acchetto mobilità – La Via (FI/PPE): il Parlamento europeo non trova l’accordo, testi tornano in Commissione Trasporti

Pacchetto mobilità – La Via (FI/PPE): il Parlamento europeo non trova l’accordo, testi tornano in Commissione Trasporti

I testi arrivati in plenaria non tutelavano i nostri imprenditori dalla concorrenza sleale e non garantivano i diritti degli autotrasportatori

Strasburgo: “L’Europa in movimento”, il c.d pacchetto mobilità, subisce una battuta d’arresto. Nonostante negoziati estenuanti tra le Commissioni trasporti e lavoro, il compromesso, frutto di un confronto con le parti, gli operatori e i sindacati, è stato bocciato in plenaria dagli europarlamentari.

I tre provvedimenti riguardano tre tematiche chiave per il settore quali: il distacco dei lavoratori, il cabotaggio e i temi di guida e riposo.

“Ci siamo battuti nelle scorse settimane per una regolamentazione capace di garantire la concorrenza leale tra le imprese, migliorare le condizioni di lavoro degli autotrasportatori e la modernizzazione e digitalizzazione dei trasporti europei – dice l’eurodeputato Giovanni La Via (FI\PPE) – purtroppo i testi approdati in aula non tenevano conto delle nostre richieste, e pertanto abbiamo votato contro il mandato negoziale”. “Si tratta di un settore fondamentale, che rappresenta la spina dorsale del mercato interno dell’Unione europea, pertanto bisogna – aggiunge l’eurodeputato siciliano – che la legislazione sia chiara per tutte le parti e di facile attuazione ed esecuzione”. In gioco anche la responsabilità sociale delle istituzioni e delle imprese nei confronti dei lavoratori, come dell’ambiente in vista degli obiettivi sulla decarbonizzazione. “Basti pensare -aggiunge – che il settore europeo del trasporto su strada dà lavoro a oltre 5 milioni di persone, mentre le sue emissioni di gas a effetto serra sono pari a 1\5 delle emissioni prodotte dal settore trasporti nel suo insieme”.

Maggiore chiarezza e trasparenza anche sul mercato del cabotaggio, attualmente governato da norme difformi all’interno dell’UE, che generano, di conseguenza, oneri amministrativi, incertezza giuridica, concorrenza sleale e sfiducia tra operatori nazionali e stranieri.

Secondo La Via “serve un cambio radicale, ad esempio in tema di cabotaggio. Non possiamo più tollerare l’attuale abuso delle regole, che ha condotto ad una concorrenza sleale da parte di Stati membri in cui i salari sono bassi, rispetto ai trasportatori che sono correttamente stabiliti nello Stato in cui operano principalmente. Si devono ridurre, pertanto, i giorni a disposizione per il cabotaggio, relegandolo a fenomeno occasionale, per difendere le nostre imprese, e tutelare anche i lavoratori, perché i conducenti sono cosi soggetti a dumping sociale.

“Anche in tema di tempi e modalità di riposo dei conducenti, si dovranno fissare norme in grado di coniugare la flessibilità richiesta dalle imprese da un lato, con la garanzia di adeguati tempi di riposo, dall’altro, sia a vantaggio del conducente, ma anche della sicurezza stradale visto che gli autisti devono non essere stanchi mentre sono al volante. In aggiunta, va particolarmente attenzionata la tematica relativa al riposo e alle deroghe in caso il mezzo viaggi a bordo di un traghetto o di un treno, importantissima per la garanzia di trasporti efficaci e di capacità competitiva delle isole, come la mia Sicilia- conclude La Via”.

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