Aci ricorda Filippo Caracciolo di Castagneto

L’Automobile Club d’Italia ha ricordato oggi il Principe Filippo Caracciolo di Castagneto nel cinquantenario della scomparsa. Alla cerimonia commemorativa, aperta nell’omonima Galleria sotto la sede dell’ACI a Roma con l’inaugurazione di un bassorilievo a lui dedicato da parte del presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, e del presidente di Fiat Chrysler Automobiles, John Elkann, sono intervenuti anche i discendenti della famiglia, il presidente di Sara Assicurazioni Rosario Alessi e il politico ed accademico Giorgio La Malfa. Il presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile, Jean Todt, pur non riuscendo ad intervenire ha inviato un emozionante videomessaggio che celebra il ruolo e la lungimiranza di Caracciolo alla guida della massima organizzazione mondiale di rappresentanza dell’automobilismo.

Caracciolo di Castagneto fu nominato Commissario Straordinario dell’ACI nel 1944 e nel 1951 venne eletto Presidente, mantenendo la carica nelle successive elezioni fino all’improvviso decesso, avvenuto il 16 luglio 1965. Fu anche Presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile e vicepresidente dell’Organizzazione del Turismo e dell’Automobile, consigliere ANFIA e presidente e consigliere di numerosi altri enti, tra cui SARA Assicurazioni, e direttore della rivista sociale dell’ACI “L’Automobile” dal 1948 al 1950. Sotto la sua guida l’ACI si insediò nell’attuale sede di via Marsala 8, nel cuore della Capitale.

Filippo Caracciolo ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’Automobile Club d’Italia. A lui è legata la rinascita del Club nel dopoguerra, nella sua connotazione moderna di federazione di Automobile Club provinciali a presidio di tutto il territorio italiano. Durante la sua lunga presidenza il Paese si trasformò, l’automobile divenne un fenomeno di massa e gli italiani scoprirono il piacere del turismo. Filippo Caracciolo interpretò attivamente questo sviluppo, indirizzandolo con spirito innovativo e improntando ogni azione dell’ACI alla tutela degli automobilisti. Con lui l’Italia intraprese per la prima volta in modo omogeneo un percorso educativo per la sicurezza stradale e questo merito gli fu riconosciuto dal Ministero della Pubblica Istruzione con la medaglia d’oro di benemerito della scuola e della cultura. Per favorire una mobilità più sicura su tutta la rete stradale, Filippo Caracciolo di Castagneto ideò e rese operativo il soccorso stradale ACI che tutt’oggi fornisce assistenza alle persone prima ancora che ai veicoli. Fu anche un entusiasta sostenitore dell’automobilismo sportivo e contribuì all’affermazione del motorismo italiano nel mondo.

Nato a Napoli il 4 marzo 1903, dopo la laurea in Scienze Economiche e Commerciali entrò nel 1934 al Ministero degli Affari Esteri, ricoprendo incarichi diplomatici in Turchia, in Svizzera e a Strasburgo. Nel 1944 fu Sottosegretario agli Interni nel secondo governo Badoglio, poi Segretario del Partito d’Azione e Segretario Generale aggiunto del Consiglio d’Europa dal 1949 al 1954. L’acume intellettuale e la grande passione lo portarono a distinguersi anche nella letteratura: nella narrativa si ricordano i suoi testi “I canti di ognuno”, “Il passaggio d’Irene”, “I trionfi” e “Il vivaio”.

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