Agroalimentare: le Dop Siciliane: le Arance di Ribera

La garanzia di avere un prodotto Dop originale e la certezza di non incappare in frodi. Il lungo lavoro dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale della Sicilia per la certificazione dei prodotti Dop parte dagli uffici della zona di corso Calatafimi, a Palermo. 
A coordinare l’attività, il direttore sanitario Santo Caracappa e il dirigente Aldo Migliazzo che hanno avuto la felice intuizione di snellire la procedura per la certificazione dei prodotti, incentivando i produttori ad affiliarsi ai consorzi per offrire ai consumatori un prodotto che dia garanzie di qualità e sicurezza alimentare. Al momento l’Istituto certifica dieci prodotti Dop: l’arancia di Ribera, la Vastedda della Valle del Belice, il Piacentinu ennese, il pomodoro di Pachino, la pesca di Bivona, l’uva da tavola di Canicattì, il limone di Siracusa, il pistacchio verde di Bronte, il ficodindia dell’Etna e il salame di Sant’Angelo. Da oggi e per dieci puntate complessive, Cronache di Gusto racconterà i prodotti Dop che l’Istituto certifica, raccontandovi numeri, criticità e potenzialità di un settore, quello delle Denominazioni di origine protette, che è in costante crescita, a differenza del settore agricolo in generale che accusa una flessione.

“Perché – come spiega Migliazzo – ormai i consumatori sono persone preparate e consapevoli, soprattutto nella scelta dei prodotti Dop e Igp”. Così i prodotti certificati mantengono la loro quota di mercato, anzi crescono, chi più chi meno; mentre quelli non certificati calano, per la crisi si dice, ma anche e soprattutto per la paura che il consumatore ormai ha, di non acquistare un prodotto garantito e sicuro. La certificazione dei prodotti Dop da parte dell’Istituto è iniziata nel 2008. Grazie alla collaborazione con vari consorzi, i produttori sanno di poter contare su una certificazione professionale, sicura, ma soprattutto rapida. Servono, infatti, appena 5 giorni, dopo la visita degli ispettori dell’Istituto, per ricevere l’attestato di conformità. Un vero record se pensiamo che l’Italia è il paese più burocratizzato del mondo.

Dal sito dell’Istituto, il produttore che vuole certificato uno specifico prodotto Dop, segue una procedura facilissima e immediata con dei moduli precompilati da riempire. All’Istituto, le mail (ogni prodotto Dop ha quella di suo riferimento, ndr) vengono immediatamente smistate ai responsabili. Dopo la verifica dei confini del territorio di produzione, gli ispettori si accertano delle tecniche e delle modalità di produzione ed esprimono il loro parere che viene valutato da un apposito comitato di certificazione per garantire l’imparzialità del giudizio dello stesso Istituto. A questo punto il certificato è pronto e viene inviato a chi ne ha fatto richiesta. Le frodi, come spiegano dall’Istituto sono davvero difficili: questo perché i prodotti Dop generalmente viaggiano con la Gdo. E qui ci sono controlli severissimi. Impossibili da aggirare. 
Iniziamo oggi il nostro viaggio con l’arancia di Ribera Dop

Si tratta di un prodotto unico nel suo genere: è, infatti, l’unico agrume Dop in tutta Europa. Un’arancia particolare, che beneficia di un clima unico della zona, grazia anche alla presenza del fiume Verdura. Il consorzio è nato nel 1994, la certificazione Dop da parte dell’Istituto è cominciata nel 2008. Gli iscritti al Consorzio oggi sono circa 200. La produzione, nell’ultimo anno in cui sono disponibili i dati (ossia campagna 1 ottobre 2015 – 30 settembre 2016) si attesta sulle 5 mila tonnellate. In aumento esponenziale rispetto alla precedente campagna (1 ottobre 2014 – 30 settembre 2015), che si era fermata a 3,7 mila tonnellate. I numeri, parziali, che arrivano ad oggi, parlano di cifre incredibili, che dovrebbero portate la campagna di raccolta delle arance Dop di Ribera del 2016/2017 ad essere ricordata come una delle migliori di sempre. Presidente del consorzio è Giuseppe Pasciuta. L’arancia di Ribera non teme la presenza delle arance del Marocco nel mercato. Questo perché occupa una nicchia di mercato ormai molto radicata e che appassiona il consumatore che sa di scegliere in tranquillità un prodotto buono e sano. Le arance vengono vendute principalmente in Italia, con piccole quote di export in Germania e in Francia. Sono pochissimi, ancora, i prodotti trasformati. L’Arancia di Ribera, dal gusto gradevolissimo, è a polpa bionda e senza semi. Contiene vitamina A, B1, B2, vitamina C, sali minerali e zuccheri. Possiede componenti nutrizionali ben equilibrati, di pronta assimilazione e di facile digeribilità. Basta una sola arancia per soddisfare il fabbisogno quotidiano di vitamina C che è antiossidante e contribuisce al potenziamento del sistema immunitario.
G.V. 
Fonte: Cronache di Gusto

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