ACI E FIA ALLA 21MA ‘GIORNATA MONDIALE DEL RICORDO’

ACI E FIA ALLA 21MA ‘GIORNATA MONDIALE DEL RICORDO’

INTENSIFICARE GLI SFORZI PER RAGGIUNGERE
L’OBIETTIVO ONU 2020:
MENO 50% MORTI E FERITI GRAVI SULLE STRADE

Ogni anno: 1,25 milioni di morti, 50 milioni di feriti.
Incidenti prima causa di morte tra 15-29 anni.

Italia 2016: 3.283 morti, 249.175 feriti: 17.000 gravi.
Costo sociale: 17.5 miliardi di euro l’anno: l’1.1% del PIL.

Sticchi Damiani (ACI): “Ricordare è fondamentale per non abbassare la guardia.
Battaglia contro incidentalità stradale si può vincere.
Dal 2001 a oggi 53.7% di morti in meno.
Con l’impegno di tutti possiamo centrare l’obiettivo”

Intensificare al massimo gli sforzi, per centrare l’obiettivo ONU di ridurre del 50%, entro il 2020, morti e feriti gravi sulle strade. È il messaggio che lanciano Automobile Club d’Italia e FIA – Federation Internationale de L’Automobile, partecipando alla 21ma Giornata Mondiale del Ricordo delle vittime della strada, l’evento mondiale che si svolge ogni anno nella terza domenica di novembre, per ricordare morti, feriti, famiglie e comunità, ma anche per rendere omaggio a quanti – operatori sanitari, forze dell’ordine, soccorso stradale – sono quotidianamente chiamati ad affrontare e contrastare questa vera e propria piaga sociale.

Sono 1.250.000 le persone che, ogni anno, nel mondo, perdono la vita a causa di un incidente stradale e 50 milioni sono i feriti. In Italia, secondo i dati ACI-Istat, nel 2016 i morti sono stati 3.283 (9 al giorno, in media), i feriti 249.175, di cui 17.000 gravi: 46 ogni giorno. Un costo morale incalcolabile e un costo sociale che l’ACI stima in 17.5 miliardi di euro, pari al 1.1% PIL.

“Ricordare è fondamentale – ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’ACI – per non dimenticare le persone che hanno perso la vita e le loro famiglie, ma soprattutto per ricordare a ognuno di noi che non bisogna mai abbassare la guardia: quella contro l’incidentalità stradale è una guerra dura che, però, possiamo vincere. Non lo dico io, lo dicono le statistiche. Nel 2001 i morti sulle strade del nostro Paese erano 7.096; l’anno scorso sono stati 3.283: il 53.7% in meno. La strada è ancora lunga, ma se tutti faranno la loro parte, raggiungeremo l’obiettivo”.

“La perdita in termini di vite umane – ha sottolineato Jean Todt, Presidente della FIA nel video realizzato per la Giornata Mondiale del Ricordo 2017 – è prevenibile e inaccettabile. Sappiamo come rendere le strade più sicure, ma abbiamo bisogno di migliorare le infrastrutture, di veicoli più sicuri e più educazione stradale”.

Secondo il Commissario Ue per i trasporti – Violeta Bulic – “In Europa la sicurezza stradale è una priorità evidente, sia per la Commissione Europea che per gli stati membri. L’anno prossimo introdurremo un numero di misure per migliorare le infrastrutture e per accrescere la sicurezza dei veicoli. Non possiamo fermarci fino al raggiungimento del nostro obiettivo”.

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