Agroalimentare: il Formaggio Pecorino Siciliano Dop ha tanto mercato ma pochi soci

Va all’azienda Agricola Ovini e Natura di Massimo Todaro di S. Margherita Belice il premio Trinacria d’Oro per il migliore Formaggio Pecorino Dop. Il premio giunto alla quarta edizione è organizzato dalla sezione Sicilia Onaf l’organizzazione nazionale assaggiatori di formaggi il cui presidente proprio da ieri è il gaglianese Pietro Pappalardo. Il vincitore è stato scelto dopo una valutazione di una giuria di esperti su una rosa di 9 diversi formaggi di aziende di diverse province siciliane. Secondi ex aequo l’azienda Presti Rosario di S.Stefano di Quisquina e l’azienda Prelibatezze del Feudo Pollichino di Contessa Entellina. Il premio consistente in un tagliere, stato consegnato ieri al termine della due giorni all’hotel Federico II di Enna dove dove si è tenuto una sorta di riunione degli “stati generali” dei formaggi siciliani Dop, il Pecorino, il Ragusano, la Vastedda del Belice e il Piacentinu ennese. Ma i riflettori sono stati puntati sul Pecorino, definito il formaggio più antico d’Europa, Dop dal 1956, di cui si decantano le qualità organolettiche, salubrità ma ancora ristretto un una nicchia. Infatti malgrado il territorio di interesse sia esteso a quasi tutta l’isola, i soci del Consorzi sono solo 13 con una produzione nel 2015 da record, di 44 tonnellate. Una inezia se si considera che la produzione complessiva di Pecorino di varia tipologia in Sicilia è stata di oltre 7 mila tonnellate. E’ questo è il suo maggiore limite e paradosso. Enormi potenzialità di mercato grande richiesta, ma poca disponibilità come spiega il neo presidente del Consorzio di Tutela Domenico Ferrante di S.Stefano di Quisquina eletto sabato scorso avvicendando proprio il vincitore dell’edizione 2016 del Premio. “Il nostro limite maggiore è non poter garantire grandi quantità di prodotto – conferma – è inutile fare attività di promozione se poi non si possono soddisfare eventuali grosse richieste. Il nostro obbiettivo principale sarà prima di tutto l’ampliamento della base associativa del Consorzio. Ma non è facile poiché c’è ancora troppa diffidenza. Non è da tutti volere rispettare alcuni requisiti previsti dal disciplinare come la lavorazione del latte crudo, che provenga da animali al pascolo e che la stagionatura avvenga su travi in legno. Ma noi andiamo avanti. Già quest’anno abbiamo aumentato la quantità e puntiamo nel prossimo a superare le 44 tonnellate”. Che il Pecorino Dop sia un prodotto di eccellenza la conferma è che da quest’anno sul premio ci sia la “certificazione di qualità” di Slow Food presente con il presidente regionale Rosario Gugliotta ed il responsabile nazionale per la Biodiversità Piero Sardo. “Nello speciale segmento dei formaggi tradizionali la Sicilia è all’avanguardia – commenta Sardo – ed uno di questi è proprio il Pecorino Dop. Ma questo prodotto deve essere adeguatamente valorizzato puntando sulla sua tipicità. Se è vero che a fronte di 7 mila tonnellate di Pecorino prodotto in Sicilia quello Dop sia solo 44 tonnellate, c’è qualcosa che non va nelle politiche di promozione anche verso gli stessi produttori cui forse devono essere spiegati meglio i benefici di aderire al Consorzio”. “Per l’Onaf il Trinacria d’Oro è un premio istituzionalizzato – spiega il vice presidente nazionale Peppe Casolo – la nostra mission è ricostruire il percorso di un formaggio in tutti i suoi passaggi della filiera e spiegare poi le sue qualità attraverso i 5 sensi. Riteniamo che la strada intrapresa per la valorizzazione del Pecorino Dop è giusta anche se il percorso da fare è ancora lungo”. Dobbiamo sapere guardare oltre l’orizzonte e capire cosa c’è dopo – ha detto nel suo intervento conclusivo l’eurodeputato Giovanni La Via – dobbiamo puntare sulla tipicità delle nostre produzioni rimanendo legati alle tradizioni ma adeguandoci alle nuove tecnologie. Solo così i nostri prodotti di qualità potranno avere mercati importanti. Ma è chiaro che qualsiasi discorso prima di tutto passa su una incentivazione della cultura dell’aggregazione”.

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