A Piazza Armerina “La Scuola Oltre” progetto formativo contro eclusione ed emarginazione dei bambini di famiglie non convenzionali

“La Scuola Oltre” è il progetto formativo contro l’esclusione e l’emarginazione dei bambini appartenenti a famiglie non convenzionali, organizzato dall’Associazione Diversity e dall’Associazione L’Italia Migliore, con il patrocinio dell’Assemblea regionale siciliana ed il Comune di Piazza Armerina, che, dopo Milano e Roma, è stato presentato nel pomeriggio, per la prima volta in Sicilia, al Teatro Garibaldi di Piazza Armerina e che proseguirà giovedì 27 e venerdì 28 novembre con due giornate dedicate alle formazione vera e propria a scuola con diverse sessioni del progetto riguardanti l’approccio pedagogico.

 

Presenti, oltre al vice presidente vicario dell’Ars Antonio Venturino che ha organizzato e sostenuto l’iniziativa, Ilenia Adamo, psicologa, Maria Grasso, presidente dell’Associazione Donne Insieme, Francesca Secchioni, giornalista e presidente dell’Associazione Diversity. Ai lavori, moderati da Giulio Mastrogiuseppe, presidente de L’Italia Migliore, hanno partecipato, tra gli altri, diversi dirigenti scolastici, docenti e psicologi.

Un progetto che intende fornire ad educatori ed insegnanti gli strumenti utili ad affrontare le problematiche che possono scaturire dal pregiudizio sociale verso tutte quelle composizioni familiari non considerate “canoniche”, ma presenti nella nostra società: a partire dalle famiglie monogenitoriali, per ragioni legate ad impedimenti o a lutti, fino a quelle allargate, spesso a seguito di separazioni e divorzi, o provenienti da culture più lontane dalla nostra; o, ancora,  famiglie caratterizzate da situazioni particolari come quelle adottive o omogenitoriali; o da situazioni contingenti, come le difficoltà economiche caratteristica degli ultimi anni. Il fine ultimo è sempre il benessere del bambino e lo scopo è la sua tutela, la necessità di gestire ogni situazione senza farsi distrarre dal pregiudizio.

 

“In una società complessa, che vive in uno stato di crisi dei valori e che cambia di continuo, non possiamo soltanto restare ancorati ai principi importanti che ci hanno insegnato e che non vanno persi di vista, ma il nostro è un mondo che si muove in tempi rapidi ed in continua evoluzione – ha spiegato il vice presidente dell’Ars Antonio Venturino, che ha chiesto alla Presidenza dell’Assemblea di mettere a disposizione anche un piccolo sostegno economico per l’organizzazione dell’iniziativa – la politica deve farsi carico delle istanze che provengono dalla società e non dobbiamo aver paura di ciò che non comprendiamo, di ciò che è diverso da noi, apriamoci e agiamo anche con occhi nuovi alla diversità che per alcuni è ancora sinonimo di paura. Possiamo superare le nostre difficoltà ed i nostri pregiudizi – ha proseguito Venturino – verso ciò che ci appare altro da noi, con un corretto approccio culturale, che può darci la sensibilità per comprendere “gli altri”. Abbiamo bisogno di capire e di imparare anche da “loro” per essere disposti ad accettare, ad accogliere e a tollerare. Ecco – ha concluso il vice presidente vicario dell’Ars – le ragioni che mi hanno spinto a sostenere il progetto “La scuola oltre” di Francesca Vecchioni che ha il merito ed il coraggio di avvicinare mondi culturali che di diverso hanno soltanto l’incapacità di capirsi”.

“Le istituzioni spesso si dimenticano di queste problematiche – ha detto Ilenia Adamo, psicologa e psicoterapeuta -. L’adulto si trova a rispondere ai disagi di una creatura fragile che non ha capacità di autonomia, il bambino ha bisogno di nutrimento, amore, affetto, cure, ascolto e non ha bisogno dell’ identificazione del genere. Sul fronte delle soluzioni ritengo che bisognerebbe differenziare gli standard minimi delle strutture socio assistenziali, ma anche rivedere e considerare prioritaria la legge 10/2003 a tutela della famiglia che non trova mai copertura finanziaria”.

 

“Bisogna scardinare i pregiudizi; perché è il pregiudizio che inficia il giudizio – ha spiegato Maria Grasso,  presidente dell’Associazione Donne insieme -. E’ necessario fare, avere una formazione specifica, servono ma strumenti utili per potere operare. Si deve iniziare a lavorare in rete con tutti quelli che sono a contatto con i bambini e con le donne maltrattate in genere. Bisogna avere un approccio laico – ha aggiunto – non ideologico di fronte a questa problematica. Maria Grasso con l’associazione che presiede ha fatto sì che a Piazza Armerina ci fosse un centro di accoglienza ed antiviolenza “la casa di Sandra” che, oltre ad accogliere le donne sole e vittime di violenza, mira alla formazione continua per far riprendere loro le loro vite fortemente segnate”.

 

“Il punto è riuscire a capire, crescere i bambini liberandoci da ogni pregiudizio perché i bambini sono tutti uguali, quindi il vero punto è cercare di fare pulizia di fronte al pregiudizio”, ha spiegato a chiusura Francesca Vecchioni, promotrice del progetto e presidente di “Diversity”, che ha raccontato la sua esperienza di omosessualità e di genitorialità, essendo madre di due gemelle nate in seguito ad inseminazione artificiale. Francesca Vecchioni ha illustrato alla platea i tanti problemi che ha dovuto affrontare all’interno di una società “eteronormata”. “La finalità dell’associazione – ha affermato Vecchioni – è abbattere i pregiudizi della diversità mettendo insieme diverse personalità ognuno con le specifiche competenze, la capacità genitoriale prescinde dall’identificazione del genere. L’auspicio è che “Diversità”, progetto di formazione dedicato agli educatori, possa essere attuato su scala nazionale e non solamente regionale”, ha aggiunto. “Il problema vero – ha concluso – è chi discrimina non chi viene discriminato. Il problema sta nel pregiudizio, negli occhi di guarda. E’ arrivato il momento, in una società come questa, di lavorare su chi discrimina”.

 

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