Aiutare le imprese nella loro fase più delicata dello StarUp: la “Mission” dell’Ennese Giancarlo Pregadio

Una società che opera su tutto il territorio nazionale ed internazionale in ambito Lean, Temporary Management ed Innovation Project Management.
E’ la LeanKubatore fondata nel 2008 dall’ennese Giancarlo Pregadio che malgrado avesse una posizione dirigenziale in una società di livello internazionale, ha deciso di scommettersi e di buttarsi un un mondo tanto incerto quanto affascinante come quello delle StartUp ed ottimizzazione processi aziendali. Dopo gli studi in Economia a Catania, Giancarlo ha dato vita nel 2007 a uno dei primi progetti Lean Startup in Italia. Cresciuto all’interno di uno dei 10 più importanti gruppi multinazionali al mondo, durante la sua esperienza ha contribuito alla nascita di numerose divisioni industriali, seguendo la filosofia della WCM (world class manufactoring), ovvero creando dei sistemi snelli che garantissero flessibilità e sostenibilità del business aziendale. Per l’avvio del Progetto LeanKubatore, Giancarlo ha scelto una sede nel cuore della città di Catania ed entro il 2018 saranno inaugurate altre due sedi nelle principali città d’Italia ed una all’estero.

COME MAI HAI SCELTO CATANIA COME BASE DEL TUO PROGETTO?
“E’ la città in cui ho scelto di vivere per la vivacità commerciale che l’ha sempre contraddistinta. Ho avuto la fortuna di girare il mondo “impresa” per quasi 10 anni, confrontandomi con culture totalmente diverse, alle quali ho cercato di “rubare” tutti gli aspetti positivi, ma il vulcano mi ha sempre richiamato come una calamita. Vivere e lavorare a Catania mi consente di diffondere una idea di impresa innovativa, ospitando le imprese o i potenziali imprenditori all’interno di uno spazio di lavoro dinamico che stimoli le idee. La scelta di stralciare il mio contratto da dirigente è stata una sfida rischiosa che oggi comincia a dare i suoi frutti. L’obiettivo di questa seconda vita professionale è di creare valore aggiunto nell’isola in cui sono nato e cresciuto, per supportare il concetto che le eccellenze restino nel territorio in cui nascono.”

QUAL E’ IL BILANCIO DI QUESTI PRIMI MESI DI ATTIVITA’?
“Nei primi 4 mesi di attività sono state valutate più di 100 proposte e le iniziative selezionate hanno iniziato un percorso di incubazione che durerà dai 24 ai 36 mesi. L’obiettivo è creare e sviluppare knowledge nel territorio, con il supporto dell’imprenditoria e degli organi accademici, trasformando le idee di impresa che nascono su strada e nelle aule universitarie, in business sostenibili per il mercato Italiano ed Internazionale, partendo dalle specificità culturali.”

IL TEMA DEL SOSTEGNO ALL’IMPRENDITORIA E’ PARTICOLARMENTE COMPLESSO DA AFFRONTARE?
“Da una prospettiva sistemica le dinamiche dello sviluppo imprenditoriale sono bottom up: la scintilla dell’iniziativa economica parte sempre da un individuo e dal suo backgroung culturale, ovvero dall’imprenditore che dà impulso alla nascita di una nuova idea d’impresa.
LeanKubatore, invece, ha il compito di creare un contesto favorevole allo sviluppo del progetto, un ecosistema in cui l’impresa possa crescere, cambiare, rinnovarsi, vivere. Promuoviamo la consapevolezza delle potenzialità delle idee innovative e dei territori dove nascono le imprese. L’internazionalizzazione è diventato il primo strumento di sviluppo e ciò passa da un’attività di affiancamento, formazione e divulgazione per far percepire l‘impresa come un importante opportunità di sviluppo economico per il territorio in cui nasce, in contrapposizione ad una visione non aperta ai mercati e spesso snobbata dalla politica.“

