Agricoltura; a rischio la stagione irrigua al Comprensorio Braemi

L’acqua c’è ma rischia di non potere essere utilizzata con eventuali gravissime ripercussioni per l’economia agricola non solo della zona interessata ma di tutta la provincia. E’ quanto potrebbe accadere per l’area irrigua del comprensorio Braemi a valle della diga Olivo e che interessa i territori dei comuni di Piazza Armerina e Barrafranca e di quello nisseno di Mazzarino. Infatti alla data di ieri all’interno dell’invaso ci sono poco meno di 4 milioni e 200 mila metri cubi d’acqua. Una quantità di prezioso liquido che consentirebbe senza problemi di affrontare la stagione irrigua in questa zona a forte vocazione orticola intensiva che dovrebbe in teoria prendere il via ad aprile per concludersi intorno a ottobre con un consumo complessivo che dovrebbe aggirarsi intorno a 2 milioni di metri cubi. Ma malgrado la situazione favorevole da un punto di vista tecnico e che potrebbe già invogliare tanti agricoltori della zona a iniziare a programmare gli investimenti, il tutto rimane nell’assoluta incertezza a causa della grave crisi economica che attraversa ormai da anni il Consorzio di Bonifica, che gestisce l’irrigazione a valle della diga. L’ente infatti non sa ancora se potrà garantire l’attività di gestione, manutenzione e distribuzione dell’acqua. Mancano sia le risorse per l’attività di gestione ed i dipendenti cui sono stati pagati entro lo scorso 31 dicembre 2 mensilità arretrate sono però fermo allo stipendio di ottobre. Quindi una situazione che non è assolutamente facile capire come potrà evolversi. L’unico dato certo è che tra meno di 3 mesi dovrebbe essere avviata la stagione irrigua in un’area comprensoriale come quella del Braemi che abbraccia circa 400 ettari di terreno definito da tutti gli addetti ai lavori la “California” della provincia di Enna. E tra qualche settimana gli agricoltori dovrebbero iniziare ad andare negli uffici dell’ente per stipulare i contratti per la fornitura d’acqua. Ma ad oggi tutto ciò rimane fortemente legato al destino dell’ente di bonifica che oltre al Braemi gestisce numerose centinaia di ettari aree irrigue in altre zone della provincia come quella a valle della Diga Nicoletti in territorio di Lenforte, dell’invaso Sciaguana tra Agira, Catenanuova e Regalbuto e della diga Pozzilo negli agri di Regalbuto e Centuripe. Ma tutto rimane nell’assoluta incertezza.

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