Agroalimentare: l’Olio Extravergine di Oliva Monti Iblei Dop conquista i mercati d’Oriente

E’ una delle realtà più dinamiche della Sicilia. Una mente proiettata al futuro “e la voglia di non stare mai fermi”, afferma Giuseppe Arezzo, presidente del consorzio Monti Iblei.
Ci saranno anche loro al Sol&Agrifood in programma al Vinitaly di Verona. E si tratta di una vetrina importante, “per mettere in mostra i nostri prodotti e farci conoscere ancora di più”. Già, perché il consorzio che mette insieme 250 soci (ma di questi solo 40 imbottigliano e certificano l’olio), ha una superficie complessiva di uliveto di 19 mila ettari e abbraccia tre province siciliane: Siracusa (Buccheri, Buscemi, Canicattini Bagni, Carlentini, Cassaro, Ferla, Floridia, Francofonte, Lentini, Melilli, Noto, Pachino, Palazzolo Acreide, Rosolini, Siracusa, Solarino e Sortino); Ragusa (Acate, Chiaramonte  Gulfi, Comiso, Giarratana, Ispica, Modica, Monterosso Almo, Ragusa, Santa Croce Camerina, Scicli e Vittoria); Catania (Caltagirone, Grammichele, Licodia Eubea, Mazzarrone, Militello in Val di Catania, Mineo, S.Michele di Ganzaria, Vizzini).
L’olio Dop dei Monti Iblei ha voglia di conquistare il mondo. E se il mercato italiano rimane il punto di riferimento, l’Oriente sta diventando un punto di riferimento per l’export della produzione del consorzio. Sono ormai quasi le età le aziende che esportano l’olio in Cina e Giappone. Ma anche l’America sta diventando un mercato di riferimento. Senza tralasciare l’Europa con Germania, Svizzera e Francia. “C’è tanta voglia di export – dice il presidente – I produttori ormai sono maturi per aggredire il mercato e le risposte che stiamo avendo ci spingono a continuare su questa strada”. Lo scorso anno la produzione è stata un disastro, con un calo “mostruoso”: “Avevamo fatto delle stime al ribasso – spiega il presidente – Ma alla fine sono state peggiori di quello che avevamo immaginato. Ci sono state aziende che non hanno conferito e certificato un solo litro d’olio”. E il 2017? “Troppo presto per fare delle ipotesi – dice il presidente – Certo questi primi mesi ci hanno fatto avere un cauto ottimismo, ma i mesi critici sono giugno e luglio. Nel caso in cui non dovessere esserci troppo clado o troppa siccità, credo che ci rifaremo di quanto perso lo scorso anno”.
Poi una stoccata all’assessore regionale siciliano Antonello Cracolici: “Ci chiedono di aumentare la superficio olivicola, ma poi non ci danno gli strumenti per farlo – spiega Arezzo – Nel Psr o possiedi più di 9 ettari di uliveto o non accedi ai finanziamenti. Questa è una manovra per favorire le grandi aziende. Per non parlare dei giovani. Nessun aiuto è stato previsto per permettere loro di completare il loro avvio alla produzione. Così non riusciremo ad aumentare la produzione di olio e continueremo ad importarlo dalla Tunisia. Così rimanendo, ad oggi, circa il 90 % delle aziende verrebbe escluso, già solo per questo motivo. Abbiamo chiesto delucidazioni all’assessore senza ottenere risposta”. Per il futuro alcune importanti modifiche al disciplinare, come l’inserimento della varietà Biancolilla ammessa per la produzione e l’inserimento di alcuni comuni rimasti, al momento, fuori dalla Dop. 
La Dop Monti Iblei sarà presente con una degustazione al Palcoscenico Sicilia, lo spazio voluto e realizzato dall’Assessorato Siciliano all’Agricoltura e dall’Irvos all’interno del Padiglione 2. La Dop sarà protagonista il 10 aprile alle ore 10 nel corso della Masterclass sul Cerasuolo di Vittoria organizzata dalla nostra redazione
fonte: cronache di gusto

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