ALCUNE SPECIE DI FUNGHI EDULI SICILIANI POSSONO ESSERE UTILIZZATI A SCOPO MEDICINALE

ALCUNE SPECIE DI FUNGHI EDULI SICILIANI POSSONO ESSERE UTILIZZATI A SCOPO MEDICINALE
PER LA PRIMA VOLTA PRODUTTORI, RICERCATORI E STUDIOSI SICILIANI SARANNO PIONIERI NELLA PRODUZIONE DI FUNGHI MEDICINALI AUTOCTONI

Prof. Giuseppe Venturella, ordinario di Botanica forestale e Micologia presso dipartimento Scienze agrarie, alimentari e forestali dell’Università degli Studi di Palermo
A poche ore dall’apertura dei lavori della nona International Medicinal Mushrooms Conference, la “Conferenza internazionale sui funghi medicinali”, la Sicilia sta già conquistando il suo ruolo da protagonista nella produzione di funghi medicinali. “Si tratta di un progetto di filiera, in cantiere già da due anni, che coinvolge sia i produttori sia le università con l’obiettivo di sperimentare nuove forme di coltivazione di funghi e nuove specie da commercializzare – spiega il dottor Dario Costanzo, agronomo e broker dell’Innovazione tecnologica per il progetto -. L’Università degli Studi di Palermo, nella persona del Professore Giuseppe Venturella ordinario di Botanica forestale e Micologia presso dipartimento Scienze agrarie, alimentari e forestali, ha messo in campo le proprie competenze per creare una filiera completa all’interno della regione siciliana che servirà per la produzione di funghi da utilizzare anche a scopo medicinale. Studi scientifici hanno, infatti, appurato che anche alcune specie di funghi eduli siciliani possono essere utilizzati a scopo medicinale”.
In Sicilia, gli unici funghi che si producono sono quelli per l’alimentazione. I funghi medicinali vengono prodotti nel sud -est asiatico, in Cina, in America settentrionale, in Colombia. I prodotti che vengono venduti in Italia, come medicine, integratori, coadiuvanti e antiossidanti, sono tutti di importazione.
“Attraverso la coltivazione di funghi commestibili autoctoni, lo scopo è di arrivare alla produzione di materie prime per le industrie medicinali, quindi farmaceutiche, e anche cosmetiche – continua l’agronomo -. Inoltre vogliamo sperimentare anche nuove specie coltivandole in ambiente mediterraneo”. La vera rivoluzione sta nel fatto che non si è mai trattato di un prodotto italiano. E’ stata sempre la medicina cinese e quella thailandese finora a curare utilizzando gli estratti dei funghi. La rete siciliana, costituita da produttori, ricercatori e studiosi, sarebbero pioniera assoluta. “Produrremmo il substrato in Sicilia, completeremmo tutta la produzione fino alla fase industriale e poi i residui verrebbero riciclato interamente e usati come mangime biologico per gli allevamenti zootecnici”, sottolinea Dario Costanzo, citando anche la partecipazione del dottor Ferdinando Veneziani, Project manager e console onorario della Repubblica di Costa d’Avorio in Sicilia.
I produttori coinvolti, che metteranno in campo il loro know-how, sono l’azienda Mendola, di Villalba (Cl) e la cooperativa Sicilfunghi di Bolognetta (Pa). Alla presentazione di stamani ha presenziato l’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici, proponendo il progetto al consesso degli scienziati presenti. I partners internazionali del progetto che affiancano l’Università degli Studi di Palermo sono l’Università di Atene e quella del Nord Carolina.

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