al di fuori della musica, si mantiene con la sua attività di graphic designer e fotografo, suonare è un’esigenza, un modo spontaneo per mettere in relazione il mondo esterno con il proprio universo interiore. Prende così forma il progetto Lomb, circumnavigando la difficoltà di incontrarsi con i membri delle altre band la cui attività, per un motivo o per l’altro, rimane sospesa. Fra le influenze che determinano lo stile di Lomb ci sono sicuramente tutta la new wave dei primi anni ’80 e i cantautori neo-folk americani. L’obiettivo resta comunque quello di raccontare (e guarire?) attraverso le suggestioni indotte dalla musica, la sua ferita di abbandono, di volta in volta riaperta dagli eventi della sua vita. Cuts, il suo primo lavoro da solista è una raccolta musicale di ferite, tagli per l’appunto.

Maria Keck & De Cobre (Ungheria/Spagna)
Maria è la fondatrice e direttrice della compagnia Nuestro aire (dal 2007) e del progetto De Cobre (dal 2010). In entrambi i progetti partecipa come coreografa, ballerina, cantante e compositrice. Dal 2011 è membro del Miguel Reyes Sextet e anche di Ethnómada che ha fondato con membri del Julian Olivares Trio. Nel 2013 ha fondato il progetto Flamenco Nuevo con la cantante contemporanea e sperimentale Evelin Tóth. Maria Keck si è laureata in coreografia moderna presso la Hungarian Dance Academy. Inoltre è diventata Master of Music Therapy presso l’Università di Alcalá de Henares. Maria basa la sua lezione di danza in equilibrio tra la trasmissione del “linguaggio”, le tecniche di comunicazione e improvvisazione del flamenco e tra incoraggiare i suoi studenti ad esprimersi liberamente e creativamente. Attualmente vive a Madrid dove, oltre a sviluppare il suo vero progetto, lavora come ballerina di flamenco in vari tablaos di flamenco. De Cobre è un progetto musicale e di danza influenzato da una molteplicità di stili. Il suo ritmo è basato sul flamenco e sulla cultura Rom. La musica del progetto è incentrata sulle canzoni rom e ungheresi e sulle composizioni della direttrice-coreografa Maria Keck. De Cobre è l’unione di quattro mondi diversi, quattro musicisti professionisti con background culturali diversi: si sono uniti e ora lavorano insieme per completarsi a vicenda, respirando la vita in De Cobre.

Oi Dipnoi (Sicilia)
Oi Dipnoi attinge profondamente dai “pozzi” della tradizione siciliana creando un nuovo suono pieno di personalità. Il repertorio è radicato nel patrimonio musicale della regione che è stato raccolto nel corso degli anni dalle comunità rimanenti di pastori e carrettieri. Ci viene presentato in una versione vivida in cui l’organetto è supportato da una forte sezione ritmica di basso e percussioni, grazie ad una fusione affascinante e leggera con elementi del jazz e folk progressivo arcaico. Il “dipnoi” è una metafora dell’attuale scena musicale siciliana: pesci preistorici / fossili viventi che si sono adattati alla sopravvivenza. Il trio, formato nel 2013, si è già esibito con successo in vari festival popolari in Italia, Francia, Ungheria, Croazia, India e Australia. Il loro album di debutto “Bastrika” è stato rilasciato nel novembre 2015 in Ungheria da NarRator Records. Il loro secondo album “Pontos” è uscito nel gennaio 2018.

Patuncha (Italia)
Patuncha è la body percussion band fondata da Yosonu / Peppe Costa con gli studenti delle sue classi di studio di Reggio Calabria e Catania (Gammazita). Il gruppo completo è formato da 23 membri che si alternano nello spettacolo eseguendo solo sul proprio corpo delle composizioni scritte da Yosonu, che mescolano diverse sezioni ritmiche con atmosfere mediterranee, con il rock e talvolta con accenni swing. L’approccio alla musica è in sintonia con il pensiero di Orff Schulwerk e combina looping con poliritmie e tipiche ritmiche da marching band, in uno spettacolo energetico e coinvolgente.

