Al Comune di Ciminna importante riconoscimento

Con l’ Audizione pubblica, la consegna del riconoscimento di “Custode dell’Identita’ Territoriale” al Sindaco Vito Barone e di Leader&Leader a Salvo Tosi Direttore del Gal Metropoli Est è stato avviato formalmente il percorso Ciminna, Borgo GeniusLoci De.Co.

> La Denominazione Comunale, del percorso Borghi GeniusLoci – ha detto Nino Sutera dell’Osservatorio di NeoRuralità – è un prodotto del territorio (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, un avvenimento, ect) con il quale una comunità si identifica per elementi di unicità e caratteristiche identitarie. La De.Co non è un marchio di qualità, ma il biglietto da visita di una comunità, sulla quale possono puntare i sindaci per salvaguardare e valorizzare l’identità di un territorio. L’istituzione del Borgo GeniusLoci De.Co. consente l’avvio di una fase di sviluppo endogeno del territorio, dove la propria storia e la propria tradizione diventano la risorsa su cui investire il proprio futuro».
> Soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa è stata espressa, a conclusione dei lavori, dal sindaco Vito Barone , che ha ringraziato il dott. Sutera per il riconoscimento conferitogli, «nella consapevolezza – ha detto il Sindaco – che questi momenti rappresentano tasselli importanti per quella crescita culturale indispensabile al progresso del territorio, la mia giunta ha adottato la delibera per l’avvio del percorso Ciminna Borgo GeniusLoci De.Co., ha concluso.
> Vi assicuro afferma Nino Sutera, che Ciminna è un concentrato di GeniusLoci, anzi se uno vuole vedere un esempio di GeniuLoci, bisogna dimorare per almeno una settimana a Ciminna, per avere il tempo di assaporarla per intero.

> Conclusa la parte ufficiale dell’evento, (l’Audizione Pubblica) sono stato “affidato” dal mio amico Salvo Tosi, al Prof Giuseppe Cusmano, un signore molto distinto, quanto gentile, appassionato e innamorato del suo Borgo, una miniera di informazioni, aneddoti e curiosità, soprattutto quelle di dietro le quinte del film, che mi ha trasmesso, accompagnandomi nella visita della mostra fotografica de “il Gattopardo”, (solo la mostra meriterebbe un ‘intera giornata, per visitarla per bene, sono come dire, obbligato a ritornare) conclude Nino Sutera
Donnafugata viene ben descritta da Giuseppe Tomasi di Lampedusa nella sua famosissima opera “Il Gattopardo”, attraverso le parole proferite da Don Fabrizio Salina. Il regista Luchino Visconti, per il passaggio cinematografico dell’opera letteraria, cercò ispirazione recandosi presso la dimora di Donnafugata, visitandone tutti gli ambienti e rendendosi conto però delle difficoltà legate all’ambientazione all’interno di una struttura che ben poco si prestava alle esigenze cinematografiche.

> Per queste ragioni, come scrisse Caterina D’amico, il paesino di Ciminna si è finta Donnafugata, il paese di fantasia di un grande romanzo italiano, che ospitò buona parte delle riprese esterne del capolavoro viscontiano.
> Le ragioni che spinsero il regista a scegliere Ciminna per girare le scene nella residenza estiva dei Salina, scartata Palma di Montechiaro e Santa Magherita Belice, venne suggerito da Gioacchino Lanza Tomasi, assieme all’operatore Giuseppe Rotunno e al costumista Piero Tosi, poiché il paese era somigliante a quanto descritto nel romanzo dell’autore Tomasi Lampedusa: mancava solo il palazzo residenziale della famiglia Salina, che doveva essere limitrofo alla Chiesa Madre. Lo scenografo M. Garbuglia, in quarantacinque giorni risolse il problema con l’innalzamento della sontuosa facciata, con il rifacimento della pavimentazione di tutta la piazza. Il paese venne scelto anche per la sua tipologia di non essere ancora conosciuto e ricco di opere d’arti, specialmente la bellezza della Chiesa Madre fece innamorare il regista Luchino Visconti.
A fine giugno del 1962 iniziarono le riprese del “Gattopardo”, i Ciminnesi si videro aprire le porte dei magazzini delle case, trasformate in botteghe di lavoro di gessisti, imbianchini, muratori, ferraioli, elettricisti, falegnami, fabbro ferraio, sarti, generi alimentari.
> Il paese ha avuto il piacere di ospitare Burt Lancaster (nella parte di Don Fabrizio Principe di Salina), Alain Delon (nella parte di Tancredi, garibaldino e nipote di Don Fabrizio innamorato della bellissima Angelica), Claudia Cardinale (che interpretava la bellissima Angelica e figlia del Sindaco di Donnafugata), Paolo Stoppa (nei panni di Calogero Sedara Sindaco di Donnafugata), Ottavia Piccolo (nelle vesti di Caterina), Mario Girotti, in arte Terence Hill (nella parte del Conte Cavriaghi), Rina Morelli (nelle vesti della Principessa Maria Stella Salina, moglie di Don Fabrizio) Sergio Reggiani (nel ruolo di Don Ciccio Tumeo), Giuliano Gemma nella parte del Generale garibaldino), l’attore palermitano Pino Caruso e tanti altri.
> Per le scene interne il registra ha scelto due palazzi borghesi palermitani, la settecentesca Villa Boscogrande e il Palazzo Valguarnera Gangi, e un palazzo nelle vicinanze di Roma, il palazzo Chigi ad Ariccia. Considerato che la Sicilia si presenta ricchissima di paesaggi naturali sia verdi che aridi, il regista, oltre quello di Ciminna, ha utilizzato altri set esterni, così, tra le scene più celebri ricordiamo: le riprese nei pressi del territorio di Piana degli Albanesi e per le scene di battaglia vennero scelti i reali luoghi palermitani in cui esse nel passato erano avvenute come per esempio Piazza San Giovanni Decollato, Piazza Rivoluzione, Piazza Vittoria, Casa Professa e la Kalsa.

> Nel mese di Agosto del 2014, a Ciminna è stata svolta l’iniziativa “La Donnafugata del Gattopardo cinquant’anni dopo”. Nella Chiesa Madre, dedicata a Santa Maria Maddalena, è stato presentato un volume per l’occasione e nell’antistante piazza è stata allestita una mostra fotografica, a cura di Giuseppe Cusmano, a ricordo dei cinquant’anni della realizzazione del set cinematografico nel paese di Ciminna.

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