Addio Elena Marasà, della sua malattia aveva fatto un impegno per il sociale

Era diventata Elena Tedesca Marasà dopo che una donna dalla Germania le aveva regalato una seconda opportunità, una seconda vita donandole il midollo osseo. Elena, dopo avere sconfitto la leucemia nel 2014 si è spenta ieri 7 febbraio a Messina per un crudele scherzo del destino, a soli 23 anni. I funerali venerdì alle ore 10 al Duomo. Non le mandava a dire le cose e quando la chemioterapia le aveva rubata i capelli lei aveva scelto un bel caschetto color mogano per incorniciare il suo volto provato ma sempre sorridente. Era ironica Elena e la vita così come la morte la guardava dritta in faccia poco più che ventenne. Segni distintivi? Casinista, diceva lei. Dopo avere rinunciato all’università prima ed al sole in spiaggia dopo aveva indossato il naso rosso da clown per andare in ospedale e regalare da ex paziente tanti sorrisi agli ammalati. “Il sorriso che sei riuscita a strappare ad un paziente in ospedale vale più dell’oro”, diceva.

A fine settembre del 2014 in una piccola stanza dell’Avis comunale mi raccontava, per il Giornale di Sicilia, con grande dignità della sua malattia, la leucemia linfoblastica. Improvvisa e devastante. Aveva paura Elena, sì ma sognava in grande. Ogni tanto testarda com’era disobbediva alle regole e incontrava gli amici quando aveva le difese immunitarie azzerate. “Il problema siete voi, mica io”, sorrideva. Erano gli altri a poterla contagiare anche con un banale starnuto non l’inverso. Con lei e per lei, con affianco la sua sorella acquisita Alice Licata, era nata a Enna una sezione dell’Admo, l’associazione donatori di midollo. Una giornata indimenticabile quella del 27 settembre 2014, la prima edizione in città di “Ehi tu hai midollo”, organizzata con il supporto logistico dell’Avis di Enna. Più di cento siamo accorsi in piazza Vittorio Emanuele per tipizzarci diventare donatori e dare un’opportunità di nuova vita ad Elena. E un’occasione a chi come lei combatte contro la leucemia. A novembre dello stesso anno il miracolo: c’è il donatore compatibile!  “Ho avuto la notizia – scriveva Elena –  che anche io ho la mia sorella quasi identica in giro per il mondo”. Elena la leonessa aveva fatto il trapianto di midollo ed era tornata a fiorire. Un nuovo amore, un sorriso più luminoso.

Impegnata con il volontariato per l’Admo e Vip (Viviamo in positivo), ha fatto anche il servizio civile alla Misericordia. Perché la malattia spesso insegna e guarisce. Smisurato l’amore per il suo “fratellino” a quattro zampe Gordon, il suo bigol. Ma a marzo del 2017 qualcosa è andato storto il destino beffardo ha messo di nuovo i bastoni tra le ruote della vita di Elena e ieri 7 febbraio la sua corsa si è arrestata. La favola è finita. Non ha smesso mai di combattere Elena. Come una leonessa lottava per lei e per i diritti degli altri. Era e rimarrà testimone di vita, lei che andava per le scuole, per gli ospedali e nelle piazze a dire: “Se ce l’ho fatta io potete farcela anche voi!”. Storie come la sua ci insegnano il valore del dono sinonimo di civiltà, di rispetto per il prossimo e per la vita. Onore a questa giovane e coraggiosa donna che ha avuto la forza di raccontare la sua malattia per salvare la vita di tanti altri, onore alla sua infaticabile mamma Loredana alla quale va un abbraccio affettuoso, cordoglio ai familiari che ne piangono la dipartita. La prevenzione, la donazione e il volontariato siano il modo per onorare la sua memoria sempre.

L’Avis di Enna, sulla pagina ufficiale dell’associazione: “I tuoi pensieri, la tua risata non sono svaniti sono solo fuori dalla nostra vista. Non sei lontano da noi, sei solo da un’altra parte, proprio dietro l’angolo. Un abbraccio Elena da tutti noi, arrivederci lottatrice, adesso puoi riposare!

“Morire non è l’ultima speranza, c’è sempre il rinascere”, scriveva sul suo profilo Facebook e adesso certamente Elena è già rinata sotto altre sembianze, ha già trovato un modo per ricominciare. Perché lei cadeva, si rialzava e ricominciava, sempre.

Angela Montalto

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