Sangumit (Calabria/Sicilia/Iran)
Sangumit è un progetto musicale nato a Catania nel 2015 (Sicilia, Italia), con l’obiettivo di riunire i diversi repertori musicali. I musicisti sono stati molto attivi nelle loro ricerche sia personalmente che in collaborazione tra loro per questo progetto “Il suono della tradizione” e il suo rapporto con la vita quotidiana di tutti i giorni. Tarantelle, strine (una forma tradizionale di canto calabrese) e serenate formano il corpo principale del concerto, che sviluppa un flusso magico di musica dalla Calabria, dalla Sicilia e dalla Persia. La musica sopravvissuta al passato è in grado di ricreare continuamente se stessa; il suo potere di adattarsi come è stato tramandato attraverso uomini di diverse età, per diventare pienamente contemporaneo. Gli strumenti utilizzati nel concerto sono interamente acustici, i suoni sono quelli delle cornamuse e tamburi a cornice del sud Italia, la chitarra battente e la lira calabrese, il setar e il tombak persiano, il friscaletto siciliano e il marranzano, e altri strumenti che contribuiscono a donare bellezza al repertorio.

Santa Taranta (Australia/Italia)
Santa Taranta è una band con sede a Melbourne che suona un mix di musica originale e musica tradizionale del sud Italia. Il gruppo ha conquistato le folle al National Folk Festival, Illawarra Folk Festival, Brunswick Music Festival, Piers Festival, Fairbridge Festival, così come molti concerti in importanti locali di musica di Melbourne. Membro fondatore Salvatore Rossano, etnomusicologo e polistrumentista, ha suonato la musica del Sud Italia sin dall’adolescenza. Francesco Bufarini, ha anche una lunga e ricca storia con musica e danza tradizionali italiane. Emiliano Beltzer è un raffinato chitarrista e bassista argentino, con una storia di musica classica, jazz, rock e folklore. Hayley Egan è una cantante e linguista con un background in world music e storytelling tradizionale attraverso la canzone. Santa Taranta suona Pizzica, Tammurriata, Stornelli, così come Polka dal barbiere e occasionali serenate d’amore, con un tocco contemporaneo e mondano.

Si Mullumby (Australia)
Si Mullumby è uno dei maggiori esperti mondiali dello strumento iconico australiano, il didgeridoo. Dietro il suo suono e la sua tecnica si nasconde una vita di ricerca. Si ha suonato e viaggiato attraverso molti paesi e in particolare nelle regioni dell’entroterra australiano. L’attenzione del musicista si è rivolta alle tecniche dello stile respiratorio unico, noto come respirazione circolare, e alla vibrazione del didgeridoo e questo percorso formativo è stato origine di un arricchimento spirituale personale e dell’esigenza della diffusione di questa possibilità di crescita attraverso le tecniche della respirazione. Tutto questo è per dare respiro a ciò che è l’”Io” nella vita di un musicista che ha impegnato il suo corpo, la sua mente e la sua anima per la ricerca di eccellenza e saggezza partendo da uno strumento primordiale come il didgeridoo. Si Mullumby può essere considerato tra i custodi tradizionali del didgeridoo nel suo paese d’origine, l’Australia.

Wild Marmalade (Australia)
Wild Marmalade è un gruppo di dance music basata sul didgeridoo, strumento tipico della cultura aborigena, che muove i suoi passi dalla cittadina di Byron Bay, in Australia. Fondendo i suoni ancestrali del didgeridoo con ritmi di dance music contemporanei, il loro suono è un incontro tra le vibrazioni del didgeridoo di Si Mullumby con il drumming esplosivo di Matt Goodwin alla batteria. Attingendo a ritmi delle varie culture musicali del mondo e ispirati ai suoni indigeni australiani e ai groove moderni, l’energia di Wild Marmalade trascina il pubblico con una performance in cui potenza sonora, gioia e suoni ipnotici portano al ballo in maniera contagiosa. Wild Marmalade è una vera forza nella musica dance mondiale. Il gruppo ha lavorato lavorato con il Cirque du Soleil a Las Vegas e Montreal, fatto tournée in Giappone e dodici volte in Europa, oltre agli Stati Uniti e, naturalmente, nel loro paese d’origine, l’Australia.

WÖR (Belgio)
Direttamente dal 1780! Se suonava bene allora, perché non oggi? Con i loro arrangiamenti finemente strutturati, WÖR inietta nuove energie nelle melodie settecentesche della regione delle Fiandre in Belgio. La loro musica brilla di un riflettore inventivo, con un tocco moderno, su brani tratti dai manoscritti di De Gruijtters (Anversa, 1746), Van Belle (Van Belle, 1743), De Prins (Leuven, 1781) e molti altri. Hanno pubblicato 2 album (‘Back to the 1780’s’ (2015) e Sssht (2017) e sono stati in tour sia in Europa che in America (inclusi allo Shetland Folk Festival, Dranouter Festival, Sunfest, ..)

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