A Pergusa Consulta regionale Ordini dei Consulenti del Lavoro “Anticipare riforma del collecamento”

Pergusa (Enna), 30 gennaio 2015 – Il presidente nazionale dei consulenti del lavoro, Marina Calderone, parlando sul Jobs Act oggi a Pergusa (Enna) agli iscritti della Sicilia, ha chiesto al governo nazionale di “non posticipare per ragioni elettorali, ma anzi di anticipare i tempi dei decreti di riforma del collocamento e di quelli attuativi su tutele crescenti e sgravi, perché senza un quadro normativo e procedurale chiaro sarà difficile per qualsiasi imprenditore fare nuove assunzioni”.

In proposito, il vicepresidente nazionale, Vincenzo Silvestri, ha aggiunto che “la circolare emessa oggi dall’Inps sugli sgravi previsti per i nuovi contratti a tutele crescenti contiene solo elementi giuridici e rimanda ad una seconda circolare i codici per richiederli e applicarli. Noi – ha aggiunto Silvestri – siamo convinti che gli sgravi si possano applicare già adesso, senza aspettare il decreto o la circolare con i codici, perché la norma è contenuta nella Legge di stabilità ed è entrata in vigore lo scorso 1 gennaio”.

Silvestri ha anche evidenziato come “alla foga di varare le tutele crescenti per rispondere alla spinta mediatica di scardinare l’articolo 18, non sia corrisposto altrettanto impeto nella parte conseguente e più importante, ossia la definizione e regolamentazione dei contratti di riallocazione: ci risulta che non se ne stia occupando nessuno, né al ministero né all’Inps”.

Situazione siciliana e Festival del lavoro nell’Isola

Marina Calderone, che ha tenuto a battesimo il premio “Giovanni Cumbo” in memoria del fondatore e primo presidente della Consulta regionale siciliana, si è soffermata sulla situazione dell’Isola, che registra il più elevato tasso di disoccupazione d’Italia: “Rispetto alle rigidità e inefficienze del mercato del lavoro italiano, il peggiore d’Europa e al 136° posto su 144 nella graduatoria mondiale, in Sicilia c’è un ulteriore problema di competenze e di efficienza del sistema pubblico che va inquadrato nell’ottica dell’insularità, che può diventare un elemento negativo. Ma, se si guarda al suo ruolo di frontiera d’Europa, la sfida per la Sicilia deve essere anche quella dell’integrazione lavorativa dei migranti. Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro ha deciso di tenere quest’anno a Palermo, dal 25 al 27 giugno, la sesta edizione nazionale del Festival del lavoro, perché parlare in Sicilia di lavoro e di politiche attive del lavoro, di integrazione e di legalità può essere utile nella direzione di superare ciò che oggi è diversificato, frammentato e inefficiente nel sistema pubblico regionale”.

Parificare i collocamenti pubblico e privato

Quanto al Jobs Act, per Calderone “il tema oggi è ridisegnare equilibri e competenze del sistema, complicati anche dalla frammentazione fra Stato, Regioni e spesso anche Province, soggetti che non dialogano efficacemente fra loro. Questo si traduce in occasioni mancate per i giovani e nella difficoltà a riconvertire e ricollocare quanti perdono il lavoro. E’ un problema sistemico che deve trovare presto soluzione nei decreti del Jobs Act. Noi – ha dichiarato il presidente dei consulenti del lavoro – gestiamo un milione di aziende e sette milioni di rapporti di lavoro, pari al 70% della forza occupata in Italia, e siamo agenzie di lavoro private. Nel decreto di riforma del collocamento occorre riconoscere in modo appropriato questo nostro ruolo e parificare i sistemi di collocamento pubblico e privato, perché dalla competizione sicuramente potrà venire una spinta per quello pubblico a superare le proprie inefficienze”.

Sciopero della categoria a marzo

Sullo sciopero di categoria previsto a marzo, Calderone ha spiegato: “Quest’anno parte la riforma che ci impone di predisporre entro il 28 febbraio e di inviare all’Agenzia delle Entrate entro il prossimo 7 marzo le nuove comunicazioni uniche che sostituiscono il Cud. Si tratta di 7 milioni di lavoratori e di circa 3 milioni fra professionisti e lavoratori autonomi. Ma le case di software non ci hanno ancora fornito gli applicativi e non avremo tempo di elaborare i dati. Il sindacato di categoria ha proclamato lo stato di agitazione e avviato le procedure per uno sciopero. Noi chiediamo o la proroga della scadenza al 31 marzo oppure di rivedere le sanzioni”.

Favorire anche il lavoro autonomo

Infine, “dopo i decreti delegati sulle tutele crescenti e sugli ammortizzatori sociali abbiamo davanti quelli sulla riforma dei servizi per l’impiego e sulle nuove forme di lavoro. Non si può basare tutto solo sul lavoro subordinato – ha concluso Marina Calderone – non si deve penalizzare il lavoro autonomo. Occorre favorire anche il lavoro autonomo, l’attività imprenditoriale e l’autoimpresa, e mettere i professionisti nelle migliori condizioni di operare”.

Investimenti per creare nuova occupazione

Per Vincenzo Barbaro, presidente dei consulenti del lavoro di Palermo, “non è solo riducendo le tutele che si crea nuova occupazione, e gli incentivi, che sono ad esaurimento, creano solo effetti distorsivi del mercato. Bisogna soprattutto sostenere economicamente la ripresa con provvedimenti finalizzati proprio a creare nuova occupazione. Mi riferisco alla riduzione della spesa per gli apparati burocratici e alla riforma della pubblica amministrazione: i risparmi possono essere reinvestiti finanziando formazione, ricerca e infrastrutture”.

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