LE AMMINISTRAZIONI E LE UNIVERSITA’ CHE RUOLO GIOCANO?
“I contesti territoriali socio economici, e mi riferisco alle città ed alle università, non lavorano in modo sinergico per creare un tessuto solido da cui far partire l’impresa.
Le amministrazioni pubbliche italiane, fatta eccezione per sporadici casi, su tutte Milano ed in parte anche Catania, non supportano la nascita di imprese attraverso politiche di sviluppo concrete e sinergiche e talvolta limitano il potenziale imprenditore per via dei processi burocratici complessi e radicati.
Inoltre, si aggiunge una complessità nel reperimento di capitali per l’innovazione: troppi fondi, sia pubblici che privati, destinati all’innovazione e al sostegno dell’imprenditoria hanno delle grosse barriere all’ingresso, per via delle ristrettezze nell’accesso al credito e nei tassi di interesse troppo elevati per supportare la nascita di una giovane impresa.
Le politiche economiche nazionali, ad oggi, non sono attrattive, per via di una pressione fiscale che allontana i potenziali investitori ed aumenta i rischi d’impresa.

SAPPIAMO CHE SEI CRESCIUTO AD ENNA MA SEI ANDATO VIA ORMAI DA 20 ANNI, COSA PENSI DELLA TUA CITTA’?
Spesso parlo di Enna, soprattutto nell’ultimo periodo, perché ritengo che sia in atto un processo di rivoluzione culturale interessante. Mi piace l’idea delle associazioni di quartiere che, attraverso il patrocinio del Comune, promuovono iniziative che coinvolgono i cittadini. Sembrano concetti scontati ma non è così perché le istituzioni devono avere l’abilità di aprirsi alla città non più da promotori ma da interlocutori.

COME VEDE ENNA IN PROIEZIONE FUTURA?
“Beh, dal mio punto di vista ci sono tutte le carte in regola per trasformarsi in una Smart City di eccellenza ma purtroppo non vedo sviluppi imprenditoriali in sinergia con il concetto di città Innovativa, fondamentali per raggiungere l’obiettivo.”

QUESTO DA COSA DIPENDE?
“Dipende molto da un sistema sociale disgregato che vede l’Università come una cattedrale nel deserto che alimenta solo il mercato degli affitti immobiliari; per intenderci non ho mai visto uno studente fare una passeggiata nel nostro centro storico alle 5 del pomeriggio solo per il piacere di vivere una piazza, ne organizzare tavole rotonde che coinvolgessero studenti fuori sede in una sede diversa da quelle fruibili dall’Ateneo. Se prima ho elogiato il Comune per l’apertura alla città da un punto di vista culturale, qui muovo una piccola critica affermando con consapevolezza che non esiste una politica di sviluppo economico che supporti la nascita di imprese innovative. Lo stesso vale per l’Università che non pone l’attenzione necessaria al concetto di Spin Off Accademico al servizio della città. Faccio un banalissimo esempio: pochissimi residenti conoscono l’esistenza di uno dei simulatori aerospaziali più importanti al mondo, realizzato dalla facoltà di Ingegneria sul territorio Ennese.”

HAI INTENZIONE DI INVESTIRE SUL TERRITORIO?
“Abbiamo ottimi rapporti sia con gli amministratori che con gli organi accademici ed ho anche proposto in modo informale alcune idee che al momento sono rimaste in stand-by. L’interesse non è collaborare con le istituzioni per mero prestigio ma per creare le condizioni di supporto alla vivacità imprenditoriale del territorio. Senza il supporto di queste due entità è difficile “animare” e, di conseguenza, raggiungere quella che definisco “la fase del GO”. In ogni caso mi piacerebbe raccogliere idee, valutandone la fattibilità e per questo sono disponibile a programmare degli incontri dedicati. Anzi, per chi fosse curioso può consultare le nostre attività sul sito internet www.leankubatore.com”.

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