Al Rotary Club di Enna si è parlato di Napoleone Colajanni

Il giornalista ennese Paolo Di Marco ha presentato il suo ultimo libro “Mafia è Stato – La Sicilia e l’Italia. intervista a Napoleone Colajanni”: a metà tra narrazione storica e giornalismo, l’Autore ha condotto sapientemente una impossibile intervista a una delle figure politiche più interessanti dell’Ottocento italiano.

A distanza di oltre cento anni, attingendo ai suoi scritti, il giornalista di oggi fa parlare il politico di ieri attraverso domande e risposte, intercalate da una gustosa narrazione letteraria e da notizie storiche relative ai primi anni dell’Unità d’Italia.

Al centro di tutta l’intervista c’è il delitto Notarbartolo, il primo grande delitto di mafia che dà il via a quel connubio tra la criminalità organizzata e la politica, e lo Stato, che a tutt’oggi risulta essere devastante per la Sicilia e l’Italia intera. Altro fondamentale argomento è lo scandalo della “Banca Romana”, denunciato da Colajanni alla Camera dei Deputati nel 1892.

A rileggere gli scritti di Colajanni, celati nell’intervista, ci si accorge che dopo oltre centocinquant’anni dall’Unità d’Italia poco o nulla è veramente cambiato.

(dalla copertina del volume)

“Per combattere e distruggere il regno della mafia è necessario, è indispensabile che il governo italiano cessi di essere il re della mafia. In Sicilia il regno della mafia cesserà quando i siciliani acquisteranno la libertà vera, il diritto e i mezzi per punire i prepotenti, per mettere alla gogna i ladri e assicurare a tutti una giustizia giusta” (Napoleone Colajanni)

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