Agroalimentare: ogni anno in Italia 16 miliardi di euro di cibo un pattumiera

Italiani popolo di spreconi di cibo: in pattumiera ogni anno 16 miliardi di euro

on 03 Febbraio 2017. Pubblicato in Scenari

di Maria Giulia Franco
Nella spazzatura ogni anno finiscono 145 chili di cibo a famiglia, il 75% dello spreco totale del Paese per un costo di 360 euro annui e solo 6 italiani su 10, (il 59% degli intervistati) sanno che esiste una legge antispreco entrata in vigore lo scorso agosto di cui il 90% non conosce i contenuti.

In vista della quarta Giornata nazionale di prevenzione degli sprechi alimentari promossa dal Ministero dell’Ambiente che si celebra il 5 febbraio, l’Osservatorio nazionale Waste Watcher di Last Minute Market/Swg mostra un Paese ancora spaccato in due. Una condizione che Waste Watcher racconta dividendo le famiglie italiane (con un campione statistico di 1.800 soggetti) di fronte allo spreco in 6 “cluster” (gruppi aggregati) incrociando le risposte fornite nel rapporto 2016. Nell’area sensibile e attenta allo spreco (57%), troviamo i Virtuosi (22%) che ogni settimana sprecano la metà della media nazionale, gli Attenti (28%) e gli Attenti per necessità (7%) per cui il comportamento corretto è di origine economica. Nell’area degli sprechi(43%), gli Incoerenti (27%), predicano bene e razzolano male, gli Spreconi (12%) e gli Incuranti (4%) che buttano cibo facilmente. E se lo spreco di cibo complessivo in Italia ammonta a circa 16 miliardi di euro l’anno (dato di ottobre), per il fondatore di Last Minute Market Andrea Segrè, presidente del comitato tecnico-scientifico Programma nazionale di prevenzione sprechi/rifiuti (Ministero dell’Ambiente) ”prevenzione è la parola chiave della Giornata nazionale 2017 e lo spreco migliore è quello che non si fa”. Per quanto riguarda gli strumenti antispreco, la “Family bag”, cestino per portare via il cibo non consumato al ristorante, per l’80% è valida, per il 73% efficace/funzionale. Ma 1 su 2 teme che non sarà supportata dai ristoratori e il 75% auspica una diffusione con design elegante per superare la timidezza nel portarsi il cibo avanzato a casa.

Per Barbara Degani, Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente ”le campagne attivate stanno raccogliendo i loro frutti: il 45% degli italiani vive lo spreco come un ‘problema’ e la Family bag, promossa in Veneto poi in tutta Italia, è in una legge e ha il plauso di 4 italiani su 5”. Sull’educazione ambientale i ”dati ci confortano: chi insegna ai figli a non sprecare, in un anno è passato dal 62% al 78%”. Altra buona notizia sono i Diari di Famiglia realizzati nell’ambito del progetto Reduce del Ministero dell’Ambiente e dall’Università di Bologna – Distal. Da marzo, 400 famiglie di tutta Italia per una settimana annoteranno il cibo sprecato ogni giorno, per tipologia e quantità. Poi si sottoporranno al ”waste sorting”, controllo incrociato delle pattumiere, per verificarne la veridicità. Per la prima volta lo spreco alimentare domestico in Italia sarà quantificato in modo scientifico. Contro lo spreco alimentare, che in Italia si quantifica in 145 chili a famiglia di cibo gettato ogni anno nella pattumiera, l’Enea ha stilato un decalogo di consigli e buone pratiche, dal carrello del supermercato al frigorifero. Il primo passo è cercare di valutare il quantitativo di cibo che può essere realmente consumato in un pasto medio, aiutandosi con la lista della spesa e controllando la data di scadenza degli alimenti. Importante è l’etichetta, se riporta informazioni su tecnologie o ingredienti che aiutano a limitare lo spreco alimentare. Il latte ad esempio può essere sottoposto a processi, come la microfiltrazione, che ne mantengono inalterate le proprietà estendendone notevolmente la vita sullo scaffale, e alcuni prodotti come biscotti, grissini, fette biscottate vengono arricchiti con aromi di origine vegetale estratti con processi sostenibili che prevengono l’irrancidimento in modo naturale.

Nello scegliere gli alimenti, prosegue il decalogo, è buona norma privilegiare i prodotti che riportano come smaltire la confezione, in modo da ridurre la quantità di indifferenziata nell’immondizia. Gli esperti suggeriscono poi di preferire il biologico, in quanto l’agricoltura bio riduce i consumi energetici di agricoltura e industria alimentare di almeno il 25%, consente di ridurre le emissioni di Co2 e non inquina le falde acquifere perché non impiega fertilizzanti e fitosanitari di sintesi. Fin qui il supermercato. Una volta a casa, è bene fare attenzione alla preparazione delle vivande con alcuni accorgimenti per migliorare la conservazione dei cibi, come ad esempio condire l’insalata e le altre verdure solo al momento di servirle. In occasione delle feste, il consiglio è quello di usare le ‘doggy bag’: si può valutare se gli avanzi possono essere consumati a breve, e invitare gli ospiti a portare con loro parte di cibo che è rimasto. Gli esperti sfidano inoltre i titolari dei fornelli a creare nuove pietanze utilizzando gli avanzi con fantasia. Se ciò che sta nella dispensa non può essere consumato, può comunque essere donato alle onlus che raccolgono gli avanzi di cibo ‘buono’ e lo redistribuiscono a chi ne ha bisogno. Infine, per il cibo che è avanzato, l’ultima destinazione deve essere la raccolta dell’umido, così almeno si si trasformerà in ottimo compost.
Fonte: Cronache di Gusto

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